venerdì, 20 aprile 2018
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Opinioni e commenti
 

Squinzi di Confindustria critica la riforma del lavoro di Monti e prevede un autunno «bollente»
Pubblicato il 05-09-2012


La pioggia si abbatte sull’Italia e le temperature scendono un po’ in tutta la Penisola. Ma, nonostante questo, il capo degli industriali italiani, Giorgio Squinzi, annuncia che «l’autunno è già caldo. Direi bollente». Se una mattina il capo degli industriali battibecca con un banchiere, presidente di un Consiglio dei ministri “tecnico” come Mario Monti, allora il presagio sembra essere cattivo. Più di trent’anni fa l’autunno era caldo per le lotte sindacali: gli obiettivi erano precisi, i ruoli erano chiari, capitale verso lavoro. Ma oggi il mondo è diverso, le sfide sono più difficili e le risposte stentano ad arrivare. Si naviga a vista, a volte al buio.

 

CONFINDUSTRIA DELUSA DALLA RIFORMA DEL LAVORO – Nuvole nere dunque su Palazzo Chigi in previsione dell’incontro con il Premier. Nel corso del programma “La Telefonata” di Maurizio Belpietro, su Canale 5, Squinzi ha detto che la riforma del mercato del lavoro del ministro Fornero, «al momento» è «un’occasione persa». Ma il presidente di Confindustria non ha chiuso tutte le porte, aggiungendo che c’è ancora tempo di «intervenire per migliorarla». Squinzi ha spiegato che Confindustria «non giudica la riforma in maniera positiva in quanto ha tolto molta flessibilità in entrata senza dare una vera svolta alla flessibilità in uscita».

LE RICETTE DI SQUINZI – Per il presidente degli industriali «bisogna lavorare sulla detassazione dei salari» così da stimolare ai consumi e far ripartire la crescita. Secondo l’analisi di Squinzi «il calo della produzione e dell’economia è dovuto essenzialmente a un calo dei consumi interni, legato anche al prelievo fiscale. Bisogna lavorare in modo particolare su una detassazione dei salari. Questo sarebbe il modo più diretto e immediato. Poi servono anche interventi con effetto a medio-lungo termine, come ricerca e innovazione».

MONTI A BARI, «LA RIPRESA NON SONO SOLO I NUMERI, E’ DENTRO DI NOI» – Il governo, da parte sua, dopo la fase del rigore, punta a dare una scossa a un’economia che sembra entrata in un tunnel senza fine. Parlando all’inaugurazione della Fiera del Levante, il premier Monti ha dato, indirettamente, una risposta in previsione dell’incontro tra governo e parti sociali previsto per oggi. «È vero – ha detto Monti – che la ripresa non la si vede nei numeri, ma io invito a constatare che la ripresa, se riflettiamo un attimo, è dentro di noi ed è una cosa che adesso è alla portata del nostro Paese e credo anche che arriverà presto». Il Premier sottolinea che «Siamo ripartiti e siamo tra i paesi che decidono insieme in Europa come risolvere il problema greco, siamo reinseriti in un circuito di decisioni, siamo rispettati. Questo non è piovuto dal cielo, questo è stato il risultato di una presa di coscienza da parte della classe politica, da parte del governo, da parte dei cittadini della necessità di mettere su una base più sicura l’economia italiana»

SQUINZI PARLA ANCHE DI ILVA – «Il caso Ilva è veramente emblematico della complicazione burocratico-normativa del Paese». Giorgio Squinzi, sempre durante “La Telefona” di Belpietro, ha sottolineato che «La Regione può dare parametri più stringenti di quelli europei. E’ una situazione complicata, dobbiamo essere capaci di risolvere il caso Ilva per dare una speranza a chi vuole portare avanti investimenti con tranquillità». «Il problema salute – ha aggiunto Squinzi – è prioritario però nel caso Ilva mi sembra che nei 17 anni di gestione Riva sono stati fatti miglioramenti, si può accelerare ma non dimentichiamo che è un problema che viene da molto lontano».

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