venerdì, 23 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Dati Istat, Pil in calo per il terzo semestre consecutivo. Mai così basso dal 2009
Pubblicato il 10-09-2012


I dati del Pil del secondo trimestre «confermano la stima anticipata che avevamo dato e che l’Italia è in recessione da diversi trimestri. Nel secondo trimestre questa recessione è stata forte: sono caduti molto i consumi delle famiglie e anche gli investimenti sono in contrazione». Lo ha affermato il presidente dell’Istat Enrico Giovannini, a margine della presentazione del nono censimento dell’Industria, delle istituzioni pubbliche e non profit. Secondo Giovannini la situazione del secondo trimestre si spiega «in primo luogo perché abbiamo una fortissima incertezza sulle prospettive dell’unione monetaria e, in particolare, sulla tenuta dell’euro e credo che le misure degli ultimi giorni vadano nella direzione di ridurre l’incertezza e vedremo come influenzeranno nei prossimi giorni la fiducia di imprese e famiglie».

«POSSIBILE INVERTIRE LA TENDENZA» – Giovannini tuttavia ritiene che anche se «nel secondo trimestre la situazione è stata brutta, la possibilità di invertire questa tendenza è ancora alla nostra portata». Giovannini ha poi fatto riferimento anche alle dichiarazioni del presidente del Consiglio dicendo «il presidente Monti ha detto che i numeri per un’eventuale ripresa futura non ci sono», ma comunque secondo il presidente dell’Istat la possibilità di invertire la tendenza è possibile.

I DATI DIFFUSI DALL’ISTAT – L’Istat ha rivisto al ribasso il dato sul Pil nel secondo trimestre 2012: il calo è stato dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% nei confronti del secondo trimestre 2011, rispetto alla stima preliminare, diffusa ad agosto, che indicava un calo congiunturale dello 0,7% e su base annua del 2,5%. Il Pil italiano cala dunque per il terzo trimestre consecutivo è si conferma ai livelli più bassi da fine 2009. La spesa delle famiglie sul territorio nazionale nel secondo trimestre 2012 ha registrato un calo del 3,5%, dovuto a diminuzioni del 10,1% degli acquisti di beni durevoli, del 3,5% per quelli non durevoli e dell’1,1% per gli acquisiti di servizi.

L’ALLARME FEDERCONSUMATORI, «LA SITUAZIONE E’ DRAMMATICA»«Sono drammatici i dati diffusi oggi dall’Istat sull’andamento economico del nostro Paese. Il Pil al -2,6% è il dato peggiore dal 2009». A dichiararlo sono Federconsumatori e Adusbef, commentando i dati trimestrali diffusi dall’Istat. «Questo dovrebbe far aprire gli occhi a chi ci governa: non è possibile continuare a sistemare i conti ed i bilanci senza occuparsi delle conseguenze che le operazioni avviate hanno poi sulle tasche delle famiglie e sull’intera economia”, affermano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti. «Le manovre avviate finora continuano a creare discriminazioni e situazioni di forte squilibrio. Ostinandosi a far uscire dalla finestra i problemi di bilancio, non ci si accorge che, dalla porta principale, entrano povertà e disagio sociale». Secondo le associazioni dei consumatori, «Il potere di acquisto delle famiglie, anche a causa della enorme pressione fiscale e dell’incontrollato aumento di prezzi e tariffe, è giunto ormai ai minimi storici, registrando una caduta del -11,8% dal 2008. Questo produce da anni una continua contrazione dei consumi che, solo quest’anno, secondo le stime dell’O.n.f. (Osservatorio nazionale federconsumatori) raggiungerà il -5%, con una diminuzione complessiva della spesa di 35,5 miliardi di euro».

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