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Opinioni e commenti
 

Pd, Sel e Psi condividano la riforma elettorale e le regole per le primarie
Pubblicato il 05-09-2012


Si avvicinano le elezioni (a qualcuno potrà non piacere ma per Costituzione entro Aprile occorre votare) ma nessuna sa ancora con quale sistema gli italiani potranno scegliere (speriamo…) i propri parlamentari e magari (di nuovo speriamo) chi dovrà guidare il governo. Assistiamo oramai da mesi, da parte del Pdl, ad una serie infinita di giravolte sulla legge elettorale utili a prendere in giro gli elettori sulla reale volontà di cambiare il “porcellum” oppure a mascherare quello che truffaldinamente proposto come un accoglimento dell’appello del Presidente della Repubblica a cambiare. La proposta capestro, con un premio del 15% alla prima lista ed uno sbarramento al 5%, appare certamente utile a comprimere la rappresentanza ma di certo non a garantire la governabilità, rinviando alla successiva sede parlamentare il formarsi della maggioranza necessaria per il governo del paese, con il rischio, che appare quanto mai concreto di alimentare forme di trasformismo parlamentare dettate dalla necessità di conquistare maggioranze numeriche in aula anziché nelle urne.

Se è vero che al peggio non c’è mai fine attenzione a non adottare rimedi peggiori del male. Nel frattempo Matteo Renzi ha annunciato la sua candidatura alle primarie come se il sistema elettorale fosse un optional e non il presupposto su cui tarare le modalità di scelta della leadership. Affidare l’opportunità di guidare una grande nazione al caso o, peggio ancora, al caos, è l’ultima ferita che può essere inferta all’Italia. Se le primarie sono di coalizione, le regole non possono essere fissate da un solo partito. Evitando divisioni tra chi le vuole “aperte” e chi “blindate” occorre che prevalga il buon senso, consentendo di partecipare a tutti, ma solo a quelli, cittadini che votano per il centro-sinistra. Serve dunque un albo pubblico degli elettori. Se si rievocano gli Usa, si faccia come negli Usa. Votano gli iscritti al partito o quelli che in sede di primarie decidono di iscriversi.

Nel corso di questi anni abbiamo assistito a diverse forme di ‘primarie’, nessuna regolamentata con norme trasparenti e certe. Ancora vivo è il ricordo delle file di cinesi democratici sgomitare fuori dai gazebo e conoscenti integrati nel Popolo della Libertà sostenere candidati del fronte opposto. Evitiamo che chi vota Storace scelga il nostro candidato. Siamo davvero al limite del tempo massimo: Pd, Sel e Psi condividano riforma elettorale e regole delle primarie, facendo in modo che chi vince queste e poi le elezioni conquisti il diritto a governare.

Marco Di Lello

Coordinatore Nazionale PSI

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Commenti all'articolo
  1. Sarebbe utile capire quale Legge Elettorale noi proproniamo perchè mi sembra che siamo spettatori passivi rispetto a quanto emerge dal confronto PDL, PD e UDC (Sbarramento al 5%, parte collegi di tipo Tedesco-Spagnolo molto alti, parte listino e premio al 10/15% al primo partito). Si ha l’impressione che la nostra influenza, anche sul PD, è più nulla, che poca. Almeno dovremmo sollevare la ineludibile necessità di costruire con il PD e SEL, la costruzione di un pobusto Partito Socialista in Italia e la loro adesione al PSE, se si vuole realmente cambiare gli orientamenti di politica economica in Europa e di conseguenza anche in Italia.

  2. Carissimo Gioacchino,
    condivido in pieno il tuo commento!
    Fin quando tutta la sinistra nel chiuso delle loro stanze si definiscono socialisti, ma in pubblico non lo dicono saremmo sempre in acqua.
    Hanno la capacità e la voglia di costituire un grande partito socialista che si riveda nel socialismo europeo, oppure, parlo del PD vogliono morire mezzi comunisti e mezzo democristiani?
    Un mio compagno, rivolgendosi agli ex comunisti dice( la vostra massima aspirazione è morire democristiani)
    Ciao

  3. Sono un elettore di Sinistra Ecologia Libertà e spero che possa nascere quanto prima in Italia un grande partito socialdemocratico, sezione italiana del PSE e dell’IS, dall’unione di SEL, PSI e sinistra PD (escludendo quindi gli ex dc baciapile che tanto non ci starebbero). Sarebbe un partito dal 35% minimo che potrebbe da solo governare e bene il paese.

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