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Opinioni e commenti
 

GdF in Piemonte: tutti si dicono sereni, ma resta il giallo sul rimborso di una settimana bianca
Pubblicato il 29-09-2012


Tutto sarebbe partito da una frase che sapeva di boutade, un’altra dopo quella che, secondo la Polverini, scatenò tra i pidiellini le ire in Regione Lazio. Ma forse anche questa volta tanto boutade non era, al punto che che la polemica scoppiata la scorsa settimana sembra aver indotto la Procura di Torino ad aprire un’inchiesta conoscitiva sui rendiconti dei gruppi del Consiglio regionale del Piemonte. A quanto pare però il blitz di ieri mattina delle Fiamme Gialle a Palazzo Lascaris non ha sorpreso o scosso nessuno. La retata forse era già nell’aria. Dalla Lega al Pdl passando per Sel, tutti gli esponenti si sono infatti dichiarati tranquilli, senza nulla da nascondere e favorevoli al controllo per garantire una maggiore trasparenza dei bilanci regionali. Quasi contestualmente venivano pubblicati online, sul sito ufficiale del Consiglio regionale del Piemonte, l’elenco dei rimborsi ai consiglieri. Nel frattempo anche la Regione dell’Emilia Romagna è entrata nel ciclone dell’inchiesta sui costi della politica.

LA RIVELAZIONE SU UNA “SETTIMANA BIANCA” – Il rimborso da parte della Regione Piemonte di una settimana bianca al Sestriere a un consigliere è stata la boutade “rivelazione” da parte di Roberto Rosso. Durante una trasmissione tv il deputato del Pdl ha raccontato questo fatto, senza indicare il nome del consigliere regionale e scatenando il totonomine. Tra tutti sembra spiccare quello dell’attuale capogruppo Pdl, Luca Pedrale.

LA DIFESA DI PEDRALE – Agli attacchi il capogruppo Pdl a Palazzo Lascaris ha risposto direttamente in Consiglio regionale, chiedendo al presidente Cota e al presidente del Consiglio, Cattaneo di domandare all’onorevole Rosso «chi fosse il consigliere o ex consigliere, che sciava con lui a Sestriere e si faceva autocertificare le presenze». Pedrale ha garantito di non averlo mai fatto in compagnia di Rosso, né a Sestriere, né altrove.

SEL, LA TRASPARENZA È COSA DOVUTA – La capogruppo di Sel nel Consiglio regionale piemontese, Monica Cerutti ha reso noto che le Fiamme Gialle nei loro uffici ancora non sono arrivate, ma «noi non abbiamo problemi». «La trasparenza – ha aggiunto – è una cosa dovuta, noi avevamo chiesto dall’inizio del mandato la pubblicazione dell’anagrafe degli eletti. Se fosse stato fatto, forse non ci saremmo trovati in questa situazione».

LEGA, IL GOVERNATORE DEL PIEMONTE: BEN VENGANO I CONTROLLI – Nulla da nascondere nemmeno per la Lega. Secondo il presidente della Regione Piemonte, il leghista Roberto Cota «l’indagine nasce dalla polemica che c’è in questi giorni sulle Regioni, la Procura ha detto che non ci sono state denunce o esposti».

Silvia Sequi

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Commenti all'articolo
  1. Propongo un nuovo metodo per costituire il parlamento; un metodo a garanzia della democrazia, atto a eliminare caste e politici in carriera, visti i nefasti risultati che oggi sono palesi a tutti, dati dalla politica partitica:
    Sorteggio fra tutti gli italiani aventi diritto.
    Per esempio 10 estratti per ogni Regione.
    Aggiungo anche che il Presidente del Governo e il Presidente della Repubblica (che costa più della monarchia) siano conglobati in un’unica persona eletta dal Parlamento.
    Metodo da utilizzarsi per tutte le cariche che ora coinvolgono i partiti e le elezioni (sindaci, assessori, Regioni, ecc.)

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