lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Il ministro, il Profumo e la puzza di bruciato
Pubblicato il 29-09-2012


Il profumo evapora facendo largo alla puzza di bruciato. Quando si tratta di Calabria, alla vigilia di una visita istituzionale importante, come può essere quella di un ministro della Pubblica istruzione in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico, la cancellazione dell’appuntamento per “sopraggiunti motivi” non fa più notizia. Nella storia della Calabria, di “sopraggiunti motivi” sono pieni gli annali, e le condizioni dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria (cantiere aperto in stato permanete effettivo) aiutano le figure istituzionali a caccia di giustificazioni con scarsa fantasia.
QUEI ‘SOPRAGGIUNTI MOTIVI’ DEL MINISTRO UN PO’ SOSPETTI – Docenti, studenti, dirigenti scolastici, personale Ata e compagnia, che all’evento si preparavano da giorni con tanto di coro intonante l’Inno alla Gioia, sono rimasti con gli strumenti in mano e gli striscioni da appendere. E meno male che nessuno aveva ordinato le bandierine. Quando i bambini, mano nella mano, hanno sfilato con il grembiulino blu scivolando angelici lungo la gradinata del teatro Politeama di Catanzaro, molti nemmeno sapevano che il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, non sarebbe venuto. Il ragionevole dubbio che i “sopraggiunti motivi” siano diretta conseguenza di una più attenta riflessione sullo stato della scuola in Calabria, che avrebbe prestato il fianco a qualche domanda pungente e più di un interrogativo inquietante di sindacati e precari nascosti da giorni per i vicoli del centro storico del capoluogo di regione pronti a protestare, si fa largo con prepotenza nelle perplessità dei delusi.
LE DOMANDE AL MINISTRO CHE NON C’E’ – Per esempio, qualcuno avrebbe potuto far notare che in diverse scuole ancora non sono state ancora assegnate le cattedre e quindi gli studenti aspettano ancora i loro insegnanti e i professori a loro volta aspettano l’affidamento dell’ennesimo incarico annuale. Oppure che ancora ad oggi le nomine riguardanti il personale Ata non sono state fatte con conseguenti difficoltà nel garantire i servizi scolastici minimi essenziali. O magari, qualcuno avrebbe osservato che, come grida da settimane soprattutto la Cgil, il recente dimensionamento scolastico approvato dalla Giunta regionale ha causato la perdita di numerosi posti di lavoro, portando anche l’ingestibilità di accorpamenti scolastici impensabili, oltre a numerose difficoltà con cui si rapportano giornalmente i giovani studenti e le relative famiglie calabresi.
L’ANNO SCOLASTICO SI INAUGURA, MINISTRO A PARTE – Un provvedimento che ha precluso la strada a quanti hanno superato il concorso, che per la Calabria metteva a disposizione 109 posti, ed invece a fronte di 98 vincitori non c’è stata nessuna immissione in ruolo. E molti ragazzi disabili non avranno l’insegnante di sostegno e nemmeno i servizi minimi alla persona; molti docenti inidonei vengono collocati nei ruoli amministrativi senza tener conto delle loro professionalità, e molte scuole non hanno requisiti minimi di sicurezza seppur ci troviamo in una Regione ad alto rischio sismico. La propria indignazione, per motivi non già sopraggiunti quanto atavici e riconosciuti, docenti e personale Ata hanno continuato ad esternarla in piazza Prefettura, a due passi dal teatro dove l’anno scolastico è inaugurato lo stesso.
Maria Rita Galati
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