sabato, 15 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Draghi: Sì all’acquisto illimitato di titoli di Stato. E le borse volano
Pubblicato il 07-09-2012


Il Consiglio dei Governatori della Banca Centrale Europea ha approvato a vasta maggioranza e con un solo voto contrario l’intervento a supporto dei titoli di Stato dei Paesi in difficoltà, il cosiddetto scudo salva-spread. La Bce potrà così acquistare titoli di Stato con durata fino a 3 anni. Gli interventi saranno illimitati nell’importo, fino a quando cioè non si riterrà che lo spread pagato dal Paese oggetto di aiuti sarà allineato ai suoi fondamentali economici. Ricordiamo che un recente studio della Banca d’Italia ha confermato quanto dalla colonne di questo giornale ripetiamo da settimane, ovvero che il differenziale tra il rendimento dei Titoli di Stato italiani ed i titoli di Stato tedeschi non è giustificato dai fondamentali economici. Infatti, secondo la ricerca della nostra Banca Centrale, lo spread corretto dovrebbe oggi posizionarsi intorno a 200 punti basi, ad un livello ben inferiore rispetto ai 400 punti base degli ultimi giorni.

I parametri in base ai quali sarà deciso l’intervento della Bce, oltre al differenziale di rendimento fra i Titoli di Stato, saranno anche volatilità e liquidità dei mercati. Come spiegato in conferenza stampa dal Governatore Draghi, l’intervento della Bce sarà condizionato alla firma di un memorandum d’intesa tra il Paese che chiede di essere soccorso dalla Bce e gli altri Paesi dell’Unione Economica Monetaria. Solo dopo aver sottoscritto tale accordo, si potrà accedere sia agli aiuti dell’European Stability Mechanism, che acquisterà titoli di Stato a lungo termine, che della Banca Centrale Europea, la quale si concentrerà sui titoli di Stato con scadenza fino a tre anni.

Il Paese che chiederà gli aiuti si dovrà così sottoporre ad un processo di aggiustamento macroeconomico e di riforme che impatteranno su mercati produttivi e del lavoro, migliorandone la competitività e la capacità di rimborso del debito. L’intervento della Banca Centrale Europea si dovrà dunque accompagnare a politiche fiscali adeguate. A vigilare sul rispetto degli impegni presi tramite il memorandum d’intesa, oltre alla Bce, la Commissione Europea e, probabilmente, il Fondo Monetario Internazionale. Un altro elemento molto importante  del programma di acquisto dei Titoli di Stato oggi approvato è che la Bce rinuncia ad essere considerato un creditore privilegiato, rispetto agli altri investitori privati, degli Stati di cui acquisterà i bond. Una mossa corretta che eviterà la fuga degli investitori privati dai bond dei Paesi in difficoltà.

Draghi ha anche sottolineato la piena trasparenza con cui opererà la Bce, visto che periodicamente saranno pubblicati tutti i dati relativi alle operazioni poste in essere, ed ha ribadito che quanto approvato oggi rientra pienamente nel mandato della istituzione europea. Infatti il principale obiettivo di queste operazioni, in un’ottica di stabilità monetaria, resta quello di riparare i canali di trasmissione della politica monetaria e ricreare una singola area monetaria nell’eurozona, oggi troppo frammentata. La liquidità che sarà immessa nel sistema con gli acquisti di Titoli di Stato sarà sterilizzata a fini inflattivi. Ovvero in parallelo all’acquisto dei Titoli di Stato la Bce procederà, tramite altri canali, al drenaggio della liquidità. Il target è mantenere nel medio termine l’inflazione vicino al 2%. Una buona notizia dunque per l’Italia, anche se – come evidenziato dallo stesso Draghi – la sola Bce non sarà sufficiente. I vari leaders europei devono in parallelo agire sul fronte delle finanze pubbliche e su quello della  costruzione di nuove, ed auspicabilmente più democratiche, istituzioni europee.

Alfonso Siano

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Commenti all'articolo
  1. Buon giorno a tutti

    Un tempo si diceva “piuttosto che niente meglio piuttosto”
    Stante la situazione questo è piuttosto e non niente.
    Titoli a 3 anni , ma fuori quelli a scadenza lunga, lo stato firma condizioni diciamo quasi da capestro prima dell’intervento, non politiche condivise, ma ordini perentori.
    Senza troppo chiasso , servivano interventi sul mercato secondario per regolare i tassi, e politiche condivise a livello europeo , per tobintas, ed emissioni di eurobond, per investimenti.
    Dobbiamo esserci nelle elezioni del 2013 e far vincere le Europee del 2014 se vogliomo cambiare queste politiche suicide per noi e l’Europa.
    Fraterni saluti
    Compagno maurizio Molinari fed. di Torino

  2. Sicuramente l’approvazione degli interventi della BCE a favore degli Stati europei in difficoltà economica mediante l’acquisto dei titoli di stato è una buona notizia per l’Italia e per per l’Europa.
    Rimane irrisolto il problema politico: la ridemocratizzazione delle istituzioni comunitarie,rifondandole alla base e chiamando i cittadini alle urne per votare un programma europeo comune.

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