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Opinioni e commenti
 

Avvocato Taormina, difensore di Fiorito: «Bisogna approfondire su altri consiglieri»
Pubblicato il 21-09-2012


Per ora resta l’unico indagato, con l’accusa di peculato sulla presunta gestione illecita dei fondi della Regione Lazio. Franco Fiorito ieri a “Porta a Porta” ha dichiarato che «ogni anno avevo a disposizione 300 mila euro in quanto capogruppo e presidente di Commissione. Sento di aver molti più soldi di altre persone. Questo è ingiusto in questo momento critico per il Paese». L’ex capogruppo del Pdl in regione Lazio ha reso noto alla trasmissione della Rai: «E’ vergognoso che noi utilizziamo somme del genere. Ma dire che ho rubato è una falsità assoluta». Fiorito ha poi gridato alla «congiura» nei suoi confronti «dopo una lettera scritta ai miei consiglieri e protocollata il giorno 18 luglio 2012 e consegnata solo ai giudici». «Questa lettera è firmata per ricevuta da tutti i consiglieri regionali e dal presidente del Consiglio regionale, nonché agli atti della Regione Lazio, ed è stata scritta una settimana prima che mi sfiduciassero. Sono stato sfiduciato perchè volevo controllare quei conti. Questa è la verità». A questo punto sulla vicenda l’Avanti! ha fatto il punto con il legale di Fiorito, Carlo Taormina, anche lui presente ieri sera a “Porta a porta”, che ha dichiarato: «Nessuna accusa, solo bisogna approfondire su altri consiglieri».
Avvocato, Fiorito ha cominciato a fare dei nomi, accusando alcuni consiglieri.

La parola accusare è una parola grossa. Abbiamo solo chiesto di approfondire e di indagare sulle posizioni di altri consiglieri regionali.

Si è parlato di cifre?

La cifra complessiva di finanziamento a tutti i gruppi è fatta di circa 20 milioni, ai quali vanno aggiunti i soldi a titolo di stipendio, la diaria e le indennità per altre cariche. In media sono 220 mila euro all’anno e di questi 100 sono quelli “rapinati”.

Com’è possibile?

Non c’è una legge dello Stato, né della Regione. C’è solo una deliberazione da parte del Ufficio della Presidenza. Questo è un grande peculato, gli altri sono peculati “derivati”.

L’accusa al suo assistito è di peculato, lei ha parlato di appropriazione indebita. Di questo si tratta?

Il peculato si configura quando è l’Ufficio di presidenza a deliberare. Il gruppo è un organismo privato, e se una persona si impossessa di denaro allora il reato è di appropriazione indebita, che può essere più o meno aggravata.

Cosa ha da dire al governatore Polverini?

Dico alla Polverini che se si fosse dimessa sarebbe stato un atto di vigliaccheria. Giusto piuttosto pensare a far revocare i provvedimenti delle deliberazioni con le quali milioni di euro vengono “rapinati”. In tal modo passerebbe per quella che fa un atto di pulizia per una Regione, che potrà poi propagarsi alle altre Regioni.

Silvia Sequi

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Commenti all'articolo
  1. <> …già, è proprio qui il punto: questa è una tangentopoli II, peggiore della prima perchè si annida nel sistema attraverso le delibere (!) e a differenza di vent’anni fa i magistrati non affondano il colpo sul “peculato sistemico” che sperpera ingenti somme di denaro pubblico.
    O non si vuole guardare più in là del proprio naso, oppure la cosa è talmente grossa che raderebbe al suolo l’intera politica italiana.
    Beata ignoranza…

  2. E’ una vicenda scandalosa e inverosimile la cui responsabilità primaria è degli squallidi esponenti del PDL e del Centro-Destra. In questo la Polverini non può chiamarsi fuori perchè le delibere e gli stanziamenti relativi sono predisposti e approvati dalla Giunta da Lei presieduta. La Polverini è corresponsabile insieme al Presidente Abruzzese e all’Ufficio di Presidenza del Consiglio, che hanno assunto decisioni rese operative senza l’approvazione del Consiglio Regionale. Ho chiesto al PD e all’IDV se non prendono provvedimenti per il comportamento avuto nel votare all’unanimità questi incredibili aumenti ai Gruppi, in un momento di gravissima crisi per la gente e le famiglie.

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