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Opinioni e commenti
 

Caso Sallusti, Cassazione conferma condanna. Il direttore si dimette e dice che andrà in carcere
Pubblicato il 26-09-2012


La Cassazione ha confermato. Per il direttore de “Il Giornale”, Alessandro Sallusti, si potrebbero aprire nelle prossime ore le porte del carcere. I giudici della quinta sezione penale della Cassazione hanno confermato la condanna a 14 mesi. Reato d’opinione. Ai suoi collaboratori il direttore del ‘Giornale’ ha comunicato che e’ intenzionato ad andare in carcere. Ritiene una “sentenza politica” il verdetto pronunciato dalla Cassazione che lo condanna a 14 mesi di carcere e non vuole chiedere misure alternative alla galera. La sentenza sara’ esecutiva tra trenta giorni.Mentre al suo editore ha rassegnato le sue dimissioni.  “Questo Paese fa schifo e spero che gli italiani se ne rendano conto, aprano gli occhi e scendano in piazza perchè abbiamo davvero raschiato il fondo”. Cosi’ Daniela Santanche’, deputata del Pdl e da anni vicina al Direttore Sallusti, commenta la sentenza della Cassazione.

LA VICENDA PROCESSUALE – La Procura della Cassazione aveva proposto l’annullamento e la necesità di celebrare un appello-bis «limitatamente alla mancata valutazione della concessione delle attenuanti generiche». Per il pg della Cassazione, Giovacchino Izzo sarebbe stato necessario «valutare la possibilità di uno sconto di pena». Invece no. Andrà in prigione per una frase del 2007, scritta in un commento su “Libero”, giornale allora diretto proprio da Sallusti, sotto lo pseudonimo “Dreyfus”: «Se ci fosse la pena di morte e se mai fosse applicabile in una circostanza, questo sarebbe il caso. Per i genitori, il ginecologo, il giudice». L’affermazione si riferiva al caso di una 13enne rimasta incinta, la cui famiglia chiese l’autorizzazione al tribunale per un aborto, contro la volontà della ragazza. Il giudice accordò il permesso. A seguito dell’interruzione di gravidanza, la 13enne iniziò a minacciare il suicidio, a soffrire di disturbi psicologici così forti da richiedere il ricovero in una clinica psichiatrica.

IL RIFIUTO DEL COMPROMESSO – Il commento era firmato con uno pseudonimo. Sallusti si è sempre rifiutato di rivelare l’identità dell’estensore, dunque, per la legge, è responsabile come direttore del giornale. La condanna di primo grado impone all’oggi direttore de “Il Giornale” una multa di 5mila euro, da sommare a 30mila di risarcimento per il magistrato chiamato in causa che pure non veniva menzionato direttamente nel corsivo. Poi, in appello, la pena diventa, oltre al risarcimento, anche carceraria: 14 mesi. La condanna, per omesso controllo e diffamazione aggravata a mezzo stampa, viene emessa dalla prima sezione della Corte d’Appello di Milano lo scorso 17 giugno. La condizionale viene negata «ai sensi dell’articolo 133 del codice penale», ovvero a causa della somma di altri procedimenti penali subìti da Sallusti, come giornalista, per omesso controllo legato alla diffamazione. Oggi Sallusti rifiuta il compromesso offertogli che prevede di pagare altri 20mila euro al magistrato perché questi ritiri la querela. Un rifiuto che potrebbe costargli la galera.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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