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Opinioni e commenti
 

Sulcis, sospesa l’occupazione dei minatori
Pubblicato il 03-09-2012


 

Dopo giorni di occupazione a 373 metri di profondità, i minatori della Carbosulcis hanno deciso di sospendere l’occupazione dei pozzi di Nuraxi Figus, comune di Gonessa nel Sulcis. La decisione è arrivata dopo un’assemblea-fiume nella quale si è valutato l’esito degli incontri di venerdì scorso a Roma. In particolare, i lavoratori si sono decisi a interrompere l’occupazione a seguito dell’annuncio che la miniera non chiuderà a fine anno. La protesta, che vedeva coinvolti 120 minatori, era iniziata il 27 agosto.

IL SINDACO DI GONESSA, «IL CARBONE VERDE E’ POSSIBILE» – L’assemblea dei minatori tenutasi stamane ha deciso di proseguire la mobilitazione per ottenere garanzie sul rilancio della miniera e, in particolare, sul progetto carbone-centrale Sulcis che il governo ha chiesto alla Regione di rimodulare per renderlo sostenibile sul piano economico. Come ha spiegato all’Avanti! il sindaco di Gonessa, Pietro Cocco, il nodo «riguarda i progetti cosiddetti “CCS”, ovvero cattura e stoccaggio del CO2 nel sottosuolo», che renderebbe possibile e conveniente l’utilizzo del carbone sardo mettendolo a norma con gli standard ambientali. L’intera filiera produttiva industriale sarda è entrata in crisi a causa degli alti costi energetici sostenuti da aziende come l’Alcoa al centro, in questi giorni, di un’altra vertenza che vede coinvolto anche il governo e che potrebbe portare alla chiusura degli impianti produttivi entro il prossimo anno.

UN PROBLEMA ENERGETICO – Proprio parlando dell’Alcoa, il sindaco di Gonessa, ricorda che l’industria di alluminio è ad alto fabbisogno energetico, «da sola consuma circa il 22% del fabbisogno energetico della Sardegna, e il 44% di quello industriale». Cocco fa notare che «fino a due anni fa l’Alcoa dichiarava profitti, ma poi sono state fatte delle scelte strane, come quella di interrompere la produzione di alluminio nei formati più commercializzabili in favore di quelli che vendono meno, che fanno pensare ad un progetto dell’azienda finalizzato ad accelerare i già previsti investimenti in paesi dove il prezzo dell’energia è sensibilmente minore come l’Arabia Saudita, con 11 miliardi di euro stanziati nel progetto, e l’Islanda».

Per questo, conclude il sindaco presente questa mattina all’assemblea dei lavoratori del Carbonsulcis, «il governo e la Regione devono intervenire a livello politico per favorire investimenti che rendano la Sardegna di nuovo in grado di competere, e questo passa per un ammodernamento delle tecnologie di produzione energetica».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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