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Opinioni e commenti
 

Alla Festa Socialista di Perugia, il segretario Nencini e il leader dell’Udc Casini
Pubblicato il 13-09-2012


«Credo che Riccardo Nencini stia facendo un lavoro molto serio. Io sono un amico da sempre perché credo che la tradizione del socialismo italiano debba essere valorizzata e abbia ancora molto da dire per il futuro. Il mio auspicio, dunque, è che si possano cercare di vedere i tanti punti che ci uniscono, e ce ne sono tanti». A dichiararlo è stato Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, in esclusiva all’Avanti!, durante il dibattito con il segretario del Psi Riccardo Nencini, che si è svolto in occasione della seconda giornata della Festa Socialista attualmente in corso a Perugia. L’incontro, dal titolo “Popolari e socialisti per amore dell’Italia”, durante il quale i due leader, intervistati dal Direttore di Rai Uno Mauro Mazza, si sono confrontati è stato un confronto serrato tra i due leader, e che ha messo sul tavolo le questioni politiche del momento. «La caduta delle ideologie ha trasformato la politica in lotta – ha spiegato Casini al dibattito, a cui hanno preso parte poco meno di mille persone – la demagogia e l’evocazione populista sono state proposte soluzioni, ma solo per trarne benefici. La politica oggi è in crisi, è sempre più distante, i giovani non si sentono attratti». Secondo il leader dell’Udc, la via è più complessa, ed è quella della serietà e della fatica, solo in questo modo si possono affrontare certi temi.

Secondo Casini «si è perso tempo enorme, epilogo della Seconda Repubblica che fa rimpiangere la prima. Non credo più che destra e sinistra siano elementi persuasivi della dialettica di oggi, credo piuttosto che le grandi culture politiche debbano essere in grado di fornire soluzioni e che debbano collaborare insieme». Il segretario del Psi, Riccardo Nencini, si è detto d’accordo su due questioni. «Nella storia dell’Europa sono stati individuati due filoni: il welfare, lo Stato sociale, mentre la seconda scelta, è stata l’Europa. La novità di oggi è che la democrazia non viene più attaccata dall’esterno. Il comunismo è morto, e non c’è un pericolo fascista. Esiste però un problema più capzioso e la democrazia rischia di essere indebolita dall’interno».

Il PENSIERO SU MONTI – Il leader dell’Udc ha dichiarato di non vivere questo governo «subendolo per stato di necessità, ma come unica soluzione valida e nella prossima legislatura debba essere corroborato dal voto popolare. Credo quindi che questa esperienza debba andare avanti. La politica deve avallare dopo il passaggio elettorale l’esperienza Monti. Perché per me non è un tecnico e non ha nulla da invidiare a nessuno come politico». «L’Italia è all’emergenza perché abbiamo rimandato per troppo tempo le decisioni che avremmo già dovuto prendere – ha continuato – è necessario alzare la produttività e alzare il salario». Mentre per Riccardo Nencini, segretario del Psi, se Monti intende restare deve «prendere parte direttamente alla campagna elettorale».

LE EVENTUALI ALLEANZE – «In base all’omogeneità dei programmi politici i partiti fanno poi alleanze, i blocchi di destra e sinistra, come erano rappresentati nel passato, non vanno da nessuna parte. E poi diciamocelo, cos’hanno Fassina ed Enrico Letta in comune?», ha dichiarato Casini. In merito al tema della patrimoniale, il leader dell’Udc si è dichiarato non d’accordo su questa misura. «Non abbiamo fatto la patrimoniale non per problemi ideologici, la potevamo fare quando abbiamo fatto l’Imu. La verità è che la patrimoniale sarebbe stata di difficile riscossione concreta, cosa diversa dall’Imu». Nencini si è invece detto a favore della patrimoniale, poiché è una misura «non eversiva. Monti avrebbe potuto farla, poiché fattibile. Evidentemente non è nelle priorità tra le cose che dovrebbe esser fatte», ha poi concluso il segretario nazionale del Psi.


IL RAPPORTO DELL’UDC CON IL PDL –
«Il mio rapporto col Pdl non è di ostilità, il fatto è che abbiamo percorsi diversi. È il Pdl che deve chiarire cosa pensa di fare, noi abbiamo le nostre idee chiare. Ci sono persone all’interno che stimo e altre che sono al contrario di quello che penso io». Secondo Casini «unire cose diverse non serve fa solo confusione». Ciò che il leader dell’Udc ha criticato al Pdl è stato il fatto di non aver fatto «nessuna seria autocritica su quello che ha fatto in questi ultimi cinque anni. Non ha fatto un esame autocritico sul fallimento del suo partito, non vedo nessuna maturazione critica».

LA LEGGE ELETTORALESecondo Casini, la legge elettorale è «il campanello che mi fa pensar male anche su tante altre cose. Ciascuno si deve assumere le sue responsabilità: perche Pd e Pdl, che erano quasi d’accordo sulla legge elettorale prima delle ferie, oggi non lo sono più? Non possiamo aspettare le dinamiche interne del Pd e delle sue primarie per fare una legge elettorale. La legge elettorale va fatta, e sarà necessario arrivare al punto in cui si porta in Parlamento e poi si discuterà». In merito, secondo il leader del Psi «si potrebbe modificare la legge in un punto: restituire la possibilità agli italiani di scegliere attraverso il voto di preferenza oppure con i micro-collegi elettorali. Il voto di preferenza è la strada maestra». Secondo Nencini dunque la modifica sarebbe minima e non modificherebbe l’intero impianto della legge.

IL FENOMENO GRILLO – «Il Pdl è un esempio di democrazia in confronto a Grillo, che ha creato un partito padronale – ha concluso Casini – Non credo che questo bluff possa andare avanti per molto. E poi dipende da noi. Chissà, forse se noi facessimo la legge restituendo ai cittadini le preferenze, forse i sondaggi di Grillo crollerebbero». Il segretario del Psi Riccardo Nencini ha invece affermato che Beppe Grillo otterrà ««un ottimo risultato elettorale, godrà di un vantaggio che non si baserà soltanto sul fattore dell’antipolitica. Ce lo troveremo in Parlamento».

Silvia Sequi

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