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Quando il Di Pietro giustizialista cede il passo alla comprensione e difende in Tv la Polverini
Pubblicato il 26-09-2012


“E’ venuta a Ballarò che non era nessuno, torna a Ballarò che non è nessuno”. Nella frase del sagace Crozza c’è tutta la parabola discendente dell’ex Governatore del Lazio. Lei non smette di andare in video, di bucare lo schermo dopo aver lasciato una Regione con la tasche bucate, dopo aver “governato a sua insaputa” oppure aver fatto finta di non vedere l’allegra combriccola spartirsi soldi pubblici tra villoni, vacanze a 7 stelle e interviste pagate a peso d’oro. Lei lascia la poltrona di Governatore per accomodarsi su quella di uno studio televisivo. Quella di Piazza Pulita su La7 o quella di Ballarò su Rai3 fa lo stesso.

LA VERITA’ DELLA POLVERINI CERTIFICATA DALLA TV – L’importante è andare in video, non trincerarsi a casa o in chissà quale altro luogo ameno. E non bastano le paginate su autorevoli quotidiani, in questo Paese è la tv che certifica la realtà: tele-appaio quindi sono, tele-assicuro quindi è tutto vero. Oggi più che ieri è il piccolo schermo ad essere accreditato dai più, dal cittadino medio e potenziale elettore, come la piazza pubblica dove snocciolare vita morte e miracoli, dove costruire carriere e difenderle quando sono a rischio crollo. E quindi quale luogo migliore per la Polverini, a poche ore dalla frana che l’ha trascinata fuori dalle stanze della Regione Lazio, per imporre la verità. La sua certo, ma questo in tv non importa. Il messaggio che passa, la versione che arriva alla pancia del telespettatore è la sua.

OPPORTUNISMO POLITICO O DOPPIA PERSONALITA’? – Quello che, invece, dovrebbe far drizzare i peli anche al più “scaciato” degli analisti è l’arroganza con la quale l’ex governatore del Lazio propina la sua minestra. Più che pelo sullo stomaco si dovrebbe parlare di una “pelliccia”. E ci sarebbe da chiedersi il vero perché di tanta foga. Si potrebbe ipotizzare che sia una lineare tattica di comunicazione unicamente orientata a ricucire i cocci di una credibilità politica in frantumi. Dunque: vado in tv a urlare la mia versione dichiarandomi all’oscuro di tutto per potermi ancora garantire una poltrona in Parlamento. Le elezioni politiche sono alle porte e magari il più volte ringraziato Casini un posto per lei ce l’ha. Oppure tanto livore lo si potrebbe spiegare con la teoria della doppia personalità: quella moderata da governatore Polverini e quella rissaiola da “Renatona”. Il problema è che, se fosse vero tutto ciò, la seconda personalità prende il sopravvento sulla prima se la persona è portata al limite.

PERCHE’ DI PIETRO STA CON LA POLVERINI? – E poi c’è da chiedersi come mai il noto giustizialista Di Pietro non abbia affondato il coltello, ieri a Ballarò, sugli sprechi e le ruberie del “sistema Lazio”, anzi dando man forte all’ex governatrice sulla graticola. Di Pietro le rivolge un accorato assist: “Io credo che non sia giusto farle qui il processo ma nelle dovute sedi, la capisco, la comprendo perché è così tesa”. Ma come, proprio lui, il giustizialista per eccellenza che non sottolinea la demarcazione tra aula di tribunale e salotto televisivo. Lei tesa come una corda di violino non coglie la mano tesa del collega dell’Idv e sbotta: “Sono solo stanca!”. Ma Di Pietro non demorde e con una risata sorniona ribadisce: “Non riesco neanche ad esprimerle la mia solidarietà”. Il tutto per un’intera puntata finché il conduttore del talk non ha fatto notare al leader dell’Idv un atteggiamento alquanto sospetto per la sua “vicinanza”. E’ a quel punto che Di Pietro colto sul fatto si adegua e scaglia una finta bordata alla Polverini. Perché? Perché anche i suoi consiglieri erano parte del sistema, quindi meglio buttarla in caciara? O peggio perché, rimasto fuori dal gioco delle alleanze per le prossime politiche, è talmente disperato da cercare anche nella forza politica che probabilmente caldeggerà la Polverini alle prossime elezioni uno straccio di accordo? Le risposte, speriamo, arriveranno a breve. E probabilmente verranno dalla tv.

Lucio Filipponio   

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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