giovedì, 19 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Da Vasto a Perugia, una nuova foto per il centrosinistra
Pubblicato il 14-09-2012


Due anni e mezzo fa, dal congresso di Perugia, lanciammo la proposta di una nuova alleanza per l’Italia, incentrata sull’incontro tra i riformisti che si richiamano al socialismo europeo e i cattolici democratici. La nostra è stata a lungo una voce isolata, che ha avuto il merito di non affievolirsi mai. Una traversata nel deserto in mezzo ad un’Italia disgregata e rassegnata: la crisi del berlusconismo, la “sospensione” della politica in nome dell’emergenza economica e sociale, l’esplosione dell’antipolitica. Torniamo nel capoluogo umbro, alla festa nazionale socialista, con un quadro profondamente mutato rispetto a quell’Italia, e da qui ripartiamo. La foto di Vasto è rimasta un negativo impossibile da sviluppare. A quell’immagine sostituiamo la foto di Perugia, con i leaders del centrosinistra riformista pronti a fare dell’Italia un paese più normale. Più libero e più civile.

La strada è tracciata, dobbiamo adesso renderla percorribile. Le pietre su cui camminare: ritorno al ruolo centrale della politica e ad un governo della politica, un programma incardinato sulla triade sviluppo-equità-responsabilità e declinato su alcune priorità – diritti civili, risorse da destinare al mondo del lavoro, nuove forme di partecipazione (come il voto ai sedicenni), patrimoniale sulle grandi ricchezze per finanziare progetti per i giovani e progetti per le imprese che creano lavoro -, una leadership forte e condivisa. Obiettivi che discendono e dipendono da un pacchetto di nuove regole del gioco. Alcuni appunti: bene le primarie di coalizione, benissimo se compatibili con una legge elettorale che riporti i cittadini a scegliere i propri rappresentanti e a decidere chi li debba governare.

Cancellare il Porcellum dalla memoria degli italiani è la via obbligata. In questo ragionamento le primarie hanno un senso, altrimenti moltiplicano l’incertezza. Nel corso di questi anni abbiamo assistito a diverse forme di ‘primarie’, nessuna regolamentata con norme trasparenti e certe. Ricordo ancora file di extracomunitari sgomitare fuori dai gazebo e conoscenti integrati nel Popolo della Libertà sostenere candidati del fronte opposto. Io non voglio che chi vota Storace scelga il mio candidato. Affidare l’opportunità di guidare una grande nazione al caso o, peggio ancora, al caos, è l’ultima ferita che può essere inferta all’Italia. I socialisti sono pronti a dire la loro, presentando un candidato autonomo, purché la partita si giochi in un quadro di trasparenza e di una leale competizione. Con due raccomandazioni: se le primarie sono di coalizione, va da sé che le regole non possono essere fissate da un solo partito; alle primarie dovranno partecipare cittadini che votano per il centro-sinistra, iscritti in un albo pubblico degli elettori. Nessuna scandalo, si chiama democrazia. Citofonare Obama.

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