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Opinioni e commenti
 

Caso Sallusti, l’autore dell’articolo è Farina: «Vi racconto com’è andata»
Pubblicato il 27-09-2012


  Il direttore del “Il Giornale” Alessandro Sallusti rischia il carcere per un articolo non suo. Ma il vero autore dello scritto che ha scatenato il caso si è fatto avanti e ha “confessato”: è Renato Farina, giornalista e parlamentare, passato alla ribalta delle cronache per aver collaborato con il Sismi (Il servizio segreto militare oggi Aise) come fonte con l’alias di “Betulla”. Intervistato dall’Avanti! Farina, oggi parlamentare del Pdl, ha spiegato il perché abbia scelto solo ora di rivelare la sua identità come autore dell’articolo incriminato e rivela: «Volete sapere com’è andata? Volevo capire se potesse essere utile o se, al contrario, potesse essere dannoso per il direttore Sallusti. Temevo, infatti, di esporlo anche a provvedimenti dell’Ordine di giornalisti, visti i miei precedenti a causa proprio di quanto mi fu imputato, cioè di essere una fonte dei servizi». In particolare, Farina ha spiegato di essere venuto a conoscenza del caso Sallusti solo pochi giorni fa, dopo aver letto quanto aveva scritto Vittorio Feltri in merito alla vicenda. E solo in seguito della sentenza della Cassazione ha deciso di far sapere a tutti che dietro lo pseudonimo “Dreyfus”, in realtà si celava lui stesso.

SOLIDARIETA’ BIPARTISAN A SALLUSTI. ANCHE IL QUIRINALE INTERVIENE – Dall’amico Feltri al direttore del Corsera Ferruccio De Bortoli, da Guzzanti a Mario Cervi fino a Vittorio Sgarbi: è unanime la solidarietà verso il direttore Sallusti e la condanna verso una sentenza dal sapore pericoloso per i colleghi. Dal Quirinale, intanto, si apprende la notizia che il presidente Napolitano e il ministro della Giustizia Severino, in un incontro, si sono trovati in sintonia sull’esigenza di modifiche normative urgenti in materia di diffamazione a mezzo stampa che tengano conto, anche, delle indicazioni della Corte europea di Strasburgo. Dalla nota si evince che eventuali interventi sulle norme potrebbero avere possibili ricadute concrete sul caso Sallusti.

Onorevole Farina, ha spiegato tutto di fronte alla Camera. Perché ha aspettato così tanto per parlare?

Guardi io ho saputo di questa vicenda solamente 10 giorni fa quando Feltri si è espresso in merito con un articolo. Prima non sapevo nemmeno che Sallusti fosse stato querelato in merito a quel commento. Appena ho appreso la questione mi sono consultato subito con i miei avvocati per capire se fosse opportuno o meno rendere pubblico di essere l’autore dell’articolo. Volevo capire quanto potesse essere utile e se, al contrario, potesse essere dannoso per il direttore Sallusti. Temevo, infatti, di esporlo anche a provvedimenti dell’Ordine di giornalisti. Anche perché, di certo, la Cassazione non interviene nel merito della sentenza ma esprime solo un giudizio di legittimità.

Questo perché lei, da giornalista, lavorava anche per il Sismi.

Vorrei che sia chiaro che io non ero agente del Sismi e non lavoravo per il Servizio. Semplicemente, in alcune circostanze, e solo per ragioni umanitarie, ho collaborato per la tutela dell’incolumità di alcuni sequestrati e per evitare la delegittimazione dei servizi. Infatti io ero sospeso e non radiato dall’Ordine che però insistette con Sallusti perché io non scrivessi nemmeno sotto pseudonimo. Credo che Sallusti non condividesse il provvedimento preso nei miei confronti e, per questo, continuò a pubblicare i miei articoli a firma “Dreyfus”. Oggi sono convinto e mi auguro che, di fronte all’abnormità dei fatti, l’Ordine non prenderà alcuna posizione di censura nei confronti del direttore de Il Giornale. Inoltre, c’è da dire che la magistratura non ha fatto nessuna indagine. Sarebbe stato facile risalire a me  se consideriamo che, addirittura, io avevo scritto anche nel mio libro “Fonte betulla” di essere Dreyfus e citato interi articoli scritti con quello pseudonimo.

Ha detto che chiede scusa e si pente dell’articolo perché basato su informazioni sbagliate.

Sì, io quando ho scritto il commento non avevo le agenzie e non potevo verificare che le informazioni contenute nell’articolo di cronaca da cui ho appreso il fatto non fossero accurate. Per questo chiedo perdono, proprio perché ho scritto e valutato in merito a notizie basate su fatti non veritieri. Io voglio dire però che non conoscevo nemmeno il nome del magistrato e quanto scrissi ovviamente non era un attacco alla persona.

Ma quanto ha scritto non le sembrò eccessivo? 

Lo stile può essere criticato e anche querelato se si ritiene opportuno. Lo si può giudicare di cattivo gusto se si vuole, ma mi sembra sinceramente anticostituzionale pagare con il carcere per un’opinione. Stiamo parlando di un periodo ipotetico di terzo grado, espresso all’interno di un articolo fortemente polemico. Volevo trasmettere un giudizio che esprimesse quella che, per me, era l’estrema gravità del fatto. Ripeto, non c’era nemmeno il nome del magistrato che non conoscevo e sicuramente non ho voluto esporre un magistrato a considerazione malevole o a un ambiente ostile.

Adesso cosa accadrà secondo lei?

So bene che, dal momento in cui ho rivelato di essere l’autore del commento, il magistrato ha tre mesi per sporgere querela contro di me. L’ho detto, mi assumo tutte le mie responsabilità.

Roberto Capocelli

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@robbocap

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Commenti all'articolo
  1. Certo che Renato Farina è un personaggio alquanto squallido, ma che faceva comodo a Berlusconi, tanto che lo ha messo a libro paga degli italiani, facendolo nominare deputato , onorevole (proprio per niente) .

  2. Se un comune cittadino diffama, viene condannato e nessuno dice nulla. I giornalisti possono dire quello che vogliono? sono sopra la Legge? quante volte si è visto persone innocenti che sono state massacrate dai girnalisti e nessuno che abbia chiesto scusa. Mi sembra che ci sia due pesi e due misure.
    La LEGGE è uguale per tutti?

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