domenica, 27 maggio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Draghi continua a difendere gli eurobond, ma Berlino conferma il suo ‘no’
Pubblicato il 04-09-2012


Si è svolta a porte chiuse l’audizione di ieri del presidente della Bce Mario Draghi alla Commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, a Bruxelles. L’incontro – avvenuto in presenza di 95 eurodeputati della Commissione – si è concentrato sul futuro dell’unione economica e monetaria, e precede di tre giorni la riunione del Consiglio direttivo dell’Eurotower. Il prossimo giovedì infatti la Bce deciderà se intervenire o meno sull’acquisto di bond dei Paesi europei caratterizzati da spread particolarmente alti.

GLI EVENTUALI INTERVENTI DELLA BCE – Quanto dichiarato dal numero uno dell’Eurotower è stato riportato da Mario Mauro, capogruppo Pdl all’Europarlamento. «Dobbiamo ricostruire l’eurozona» e «l’Unione bancaria è una tappa», avrebbe dichiarato Draghi all’incontro tenutosi ieri. Sull’obiezione che gli sarebbe stata rivolta da due europarlamentari tedeschi, che rimarcavano come gli acquisti di titoli pubblici da parte dell’Istituto rischino di rappresentare una forma di finanziamento monetaria, quindi di aiuto di Stato, il capo della Bce ha poi spiegato che «l’acquisto di bond a breve rispetta l’interpretazione dei Trattati, e non costituisce una violazione dello statuto della Bce». Draghi ha poi specificato che l’eventuale attività d’acquisto ancora non è stata decisa, ma che «nell’eventualità in cui fosse necessario, lo potrà fare, perchè rientra nell’ambito del nostro mandato» e, in ogni caso, che gli Stati per i quali lo farebbe sarebbero comunque sottoposti a precise condizioni.

LA LICENZA BANCARIA ALL’ESM – In merito all’Esm – il Meccanismo europeo di stabilità – e alla possibilità di concedere a questi una licenza bancaria, Draghi si è espresso contrario poiché, in questo modo, il fondo permanente salva-Stati «avrebbe lo stesso effetto del finanziamento diretto agli Stati». Secondo quanto riportato da un europarlamentare francese invece, il capo dell’Istituto di Francoforte avrebbe precisato questa posizione dopo aver «chiesto un’opinione giuridica ai servizi legali della Bce, che hanno dato parere negativo».

LA GERMANIA RESTA CONTRARIA AGLI EUROBOND – Se Draghi continua a difendere e ad appoggiare gli eurobond, Berlino continua a dirsi contraria, anche se la Cancelliera sembra dimostrare, stranamente, una certa sensibilità versi i paesi in crisi. «In una fase così difficile», i Paesi deboli dell’eurozona «si sono guadagnati la nostra solidarietà e il nostro augurio per il superamento delle loro difficoltà», ha rassicurato il cancelliere tedesco Angela Merkel durante un dibattito pubblico organizzato ad Abensberg, in Baviera. Salvo poi tornare sul punto Steffen Seibert, portavoce del governo, che ha dichiarato: «Sull’acquisto degli eurobond la posizione di Berlino non è cambiata».

LA REAZIONE DELLE BORSE EUROPEE – Draghi durante l’audizione aveva invitato alla prudenza, dichiarando quanto i mercati siano «più calmi, ma il futuro incerto e la crescita fragile». Parole quanto mai profetiche, seppur forse anche troppo caute visti i risultati segnati dalle borse europee. Infatti, l’eventualità da parte della Bce di acquistare sul mercato secondario titoli di Stato, ha contribuito al segno “più” delle borse europee; la chiusura delle sedute dei mercati ha visto l’indice Ftse Mib di Piazza Affari guadagnare l’1,1%; il Cac di Parigi aumentare dell’1,19%; il Dax di Francoforte salire dello 0,63%, e anche per Madrid segno positivo.

Silvia Sequi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi siria UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento