sabato, 15 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Barack Obama: «Percorso più duro, ma conduce in un posto migliore»
Pubblicato il 07-09-2012


Michelle invita Obama a salire sul palco. Lui la raggiunge, la bacia e le ricorda di amarla sussurrandole all’orecchio, forse, tutta la sua riconoscenza. Perché il ruolo della moglie in questa campagna, e nell’ultimo periodo del suo mandato presidenziale, è stato  fondamentale. La donna che negli anni sembrava voler mantenere il punto su questioni per molti irrisorie, come la campagna contro l’obesità, oggi più che mai rappresenta la speranza di diverse preferenze in più, tanto da riconfermare il marito alla Casa Bianca. Acclamato dai suoi sostenitori e applaudito come una star, il presidente degli Stati Uniti ha presto poi la parola e iniziato il suo intervento alla convention democratica in corso a Charlotte, nel Nord Carolina, in cui ha accettato la sua candidatura alle prossime elezioni. Il presidente afro-americano ha cercato di convincere la sua platea con 38 minuti di discorso, entusiasmando i delegati presenti. Ha ammesso che il percorso non è per nulla facile, ma su una cosa non ha dubbi: «I nostri problemi possono essere risolti, le nostre sfide vinte». Soluzione e vittoria saranno assicurate se il popolo statunitense deciderà di confermarlo presidente.

L’APPELLO DI OBAMA: “VOTATEMI SE” – Il presidente afro-americano ha lanciato l’appello alla platea e ai suoi elettori, invitandoli a votare per lui «se credete in me; se rigettate l’idea che il futuro è per pochi, fate sentire la vostra voce; se credete che il Paese debba offrire a ognuno una possibilità». In merito allo stato di crisi, Obama ha riconosciuto che saranno necessari «diversi anni», poiché «la ripresa non sarà rapida, né facile». Ma i problemi possono essere risolti, promettendo un percorso che «potrà essere più duro, ma che conduce in un posto migliore. Vi sto chiedendo di scegliere quel futuro», ha assicurato Obama. Che è fatto di obiettivi precisi, dai nuovi posti di lavoro alla riduzione del deficit, passando per la riduzione delle importazioni di petrolio, l’istruzione, la sicurezza nazionale, l’incremento delle esportazioni e l’industria manufatturiera. «Un piano vero, realizzabile, che porti nuovi posti di lavoro, più opportunità e ricostruisca questa economia su basi più forti», ha promesso il candidato democratico.

GLI ATTACCHI A ROMNEY – Mentre la folla gridava “four more years”, ancora quattro anni alla Casa Bianca, Obama presentava la sfida elettorale del prossimo 6 novembre come una «scelta tra due visioni completamente diverse del futuro». I repubblicani chiedono il voto, ma «non hanno un piano, hanno le stesse ricette di trent’anni fa». Durante il suo intervento il presidente Usa ha più volte stuzzicato il suo rivale, il repubblicano Mitt Romney, senza mai pronunciarne il nome, definendolo «il mio rivale». Obama, riferendosi a Romney, ha voluto sottolineare che: «Se consideri la Russia come primo nostro pericolo e non Al Qaida, vuole dire che sei bloccato ai tempi della guerra fredda». L’inquilino della Casa Bianca ha poi sferrato un attacco diretto, dichiarando che alla convention repubblicana che si è svolta a Tampa «i repubblicani si sono divertiti a dire cosa non va in America, ma non hanno detto cosa intendono fare».

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