giovedì, 22 febbraio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Fiat, mercoledì mattina l’incontro tra governo e sindacati
Pubblicato il 24-09-2012


Il lungo vertice di sabato tra Fiat e governo non ha convinto né i partiti, né i sindacati, nonostante l’esecutivo abbia voluto sottolineare di aver ottenuto l’impegno della Fiat a restare in Italia. Nel frattempo, i ministri del Lavoro, Elsa Fornero e dello Sviluppo Economico, Corrado Passera hanno convocato i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl per mercoledì mattina. Secondo alcune indiscrezioni, il Lingotto non intende svelare i suoi piani neppure in occasione del prossimo Consiglio di amministrazione, previsto per il 30 ottobre. Restano le perplessità delle principali sigle sindacali che da tempo chiedono un incontro con il governo.

LE CONSIDERAZIONI DI CAMUSSO – «Ci ritroviamo nella condizione che Fiat non dice quali sono gli investimenti, quali prospettive ha e se intende progettare nuovi modelli, che sarebbe la cosa necessaria. Sostanzialmente dice ciò che aveva usato per la chiusura di Termini Imerese e cioè che bisogna produrre in Italia per gli Usa. Resta un grande punto interrogativo sul futuro della Fiat» ha dichiarato il leader della Cgil. Camusso ha inoltre affermato che il Lingotto «non è un’azienda in crisi, ma penso che abbia scelto di non investire in Italia». Secondo la sindacalista, l’Italia è un Paese che «alla Fiat ha dato tanto, merita che una parte di quella liquidità venga investita qui. Se c’è una politica di incentivi da fare – ha poi concluso – deve incentivare una maggiore qualità del prodotto. Se la Fiat decidesse di investire in ricerca per avere nuove motorizzazioni straordinarie e chiedesse al governo di partecipare a questa ricerca, penso si debba farlo».

LE PERPLESSITÀ DEL LEADER DELLA UIL – Il segretario della Uil, Luigi Angeletti ha fatto riferimento alle parole di Cesare Romiti (ex presidente e a.d. di Fiat), per esprimere i suoi dubbi: «La Fiat deve rischiare un po’ di più, gli imprenditori non possono investire solo quando si vende. Non sentiamo bisogno di tavoli e discussione che servono solo a fare teatro» ha dichiarato Angeletti. Secondo il leader della Uil è dunque necessario «un confronto serrato per capire quali sono i modelli e quando li vorranno produrre in Italia. Concordo con Romiti, bisogna evitare gli alti e i bassi che non danno certezza all’azienda e ai suoi lavoratori». Ieri Romiti aveva manifestato le sue perplessità dichiarando che durante il vertice di sabato «non si è combinato niente» e che «il nodo principale resta l’occupazione».

I COMMENTI DI AIRAUDO, FIOM CGIL – Secondo Giorgio Airaudo, responsabile auto della Federazione Impiegati Operai Metallurgici (Fiom), la strategia di assicurare la presenza del Lingotto in Italia, producendo vetture per i mercati esteri «non è assolutamente credibile». Secondo Airaudo l’idea della Fiat è quella di «conservare la propria liquidità per le operazioni finanziarie che deve fare a garanzia dei propri crediti, non investire ed aspettare il momento migliore, ma in questo modo si erodono le quote di mercato e i lavoratori pagano un prezzo altissimo».

Silvia Sequi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento