lunedì, 23 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

A Perugia l’inaugurazione della Festa Socialista con gli interventi di Carini, Potenza e Sollazzo
Pubblicato il 13-09-2012


Ad inaugurare la Festa nazionale Socialista è stato il segretario della federazione provinciale Psi di Perugia, Cesare Carini: «Mi auguro che da questa manifestazione si possa aprire una pagina nuova nella storia dei socialisti». Aldo Potenza, segretario umbro del Psi, ha ricordato che «il partito, al congresso del 2010, già dimostrò di esserci, di essere presente. Oggi l’appuntamento è ancora più interessante, per costruire una cultura comune di governo». Potenza ha poi affrontato due temi importanti: la perdita sempre più ampia delle sovranità nazionale e il problema del debito pubblico italiano. «Il Paese si amministra con la politica, se così non sarà avremo derive pericolose. Bisogna costruire una forte alleanza politica per poter governare. Con oggi finisce l’inverno socialista, e avremo una primavera socialista, e consentitemi: noi crediamo di meritare la rappresentanza parlamentare», ha poi concluso il segretario umbro del Partito socialista italiano.

L’INTERVENTO DI ANGELO SOLLAZZO – L’onorevole Angelo Sollazzo ha poi aperto il suo intervento ricordando che la festa di Perugia rappresenta un evento centrale del dibattito politico in atto nel Paese e che la presenza di personaggi di spicco del mondo sindacale, dei partiti e della società civile significa che i socialisti ci sono e sono tornati al centro dell’attenzione. La Festa nazionale dei Socialisti offre tante occasioni di dibattito, di approfondimento, di iniziative politiche e culturali, che vedranno la partecipazione di presenze significative del mondo sindacale, della  cultura e della politica, dalla Camusso a Casini fino a Bersani.

L’esponente del Partito Socialista ha poi ricordato che siamo in un momento di difficoltà in cui si sommano la crisi della politica con quella dell’economia. La ricetta alla tenaglia che strangola la società italiana e quelle europee è proprio il ritorno ad una cultura e centralità della politica da sostituire alle soluzioni tecnocratiche. Per l’onorevole socialista «fare a meno della politica significa lasciare campo libero al populismo, alla finanza speculativa, alle lobby tecnocratiche e burocratiche  alle stesse limitazioni della democrazia. Noi siamo orgogliosi della nostra storia, dei nostri ideali, perché senza memoria  non vi è identità e senza identità non vi è futuro».

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