giovedì, 22 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Alla festa del Pd di Firenze, fischi e contestazioni al sindaco Renzi
Pubblicato il 10-09-2012


Dal palco della festa provinciale del Pd di Firenze, in corso al Parco delle Cascine, il sindaco della città Matteo Renzi ha parlato di lavoro, dichiarando di sognare «un diritto del lavoro scritto dal Pd e composto da 50 articoli chiari». Ma tra le duemila persone che lo hanno accolto e ascoltato, c’erano anche cinquanta dipendenti comunali intenti a contestarlo e fischiarlo. La protesta era accompagnata dallo striscione “Rappresentanze Sindacali Unitarie-Comune: ogni promessa è debito”, da fischietti e pentole.

LA CONTESTAZIONE DEI DIPENDENTI COMUNALI – Dopo aver cenato con il segretario metropolitano del Partito fiorentino, Patrizio Mecacci, il capogruppo del Pd a Palazzo Vecchio, Francesco Bonifazi e altri dirigenti, Renzi è stato bersaglio di frasi di disapprovazione, slogan come «bugiardo», «vergogna», «pinocchio». Il motivo della protesta dei dipendenti di Palazzo Vecchio è il mancato pagamento del salario accessorio che il Comune, in accordo con il ministero delle Finanze, ha bloccato ritenendolo illegittimo. Un rappresentante delle Rsu della polizia municipale ha dunque denunciato: «Abbiamo lavorato giorno e notte per assistere le manifestazioni organizzate per dare visibilità al sindaco, ma lui non ha intenzione di pagarci queste prestazioni».

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