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Sequestro Abu Omar, la Cassazione: «Processate gli 007»
Pubblicato il 20-09-2012


La Cassazione ha disposto un nuovo processo per gli ex vertici del Sismi Niccolò Pollari e Marco Mancini, in merito alla vicenda del rapimento dell’ex imam di Milano Abu Omar, per la quale erano stati dichiarati non processabili in nome del segreto di Stato. Con questa decisione la Suprema Corte si è allineata alle richieste della pubblica accusa rappresentata da Oscar Cedrangolo che, nel luglio scorso, aveva invocato l’opposizione al segreto di Stato che il 15 dicembre 2010 aveva portato la Corte d’Appello di Milano a dichiarare il “non doversi procedere” nei confronti di Niccolò Pollari, Marco Mancini ai vertici dell’ex Sismi oggi Aise, e per gli altri 3 funzionari coinvolti. Il nuovo processo d’appello si svolgerà, infatti, anche a carico dei capicentro del Sismi, Giuseppe Ciorra, Raffaele Di Troia e Luciano Gregorio. 

Per loro, come per Mancini e Pollari, la V Sezione Penale della Suprema Corte ha accolto il ricorso della Procura di Milano e quello dei legali di Abu Omar e della moglie. Piazza Cavour ha anche respinto i ricorsi per “difetto di notifica” presentati dai legali dei 23 agenti della Cia coinvolti nel rapimento: con il respingimento la Cassazione ha ribadito che il processo a carico degli agenti americani si è svolto nel rispetto dei protocolli.

IL SEQUESTRO – La mattina del 17 febbraio del 2003 l’imam di Milano, Abu Omar fu sequestrato mentre si recava in moschea. L’operazione si inseriva nell’ambito della pratica delle “extraordinary rendition”, un piano illegale di sequestri disposto dalla Cia contro elementi sospettati di appartenere alla rete internazionale del terrorismo islamico. I sequestrati venivano trasportati in paesi arabi alleati, come l’Egitto, il Marocco e la Giordania per essere interrogati sotto tortura eludendo i controlli imposti dalle democrazie occidentali. Dalle indagini della procura di Milano emerse il coinvolgimento, oltre a 23 agenti della Cia, anche dei vertici del servizio segreto militare italiano, l’allora Sismi oggi Aise. L’indagine partì dall’analisi dei tabulati telefonici delle celle operanti nella zona al momento del sequestro e contribuì a fare luce su un altro scandalo che coinvolse lo stesso Mancini, il cosiddetto “Telecom-Sismi”.

L’EX DIRETTORE DEL SISMI NICCOLO’ POLLARI, «SONO SORPRESO» – «Sono sorpreso. Sulla vicenda Abu Omar ho opposto il segreto di Stato, poi sempre confermato dai vari governi, perché tali esecutivi mi ordinarono di opporlo. Un dipendente pubblico ha il dovere di rispettare la legge; la legge ha il dovere di far sì che il dipendente pubblico, corretto e rispettoso della legge stessa, non abbia ad affrontare situazioni di questo genere che non esito a definire oltre che paradossali, anche assai gravi». A dichiararlo è stato Niccolò Pollari, ex direttore del Sismi, affermando di ribadire che «sia il Sismi sia il sottoscritto sono totalmente estranei a questa vicenda e che questa estraneità è provata nei documenti coperti da segreto di Stato ma che sussistono ragioni delle quali non posso disporre, perché ne dispone il presidente del Consiglio, per le quali mi è stato ordinato e ribadito sempre di opporre il segreto di Stato, non avendo io alcun interesse personale ad opporre tale segreto ma rispettando sempre le direttive del governo in conformità agli obblighi che mi derivano dalla legge».

 

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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