lunedì, 23 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Condanne definitive per i neobrigatisti: per i giudici sono sovversivi ma non terroristi
Pubblicato il 12-09-2012


Sovversivi ma non terroristi.  Questa la sostanza delle condanne, confermate dalla Cassazione e già espresse dal processo d’appello bis, nei confronti di 11 appartenenti alle “Nuove Brigate Rosse”. Le sentenze diventano così definitive. Proprio la Cassazione, lo scorso febbraio, aveva annullato la prima sentenza d’appello, rinviando il caso davanti ai giudici milanesi. La richiesta della Corte suprema era giustificata con la necessità di accertare la contestazione agli imputati della “finalità terroristica” espressa nel primo appello. La sentenza di ieri ha definitivamente accolto la richiesta di estromissione della finalità terroristica confermando invece l’associazione sovversiva.

PROGETTAVANO UN ATTENTATO CONTRO IL SENATORE ICHINO – Lo scorso maggio, dunque, la Corte d’Assise d’appello del capoluogo lombardo, sulla base delle indicazioni dei giudici romani, aveva riesaminato la vicenda e stabilito pene più leggere per gli imputati, escludendo l’aggravante della finalità terroristica. A tempo di record, oggi, la sentenza definitiva. Il processo era scaturito da un’inchiesta del pm milanese Ilda Boccassini che, nel 2007, aveva portato a numerosi arresti in tutto il nord Italia. Le accuse nei confronti della rete dei presunti appartenenti alle nuove Brigate Rosse riguardavano una strategia di attentati che il gruppo stava progettando. Tra questi il più clamoroso doveva essere quello contro il giuslavorista ed esponente del Pd Pietro Ichino, al centro del dibattito politico sulla riforma del lavoro. Per il senatore i giudici hanno stabilito un risarcimento pari a centomila euro. Parte civile nel processo era anche la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che sarà risarcita con 400mila euro.

LE CONDANNE – Gli 11 neobrigatisti condannati oggi dovranno dunque anche pagare le spese processuali e provvedere a rimborsare quelle sostenute dal senatore Ichino. Il collegio presieduto da Antonio Agrò ha dunque condiviso le richieste avanzate nel corso dell’udienza di ieri dal sostituto pg Federico Sorrentino, che aveva chiesto la conferma delle condanne pronunciate in sede di appello bis.

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