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Opinioni e commenti
 

La Polverini ha fatto un passo indietro ieri, per non cadere rovinosamente domani
Pubblicato il 25-09-2012


Il governatore della Regione Lazio si è dimessa e certo non tornerà sui suoi passi. “Le mie dimissioni irrevocabili. Si interrompe il cammino – ha detto Renata Polverini ieri in conferenza stampa – a causa di un Consiglio regionale non più degno di rappresentare una Regione importante come il Lazio. Questi signori li mando a casa io. Continuo a testa alta, guardando le persone negli occhi. Con questi malfattori non ho nulla a che fare. Mai potevo immaginare che delle ingenti risorse che andavano in Consiglio, tutti, nessun escluso ne facessero un uso spropositato. Ma noi arriviamo qui puliti. Questo sistema per me è una gabbia. Io ho intenzione di continuare a fare politica. Con questi malfattori non ho nulla a che fare”.

LA FAIDA CHE DIEDE INIZIO A TUTTO – Poi il ringraziamento all’Udc che dice il governatore “mi è stato accanto fino all’ultimo, persone leali come il vicepresidente Ciocchetti mi sono state vicine”. Poco dopo spara a zero sul Consiglio per sottolineare invece la correttezza della Giunta: “Noi arriviamo qui puliti, una giunta che ha operato bene. La colpa e’ di un consiglio regionale non più degno di rappresentare una regione come il Lazio”. E tutto “per una faida interna al Pdl – spiega il governatore – che non consegnò la lista alle elezioni e che ci ha consegnato un dibattito interno, oltretutto con personaggi ameni che si aggiravano per l’Europa”.

LE DIMISSINI DOPO LE PAROLE DI CASINI – Il presidente Polverini ha scelto di lasciare pochi minuti dopo le parole del leader Udc, Pier Ferdinando Casini, che sarebbe stato decisivo per lo scioglimento del Consiglio regionale indicando ai suoi le dimissioni. Casini ha tuonato: “Nel Lazio bisogna restituire la parola ai cittadini, le elezioni sono un modo per restituire dignità a coloro che credono nella politica. Io mi auguro che il presidente Polverini non dia ascolto a voci interessate che le consigliano di rimanere lì. Credo che dopo il marcio che è emerso, dopo la cupola che ha fatto venire fuori uno schifo, la cosa migliore, ma è la mia opinione e potrò andare in maggioranza o minoranza, è che bisogna restituire parola ai cittadini”.

UN’ULTIMA GIORNATA DA DIMENTICARE PER LA POLVERINI – Intanto per la governatrice quella di ieri è stata un’ultima giornata da dimenticare. «La misura è colma. Non ci sto a farmi sparare addosso, a farmi umiliare, per colpe che non ho». Così avrebbe detto la governatrice del Lazio al segretario del Pdl Angelino Alfano in oltre quaranta minuti di colloquio ieri alla Camera. Presente il capogruppo Fabrizio Cicchitto e, per qualche minuto, anche Gianni Letta. Parole che dicono bene dello stato d’animo della governatrice del Lazio e soprattutto del suo modus operandi: di fronte alla valanga di fango legata al caso Fiorito e al cosiddetto “sistema Lazio” che ora dopo ora rischia di travolgere anche il presidente Polverini lei non ci sta, meglio un passo indietro oggi che una rovinosa caduta domani. Lei si dice «sempre pronta a lasciare» la sua carica, anche se al momento i numeri le consentivano di rimanere al suo posto.

NENCINI, SIANO EQUIPARATE INDENNITA’ IN TUTTI CONSIGLI RGIONALI – “Ho avuto il privilegio di guidare il consiglio regionale della Toscana per dieci anni. Le indennità, le diarie, i rimborsi, sono rimasti tra i più bassi d’Italia, i fondi per i gruppi circa un decimo di quelli percepiti nel Lazio, parte delle spese telefoniche a carico del consigliere”. Così il segretario nazionale Psi, che è anche assessore al bilancio della regione Toscana, già presidente del consiglio regionale per due mandati, dal 2000 al 2010, che avverte: “Da anni il Psi sta conducendo la battaglia per ridurre al livello più basso le indennità dei consiglieri regionali. Se in tutte le regioni – continua Nencini – venissero riportate al 65% dello stipendio dei parlamentari, prendendo a parametro Toscana e Umbria che sono tra le più basse d’Italia, risparmieremmo più di 120 milioni di euro. Non è ammissibile che tra un consiglio regionale ed un altro ci siano differenze di indennità superiori ai 7 mila euro per ogni consigliere. Sono ragioni per le quali ci battiamo da sempre. Fino ad oggi in scarsa compagnia”.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Queste cose fanno capire quanto piccola è l’Italia in politica! La Sig.ra Polverini (che come il Rutelli non sapeva…) doveva dimettersi quando da una spesa di 1 milione si è passati a 14. Ma Lei dov’era?
    Garibaldi il 1° marzo 1867 a Cividale tuonava: ..il destino dei preti sarà eguale alla sorte che ebbero tutti i ciarlatanismi passati… Quanto si sbagliava! Qui i preti comandano ancora e, infatti, la regione Lazio è caduta quando il Bagnasco (Casini) ha tuonato.
    Un Paese laico, e quindi libero e democratico, deve ancora venire. Abbiamo ancora molto da lavorare.

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