martedì, 17 luglio 2018
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Opinioni e commenti
 

Polverini il giorno dopo le dimissioni, si darà alla politica o alle torte?
Pubblicato il 25-09-2012


Ha dormito bene l’ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini, almeno così dice. «Non ho intenzione di ricandidarmi in Regione» ha affermato oggi la Polverini anche se, ieri sera, con tutti quei complimenti all’Udc, sembrava quasi che stesse cercando un “varco” per rientrare dalla finestra dopo essere uscita dalla porta. E infatti è un po’ evasiva quando le chiedono di una possibile candidatura alle legislative. «Stiamo valutando. Nei giorni della mia malattia ho fatto molti dolci a casa, magari torno a fare quelli… Delle ottime torte. Poi vedremo se vale la pena continuare in un impegno politico per questo paese». Le torte le hanno assaggaite in pochi, ma se tra questi c’era Franco Fiorito allora forse meglio non provarle.

UNA DIMISSIONARIA FEROCE – Comunque l’ex presidente, annunciando pubblicamente le dimissioni, sembrava tutto fuorché una dimissionaria: se la rinuncia al mandato è comunque un gesto di ammissione di sconfitta, l’ex presidente, in maniera non molto credibile, parlava da vittoriosa. Ha lanciato accuse, minacciato, insinuato, distribuito lezioni, ostentato fierezza.

UNA VERSIONE BALLERINA – Ma il vero problema della versione ufficiale “spolverata” dalla Polverini è che, per stare dietro al suo filo logico, bisogna fare davvero un giro di valzer: prima non sapeva niente, poi ha promesso di rivelare particolari inquietanti che, non solo non aveva voluto rendere pubblici per “senso dello stato,” ma che addirittura sarebbero così osceni da non poter essere compresi dall’opinione pubblica. Oggi, piroetta, e voilà!, «Questa giunta non ha avuto comportamenti immorali». Ma non finisce qui: dopo poco eccola affermare di essere «disponibile a fare vedere, per esempio, che ostriche e champagne c’erano già prima del mio arrivo». E se c’erano anche prima dobbiamo dedurre che ci siano stati durante. O no? Ma insomma signora Polverini le ostriche e lo champagne pagati con i soldi dei cittadini che dovrebbero servire ad amministrare sono immorali o no? E poi ancora accuse alle precedenti giunte e giù ancora veleni.

LA “BUTTA IN CACIARA” – Vista la cultura di Renata c’è proprio da dire che la vuole “buttare in caciara”: vuole creare una nebulosa sganciando la giunta dal consiglio, ma soprattutto dalla sua coalizione come se questa non fosse frutto di un sistema che lei stessa aveva messo in piedi già da quando creò il suo movimento politico “Città nuove”. «Noi deliberavamo per le spese del Consiglio che poi però nella sua assoluta autonomia li dava ai gruppi che li utilizzavano. Ero cosciente che fossero troppi e questo l’ho anche scritto al presidente del Consiglio regionale, ma non sapevo cosa ci facessero». Un’anima pia e pura che si accorge di spese un po’ troppo alte ma, immacolata, non si chiede né chiede dove vadano a finire questi soldi. Poi il capolavoro: «è come pretendere che Monti sapesse quello che faceva Lusi». «Non ho intenzione di ricandidarmi in Regione» ha detto l’ex presidente. Almeno il Lazio non sarà più governato da un presidente che non si chiede dove vadano a finire fondi che lei stessa riconosce essere eccessivi.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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