lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Festival di Venezia, criticati da un membro della giuria i film italiani. Il regista Bellocchio: «Sconfitto sì, provinciale no»
Pubblicato il 10-09-2012


Kim Ki-Duk e la sua Pietà vincono il Leone d’Oro della 69esima edizione del Festival cinematografico di Venezia, contentando sia pubblico che critica. Il regista sudcoreano, già vincitore del Leone d’Argento per Ferro3 nell’edizione del 2004, racconta la storia cruda e violenta, a tratti incestuosa, tra una madre e suo figlio. Delusione generale per il film di Marco Bellocchio Bella Addormentata, tra le pellicole favorite che, nonostante i sedici minuti di applausi, non ha ottenuto nessun premio. 

IL FILM DEL REGISTA COREANO – Il dramma di Kim Ki-Duk racconta la storia di Gang-do, un uomo crudele e senza scrupoli che si occupa di recupero crediti e che, pur di avere i soldi che gli spettano, ricorre a qualsiasi metodo. Un giorno, all’improvviso, gli si presenta una donna, sostenendo di essere sua madre e pentendosi di averlo abbandonato da bambino. In un primo momento l’uomo è pieno di sospetti, poi lentamente si avvicinerà alla donna, scoprendone la sincerità. Ma la presunta madre, custodisce dentro di sé un grande e desolante segreto.

LA DELUSIONE ITALIA E LA POLEMICA DI BELLOCCHIO – Nella sua pellicola, Marco Bellocchio, ha affrontato il delicato tema dell’eutanasia, ispirandosi liberamente al caso di Eluana Englaro. Il pubblico aveva accolto il film con entusiasmo, e con sedici minuti di applausi. Ma alla fine, la giuria internazionale ha premiato l’amore filiale e incestuoso di Kim Ki-Duk. Il regista piacentino ha ammesso di essere «stato sconfitto» nella competizione, ma non ha apprezzato il commento di un membro della giuria che pare aver detto che «il cinema italiano sarebbe troppo provinciale, autoreferenziale, non si occuperebbe di temi universali». Bellocchio ha prontamente replicato, affermando che: «Di queste imbecillità ne ho le scatole piene. L’eutanasia, il dramma della fine della vita, sono forse un tema proviciale? (…). Non ci vengano a dare lezioni su cosa dovrebbero raccontare gli italiani al cinema». In ogni caso il regista ha deciso di non partecipare «mai più a un festival. Questo è stato l’ultimo della mia carriera».

I RICONOSCIMENTI ALL’ITALIA – Per quanto concerne i riconoscimenti assegnati all’Italia, questi sono stati due, seppur minori: l’Osella d’oro alla fotografia (la moneta-medaglia, premio per il miglior contributo tecnico) consegnata al film È stato il figlio di Daniele Ciprì, e il Premio Marcello Mastroianni, come giovane attore emergente, nonché autentico talento, conferito a Fabrizio Falco, presente sia nel film di Bellocchio che di Ciprì.

Silvia Sequi

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