giovedì, 19 luglio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Alla Festa Socialista di Perugia, l’ex Pm di Mani Pulite Titti Parenti e Bobo Craxi su Tangentopoli
Pubblicato il 18-09-2012


Senza memoria non c’è identità, senza identità non c’è futuro. È difficile far passare questo messaggio in un epoca in cui l’impoverimento culturale ha trasformato l’analisi politica in marketing, ridotto l’approfondimento in una sequenza frammentaria di battute spettacolari, i processi storici in gossip. Ma alla Festa Nazionale Socialista si è voluto parlare di passato per comprende il presente ed organizzare il futuro: “L’Italia a sovranità dimezzata: dalle ombre di ieri alla crisi di oggi i rischi per la democrazia”, moderato dall’ex direttore dell’Avanti della domenica Carlo Correr, è stato un dibattito che ha toccato un nodo scoperto della storia recente del nostro Paese. Un dibattito che ha visto la partecipazione dell’onorevole Tiziana Parenti, dell’onorevole Enzo Carra, dell’onorevole Bobo Craxi, dell’onorevole Agazio Loiero e di Gennaro Mucciolo, consigliere regionale campano. Lo spunto è dato dalle recenti interviste all’ambasciatore e al console americani ai tempi di “Tangentopoli”.

TITTI PARENTI, «SI TRATTO’ DI UN PIANO PRESTABILITO» – Era nel pool di Milano ai tempi di “Mani Pulite” l’onorevole Titti Parenti, e per questo ha potuto vivere da vicino quei giorni convulsi: «Quello che mi stupisce è che queste interviste siano cadute nel silenzio, si vuole dare l’impressione che non ci sia più nulla da approfondire. Questa è la dimostrazione che stiamo parlando di una tematica centrale per la vita politica di questo Paese che tarda a risolversi». L’onorevole Parenti parla del contenuto dell’intervista come una rivelazione di quello che fu «il prodromo dell’inchiesta che ha travolto la politica italiana e che rimane un episodio rispetto al quale non possediamo la documentazione perché non è una documentazione italiana». Per la Parenti l’immagine che si è voluta restituire è stata quella di «una politica corrotta rispetto alla quale vi era un’azione di “pulizia” da parte dei Pm: non c’è dubbio che i reati ci fossero, ma dal finanziamento illecito, a causa dell’amnistia rispetto a questa fattispecie, si è passati alla corruzione. L’amnistia ha cancellato tutto il filone di indagine in merito ai finanziamenti al Pci che venivano dall’Est, non solo dall’Unione Sovietica ma anche dalla Ddr, un vero e proprio capitolo oscuro». L’ex membro del “Pool” parla dell’arresto in flagrante di Mario Chiesa, che dette avvio all’inchiesta, come qualcosa «che è stato fatto passare come frutto del caso, ma che in realtà sembrava per nulla casuale. Non dobbiamo dimenticare che Di Pietro non godeva di una grande stima in tribunale, soprattutto da parte di Borrelli che non avrebbe mai controfirmato un mandato perché non si fidava di Di Pietro. Solo l’arresto in flagranza di reato permise l’avvio dell’inchiesta. Di sicuro il ’92 fu un grande crocevia di eventi e, in questo contesto, l’imprenditoria italiana avrebbe potuto facilmente stringere patti con alcuni poteri per sostituire l’economia alla politica. Soprattutto in un contesto come quello dell’Italia, questo processo ha rappresentato un cambiamento radicale del sistema perché l’imprenditoria italiana era nata con la politica e da essa era assistita perché molto debole». Una tematica che, più di tante altre ha un urgenza attualissima.

CARRA E LOIERO, «FU LA NOTTE DEL GARANTISMO» – Ricordano le difficoltà di quegli anni gli onorevoli Carra e Loiero: la delazione, gli interrogatori con le manette, la gogna mediatica. Per l’onorevole Carra, mostrato in catene con gli schiavettoni alle telecamere pur essendo convocato semplicemente come persona informata sui fatti, quella scelta fu una scelta ideologica che, nonostante i danni provocati, fortunatamente non riuscì nel suo intento perché molti reagirono di fronte alla barbarie del giustizialismo.

BOBO CRAXI – Per l’onorevole Craxi, membro della segreteria nazionale del Psi, la riflessione su ciò che è accaduto, dopo vent’anni, è giunta a maturazione e dovrebbe essere riaperta perché «la storia possa essere riscritta e perché non siano solo i vincitori a riscriverla». Per Bobo Craxi, le rivelazione delle interviste «introducono un elemento di verità in ciò che veniva considerata una supposizione». Certo, sottolinea Craxi con forza, «non possiamo essere negazionisti, il finanziamento illegale esisteva e c’era anche la degenerazione che ha coinvolto molti partiti». Ma i socialisti hanno il diritto di rileggere gli eventi «perché, più di tutti, hanno pagato. Il Paese si trovò ad affrontare un sistema entrato in crisi in una fase storica di cambiamento del mondo e non solo dell’Europa. Certamente il grande impero rimasto solo, cioè il grande impero americano ha dato un contributo affinché quelle classi dirigenti, di cui riteneva non ci fosse più bisogno, fossero rimosse. In quello scenario gli Usa, avendo grandi mezzi a disposizione di carattere tecnologico sicuramente non si sono sottratti dal portare avanti certi interessi. Oltretutto, il ‘92 era proprio il periodo di passaggio tra le amministrazioni Bush e Clinton e, si sa, gli interregni sono momenti propizi per chi vuole rimestare nel torbido e, nello specifico, aveva interesse a prendersi delle rivincite». Citando un libro di Ugo Intini, Craxi ricorda le dichiarazioni dell’allora capo della Cia che lamentava la pratica della corruzione portata avanti da alcuni «storici alleati» che non permetteva all’industria statunitense di vincere importanti gare internazionali. A questo si somma la storica ostilità delle potenze anglosassoni verso l’influenza italiana nella zona del Mediterraneo, di cui Bettino Craxi fu grande promotore. Bobo Craxi ha concluso sottolineando che, gli avvenimenti di quegli anni e ciò che è seguito, dimostra che «l’Italia è un paese a sovranità dimezzata e ci sono tanti elementi che portano a pensare che tanto più il sistema politico è fragile, tanto più la sovranità del sistema-paese rischia il dimezzamento».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento