giovedì, 22 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

La “Roma Capitale” di Alemanno affoga sotto qualche goccia di pioggia
Pubblicato il 04-09-2012


“Roma Capitale” è il nome altisonante che si è deciso di dare a quello che era, semplicemente, il Comune di Roma. Nel settembre del 2010, in pompa magna, il sindaco Alemanno dichiarava: «L’Italia non è pensabile senza Roma Capitale». Un’idea solida quella del primo cittadino di Roma, tanto solida da sgretolarsi alla prima pioggia pre-autunnale. Nonostante la maggiore autonomia nella gestione del proprio territorio, attribuitagli dalla riforma del titolo V della Costituzione in virtù del suo ruolo di Capitale e di sede delle rappresentanze diplomatiche, Roma, sempre più spesso, sembra essere più lo specchio dei disservizi del nostro Paese.

In ogni civiltà e città del mondo, alla base di ogni piano urbanistico ci sono le infrastrutture e, quindi, la mobilità. Se si dovesse valutare Roma da quest’ultima si stenterebbe a credere che si tratti di una Capitale di un paese dell’Europa occidentale. Il pensiero va anche al grave momento vissuto dalla città l’anno scorso, quando proprio nel mese d’ottobre un nubifragio costò la vita a due persone, in una zona non troppo lontana dal centro del Colosseo e dei Fori Imperiali. Strade percorse da fiumi d’acqua che raggiungevano le ginocchia dei passanti, automobili sommerse sotto i cavalcavia, traffico in tilt.

La scena che si ripete ogni volta che piove a Roma sembra essere sempre uguale, magari con diversi gradi di intensità. Tanto da portare i romani a coniare una sorta di detto con intercalare: “A Roma bastano du’ gocce che la città se ferma”. E’ quello che è successo anche oggi. Per percorrere pochi chilometri, sia con i servizi pubblici che in macchina, i cittadini si sono trovati a dover affrontare l’ennesima coda priva di movimento. Tempi di attesa per autobus saliti a decide e decine di minuti, anche per le strade che attraversano le linee principali della città.

A forza di ripetersi nel tempo questo sembra non essere più un caso sporadico, ma un vero e proprio malfunzionamento. Purtroppo, ciò che salta agli occhi è che i cittadini di Roma sembrano essersi assuefatti e ormai rassegnati: come per tanti, troppi dei mali del Paese, tutto è diventato “normale”. Così come sembra normale anche il fatto che, come rivelato da un recente reportage di “Presa Diretta”, la metropolitana di Roma sia stata la più cara d’Europa in rapporto prezzo/chilometro, a fronte di un servizio che ha tardato anni ad essere portato a termine e che, appena partito, è rimasto bloccato per problemi tecnici.

Prendendo poi in considerazione la velocità commerciale della città, cioè il rapporto tra la distanza percorsa e il tempo impiegato per percorrerla, stando ai dati diffusi dalla Fondazione Civicum, quella di Roma è di di 14,7 km/h che scende a 12/km per quanto riguarda gli autobus pubblici. Tanto per avere un termine di paragone, a Brescia il valore è di 17,6 e nel resto di europa è di circa 5 km superiori, quindi si arriva ad una media europea di circa 22%. Così, tanto per dire, anche un solo chilometro in più si traduce in milioni di euro ogni anno come incremento del volume di scambi commerciali e produttività. Quindi, non solo l’Italia vive un momento di crisi del reddito e occupazionale, ma la città di Roma ha deciso con le sue politiche alla viabilità e alle infrastrutture di segnare negativamente il passo anche per le attività commerciali e professionali. Se questo è il sindaco che occupa la poltrona che affaccia sui Fori Imperiali, le promesse rimarranno tali e l’europeizzazione di Roma potrebbe avvenire “giusto” tra qualche decennio!

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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