martedì, 20 febbraio 2018
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Opinioni e commenti
 

Sì viaggiare, ma con le dovute indicazioni su Mali, India, Tunisia e Sudan
Pubblicato il 24-09-2012


Viaggiare sì, ma con le giuste notizie e informazioni, soprattutto se si intende visitare realtà profondamente diverse da quelle europee. L’Unità di crisi del ministero degli Esteri ha infatti diffuso avvertenze e consigli, utili a chi è intenzionato a raggiungere, o già vi si trovi, i seguenti Paesi: Repubblica del Mali, l’India, la Tunisia e il Sudan. Nel Mali a fine marzo scorso c’è stato un colpo di Stato. La situazione della Repubblica africana resta dunque fortemente incerta, e potrebbe sfociare in un aperto conflitto con possibili scontri anche nella capitale, Bamako.
LA REPUBBLICA DELL’INDIA – Gli esperti della Farnesina invitano gli italiani, che intendono visitare l’India, a «prestare la massima attenzione e vigilanza ed evitare tassativamente manifestazioni e luoghi di culto». Potenziali attacchi terroristici potrebbero infatti colpire località frequentate da stranieri, sia nelle grandi città, sia in destinazioni turistiche, con particolare riferimento ad hotel di catene internazionali (senza escludere nuovamente Mumbai) e a centri commerciali. Si segnala che le Autorità locali includono – fra i possibili obiettivi – anche gli aeroporti ed i voli di linea. Sono dunque sconsigliati i viaggi nelle zone interessate dalla guerriglia naxalita, in particolare le aree rurali degli Stati del West Bengal (distretto di West Midnapore), Bihar, Jharkhand, Chattisgarh, Orissa e Andra Pradesh.

LA REPUBBLICA TUNISINA – In relazione agli eventi di Bengasi e della contingenza di tensione nel Paese, scaturita in seguito alla violenta manifestazione di venerdì 14 settembre contro l’ambasciata americana a Tunisi, la Farnesina consiglia fortemente di «evitare di indossare abbigliamento che, per foggia o simboli (bandiere ecc.), possa essere considerato provocatorio nelle attuali circostanze».

LA TENSIONE DIFFUSA IN SUDAN – In tutto il Sudan permane un clima di tensione, dovuto ad alcune criticità legate ai rapporti con il Sud della Repubblica e alla crisi in Darfur. Nella provincia del Sudan, oltre ai sistematici scontri tra forze governative e ribelli, si registrano frequenti episodi di banditismo che possono includere il rischio di sequestri di persona, anche a danno di operatori umanitari.

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