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Opinioni e commenti
 

“Cesare deve morire” dei fratelli Taviani agli Oscar 2013. La tragedia e la redenzione dietro le sbarre conquistano una chance oltreoceano
Pubblicato il 26-09-2012


La tragedia della vita dietro le sbarre e la possibile redenzione grazie alla magia del teatro vince. Almeno sul grande schermo permettendo alla pellicola, sofferta e poetica, dei fratelli Taviani di aggiudicarsi una chance oltreoceano. La Commissione dell’Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediale), riunitasi stamane, ha deciso infatti che il film “Cesare deve morire” rappresenterà l’Italia nella corsa agli Oscar. «Ci stiamo imbarcando per il festival di New York e la notizia che ci ha raggiunto è davvero un bel “buon viaggio”» hanno dichiarato i registi. «I film che concorrevano erano di autori importanti per il cinema italiano e non solo italiano. Comunque il gioco è appena cominciato. C’è tanta strada da fare» hanno aggiunto. Sono più di dieci anni che un film italiano non vince la statuetta come miglior pellicola straniera. L’ultimo a cui fu conferito fu “La vita è bella” di Roberto Benigni che, nel febbraio del 2009, si aggiudicò anche l’Oscar come miglior attore. Da allora un solo film italiano è riuscito ad entrare nella cinquina delle nomination per il miglior film straniero, senza però vincere la statuetta, nell’edizione del 2006. Si tratta di “La bestia nel cuore”, la pellicola drammatica di Cristina Comencini. Le nomination saranno rese note dall'”Academy of Motion Picture Arts and Sciences” il prossimo 14 gennaio e i premi saranno assegnati il 24 febbraio 2013.

IL FILM SCELTO TRA NOVE PELLICOLE – Tra dieci partecipanti alla selezione iniziale c’erano “Bella Addormentata”, la pellicola sul delicato tema dell’eutanasia di Marco Bellocchio, “Reality”, la commedia tragica girata a Napoli e diretta da Matteo Garrone e “Diaz”, il film sui fatti accaduti alla scuola Diaz a Genova durante il G8 del regista Daniele Vicari.

LA TRAMA DI “CESARE DEVE MORIRE” – I film è girato nella sezione di Alta Sicurezza del carcere di Rebibbbia di Roma e i suoi attori sono prevalentemente detenuti della stessa struttura. La pellicola narra la messa in scena della tragedia di William Shakespeare “Giulio Cesare”, da parte dei detenuti/attori, diretti dal regista teatrale Fabio Cavalli. “Cesare deve morire”, oltre a raccontare le loro prove e la rappresentazione finale, segue le esistenze dei carcerati nelle loro celle. La pellicola ha vinto l’Orso d’Oro di Berlino 2012 – riconoscimento che all’Italia mancava dal 1991 – e ha inoltre vinto due David di Donatello 2012, come miglior film e migliore regia.

LA SODDISFAZIONE DELL’ATTORE GHINI, RESPONSABILE CULTURA PD LAZIO – L’attore Massimo Ghini, responsabile della Cultura del Pd del Lazio ha espresso la sua soddisfazione, dichiarando che: «La candidatura agli Oscar di “Cesare deve morire” è un giusto riconoscimento a due maestri del cinema come i fratelli Taviani, artisti che hanno fatto dell’impegno civile la cifra della loro arte».

L’ORGOGLIO DI RAI CINEMA – «L’opera di Paolo e Vittorio Taviani, a cui vanno ancora i nostri complimenti, rientra nella linea di produzione di cinema civile e risponde appieno al nostro mandato di servizio pubblico» è stato il commento di Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema che ha collaborato alla produzione della pellicola.

Silvia Sequi

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