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Opinioni e commenti
 

MONTI BIS: IL PREMIER SI DICE PRONTO A UN SECONDO MANDATO. BERSANI: “SERVE UN GOVERNO POLITICO”
Pubblicato il 28-09-2012


L’ipotesi di un Monti-bis ha preso la forma di un “tormentone”, accendendo da settimane il dibattito politico, lasciando molti a porsi interrogativi sul suo futuro. Ma ieri, per la prima volta, il premier ha dichiarato in modo chiaro di essere disponibile a un secondo mandato. Da New York, dove partecipa all’Assemblea generale dell’Onu, Monti ha reso noto che non si candiderà alle prossime elezioni, «non ce n’è bisogno perché sono senatore a vita», ma si potrebbe prestare a servire nuovamente il Paese qualora fosse necessario. «Un proseguimento della premiership? Se ci dovessero essere circostanze speciali, che mi auguro non ci siano, e mi verrà chiesto dalle forze politiche in campo, prenderò la proposta in considerazione» ha dichiarato il presidente tecnico. Monti ha prontamente aggiunto di non prevedere che «una seconda occasione sarà necessaria». Oltre a questo “se”, di certo c’è solo la non intenzione a sottoporsi al voto popolare. Monti preferisce adottare la strategia dell’attesa. Aspettare il voto della prossima primavera perché «prima di tutto, dopo le elezioni i partiti dovrebbero essere capaci di presentare come primo ministro uno dei loro membri, non me».

L’ELOGIO DEL GOVERNO MONTI DI GIANFRANCO FINI – Il presidente della Camera ha lanciato un monito, dichiarando che: «Annunciare il “ritorno” della politica intesa come campagna elettorale permanente a colpi di reciproche delegittimazioni e mirabolanti promesse sarebbe un errore». La politica – ha proseguito – con la nascita del Governo Monti, ha semplicemente fatto (ancorchè per taluni obtorto collo) «il suo dovere, di garantire in primo luogo l’interesse nazionale». Fini ha poi aggiunto che l’attuale esecutivo ha espletato questo compito «come mai era accaduto negli anni precedenti».

CASINI, DOPO MONTI C’È MONTI. L’ITALIA HA BISOGNO DI LUI – Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, ha le idee chiarissime: vuole un Monti-bis spiegando che: «La lista che noi presenteremo alle prossime elezioni politiche sarà chiara: chiederà agli italiani di richiamare in servizio effettivo e permanente anche dopo il voto Mario Monti». Posizione sulla cui necessità che il leader dell’Udc argomenta affermando che il nostro Paese «ha bisogno» del tecnico e che «dobbiamo avere senso di responsabilità, non rinunciare a lui». Il leader centrista ha inoltre auspicato: «Anche Pd e Pdl abbiano la consapevolezza di una indicazione esplicita della sua riconferma».

PER BERSANI STOP A ECCEZIONALITA’ – Per nessuno è stato un fulmine a ciel sereno, l’ipotesi circolava da tempo: l’apertura di Mario Monti a un eventuale bis è il segnale che qualcuno nel Pd attendeva con ansia e che molti temevano. Le dichiarazioni del premier da New York sono state lette con grande interesse al Nazareno. Pier Luigi Bersani però ha piu’ volte messo in chiaro che l’esperimento Monti si deve chiudere nel 2013. E lo ha ribadito anche ieri ai suoi. “Monti è una grande risorsa per il Paese”, ha sempre riconosciuto il segretario del Pd. Però, ha chiarito anche ieri, la balcanizzazione del quadro politico dopo le elezioni non porta alle larghe intese, ma alla palude. “Serve un governo politico, senza lasciare l’Italia nell’eccezionalita’”, ha insistito.

Silvia Sequi

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Commenti all'articolo
  1. Per fortuna che c’è supermario, almeno farà chiudere ospedali, mandare a casa politici e dipendenti che ben poco fanno. Una sana e serie scure sul cancro dell’ITALIA, la spesa pubblica vero assalto alla diligenza dell’erario pubblico

  2. Dopo la falsa rivoluzione del 1993 ognuno sperava che almeno quella demagogia portasse a una maggiore moralizzazione nei copmportamenti pubblici. dopo venti anni, non solo c’è una degenerazione impensabile allora nell’uso del pubblico denaro, ma anche la protervia di chi non si sente in colpa. C’è paura che anche dopo questa ondata di demagogia nell’inseguire gli sperperarori di denaro pubblico, senza cercare soluzioni che ne impediscano il proliferare, possa emergere di nuovo una classe politica, in parte rinnovata per soddisfare la sete di sangue dei rinnovati moralizzatori, che farà degenerare ancora di più la situazione. Monti ha dimostrato di essere un argine alla demagogia e al populismo, per questo genera speranza. Oggi la sua disponibilità a rifare il presidente del consiglio è un formidabile assist a Casini, mentre mette definitivamente (speriamo) fuori gioco Berlusconi. Bersani, invece di barcamenarti tra Veltroni, D’Alema e gli altri colonnelli, che sembra abbiano perso il senso della partita che si sta giocando, per cui prediliggono il gioco che fanno da venti anni, e cioè primum mantenere nel gioco un gruppo dirigente, anche a costo di non fare scelte e di impedire qualsiasi crescita di formazioni riformiste e socialiste, viste come minaccia mortale al loro primario obiettivo, Bersani, dicevo, si incontri più spesso con i socialisti, che in questo momento, anche se lo sappiamo solamente quelli che leggiamo l’Avanti! on line, sono i più lucidi nel leggere la situazione politica e nel darsi un orizzonte concreto riformista.

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