giovedì, 22 febbraio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il professor Monti lascia i politici ad interrogarsi: ma quando finirà la lezione?
Pubblicato il 09-09-2012


E’ sibillino il premier Mario Monti. In stile non proprio bocconiano, il Presidente del consiglio schiva la domanda su una sua possibile candidatura alla guida del Paese anche dopo la fine del mandato con una risposta ambigua: «Il Paese saprà darsi un leader in grado di guidarlo». L’ipotesi del Monti-bis accende il dibattito politico lasciando in molti ad interrogarsi sul suo futuro. E così, ancora una volta, la giornata di ieri è stata scandita da dichiarazione dei partiti sul “tormentone” che in qualche modo sancisce l’apertura della campagna elettorale.

BERSANI, SIA RISPETTATA LA SOVRANITÀ’ POPOLARE – Distante dal Pdl, ma sulla stessa lunghezza d’onda di Alfano, sembra essere Pier Luigi Bersani: «Tocca agli italiani e solo agli italiani decidere chi governerà», taglia corto il leader del Pd che nel confermare piena «lealtà» al governo Monti, rifila una stoccata alle agenzie di rating: «Parliamo senza ambiguità della prospettiva delle elezioni, sempre che Moody’s o Standard e Poor’s non le aboliscano sostituendole con una consultazione fra banchieri». Con questa affermazione Bersani sembra aver volute mettere in guardia rispetto a possibili interferenze che i gruppi finanziari possono avere nel corretto svolgimento della dialettica democratica.

CASINI, «DOPO MONTI SOLO MONTI» – Di tutt’altro avviso Pier Ferdinando Casini: «Dopo Monti c’è solo Monti», afferma laconico il leader centrista, secondo il quale: «Il cammino del governo non va interrotto perché la strada è ancora lunga».

FINI, MONTI PARENTESI DA NON ARCHIVIARE – Inevitabilmente più cauto, a causa del ruolo istituzionale, ma sostanzialmente su una posizione simile sembra essere Gianfranco Fini: «L’auspicio è che chiunque vinca le elezioni non consideri il governo Monti una parentesi da archiviare in breve tempo», afferma il presidente della Camera, rimarcando che al Paese servono ancora molte riforme.

MONTI GLISSA – «Mi rifiuto di pensare che un grande paese democratico come l’Italia non possa eleggere un leader che sia in grado di guidare il Paese dove gli elettori credono», risponde agli imprenditori che, a Cernobbio, lo interrogano sul suo futuro. Una risposta diplomatica, che non chiude la vicenda, ma al contrario lascia spazio all’interpretazione e alimenta sospetti. Secondo il Premier, non essendo stato eletto, non ha bisogno di illustrare quanto fatto fin qui dal governo, e neanche di «convincere nessuno a sostenere una particolare forza politica», precisando che quella del governo tecnico «è sicuramente un’esperienza limitata nel tempo», anche se «non sarà limitata nel tempo una maggiore penetrazione del sapere e della competenza in politica». Resta da capire quanto la “lezione” del professore sia stata chiara.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

More Posts

Follow Me:
DiggStumbleUpon

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento