giovedì, 20 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Il Premier Monti incontra le parti sociali: «Abbattere lo spread di produttività»
Pubblicato il 07-09-2012


Produttività, crescita e occupazione. Sono stati questi i temi principali affrontati da Mario Monti durante il vertice di ieri pomeriggio, a Palazzo Chigi, con le organizzazioni imprenditoriali. Oltre al premier, a rappresentare il governo erano presenti il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, quello del Lavoro, Elsa Fornero, il responsabile dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà. Per le imprese hanno presenziato i presidenti di Confindustria, Ania, Abi, Rete Imprese Italia e Alleanza delle Cooperative. 

LO SPREAD DI PRODUTTIVITÀ E IL DIALOGO CON LE PARTI SOCIALI – Oltre al rinomato spread economico sui titoli di Stato, secondo Monti ne esiste un altro, quello «di produttività, che incide pesantemente sulla capacità competitiva aziendale». Il capo del governo ha dunque esortato le parti sociali affinchè «trovino un terreno di dialogo comune» per favorire l’aumento della produttività totale dei fattori. Tra questi Monti ha citato «gli interventi microeconomici, la formazione professionale, l’affermazione dell’apprendistato, come principale strumento di contrasto della grave disoccupazione giovanile, e l’attivazione di contratti di solidarietà espansiva che combinano cioè il lavoro di giovani e anziani».

L’IMPEGNO DEL GOVERNO – Rivolgendosi alle parti sociali, «che sono molto mature e consapevoli», il premier ha lanciato l’invito a rendersi conto che «il governo le aiuterà a rendersi veramente conto che molto della sorte dei lavoratori, degli imprenditori e del Paese è nelle loro mani, e non solo e non tanto nelle mani del governo». Il capo del governo ha poi promesso che l’esecutivo si impegnerà «a sbloccare investimenti per un totale di 50 miliardi di euro entro fine legislatura» e a intervenire sull’«innovazione e la ricerca (con i prossimi provvedimenti sull’Agenda Digitale)». Monti ha poi reso noto che sia lui che il governo hanno «apprezzato le considerazioni contenute nel documento illustrato dalle organizzazioni degli imprenditori e le proposte evidenziate per rilanciare la crescita, di cui il governo – si legge ancora nella nota – terrà conto nel finalizzare il cronoprogramma che verrà definito per dare attuazione all’Agenda per la crescita».

LE REAZIONI DOPO L’INCONTRO – «Da parte dei ministri competenti ci sono state risposte puntuali». Questo il commento del numero uno di Confindustria, al termine dell’incontro, valutato costruttivo. Secondo Squinzi infatti il governo affronterà alcuni temi fondamentali, come ricerca e innovazione, proponendo qualcosa «anche se magari non sarà nella misura che noi riteniamo sufficiente». Meno soddisfatto e meno ottimista Luigi Angeletti, segretario della Uil. «Dire che la sorte del Paese è nelle nostre mani è come dire che il governo in Italia è inutile», ha affermato. Angeletti ha poi ricordato che i sindacati hanno fatto e possono fare molto, dichiarando però di non credere che «la ripresa dell’economia sia vicina. Penso che avremo mesi peggiori di quelli passati».

Silvia Sequi

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