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Festa Socialista: a Perugia il confronto tra il Coordinatore del Psi Di Lello e Francesco Ferrara di Sel
Pubblicato il 16-09-2012


Coalizione di governo, primarie, regole ma anche passione e ideali politici. Di questo hanno parlato Marco Di Lello, coordinatore nazionale del Partito Socialista e Francesco Ferrara, responsabile nazionale Organizzazione di Sel, che si sono confrontati in occasione della Festa Nazionale Socialista a Perugia. “Per il bene dell’Italia”, secondo il coordinatore Di Lello, è «necessario ricreare una forte unità tra i progressisti e i moderati. Per questo ho sempre considerato Vendola come una risorsa importante, capace di parlare a una sinistra varia che ha bisogno di identificarsi nella nostra coalizione». In riferimento al nodo della legge elettorale, per Marco Di Lello, in questo momento è «necessaria un po’ più di generosità per mettere da parte i calcoli elettorali e pensare al bene comune di una coalizione progressista: ciò che è importante, come ha ricordato Bersani, è  raggiungere un accordo sul programma per poi, una volta al governo, mandarlo avanti con i gruppi parlamentari che decidano a maggioranza. Io credo che sia meno difficile di quello che appare conciliare le esigenze di governabilità con quelle del proprio elettorato».

“CICCIO” FERRARA, SEL - l’onorevole Ferrara prende la parola sottolineando l’importanza di «lavorare alla creazione di una coalizione della sinistra e dei progressisti, essenziale per la costruzione del governo del nostro Paese». Secondo il responsabile Organizzazione di Sel, «purtroppo con l’affermarsi dei valori del neolberismo, dettati dalla grande finanza internazionale, gli uomini e le donne dell’Europa sono stati messi in disparte rispetto alla visione sociale, espressione dei valori alla base della concezione dei padri che vollero l’unità del Vecchio Continente». Ferrara, richiamando le parole pronunciate dal segretario del Pd Bersani, ricorda che «dopo Monti ci deve essere un’alternativa che deve creare uno spartiacque chiaro tra politiche di destra e di sinistra. La mia preoccupazione riguarda il tema della legge elettorale, perché percepisco il pericolo che si voglia creare una frammentazione per favorire un sistema che, di fatto, costringa ad un governo di larghe intese. Invece il Paese ha bisogno di una legge che, la sera stesse delle elezioni, faccia conoscere ai cittadini quale è la coalizione che ha vinto e che sarà in grado di governare».

DI LELLO, «FONDAMENTALI LE REGOLE PER LE PRIMARIE» - Marco Di Lello sottolinea l’importanza di stabilire delle regole chiare per lo svolgimento delle primarie che permettano all’Italia di superare l’anomalia che, ad esempio, ha portato nella regione Campania a indagini della Direzione Antimafia in merito a “condizionamenti” della Camorra sul voto delle primarie. Per il coordinatore è «necessario creare un albo degli elettori per permettere al popolo della sinistra di esprimere i suoi candidati». Alle dichiarazioni di Di Lello fa eco Ferrara affermando che «il meccanismo delle primarie serve soprattutto ad unire e non a dividere», ricordando che le regole o sono condivise o non lo sono. Per il responsabile di Sel «il clima di antipolitica va combattuto e le primarie possono essere uno degli antidoti perché permette di riconquistare il rapporto con i cittadini e di rilanciare la partecipazione e i contenuti».

DI LELLO, «PASSIONE E BUONA POLITICA PER COMBATTERE L’ANTIPOLITICA» - In chiusura di dibattito il coordinatore Di Lello, con passione, ricorda «l’esempio delle forze socialiste capaci di esprimere i valori più nobili della politica: mi ribello di fronte all’idea di essere accomunato a chi ha distrutto l’immagine della politica italiana», sottolinea Di Lello, ricordando gli anni difficili che hanno vissuto i Socialisti che, per passione e coerenza, hanno scelto di non essere in Parlamento per lanciare un segnale forte di rottura verso scelte non condivise. «L’antidoto all’antipolitica è la buona politica», ha concluso Marco Di Lello.

Roberto Capocelli

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