venerdì, 14 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Al Centro Pio Manzù di Rimini si discute di crisi e delle possibili vie per uscirne
Pubblicato il 09-10-2012


La morsa dello spread “sembra” allentata, ma alle angosce dei raffronti borsistici internazionali che ci hanno assillato fino a qualche settimana fa sono subentrate le ansie della disoccupazione dalle percentuali devastanti, gli indici della corruzione che ci vedono al top sulla scena mondiale, le spettrali aspettative del mondo giovanile, la supertassazione che leviga il benessere delle famiglie, le cialtronesche disavventure di figure istituzionali che passano dalla scranno consiliare al carcere ridendo a qualche telecamera compiacente, le asprezze di una dimensione socio-economica che ricorda più una fase di pre-bancarotta che la stabilità di una macchina-Paese a velocità di crociera.

C’E’ SPAZIO PER L’ITALIA FUORI DALLA CRISI? – I termini che circolano sulle orbite di quella comunicazione che sa solo disinformare e offuscare le ultime certezze nel frastuono dei talk politici sono “crisi”, “collasso”, “emergenza”, o un di nuovo di moda “periodo di austerity”. Eppure, seppur in piena circumnavigazione del baratro, l’Italia, come altri territori europei a rischio, può ancora farcela, con strategie di investimento, politiche di sviluppo, nuove grammatiche dell’etica e dell’economia che uniscono il locale al globale. E allora l’interrogativo nasce spontaneo: c’è spazio per l’Italia fuori dalla crisi? Un dilemma non scevro da sviluppi suggestivi che pone quest’anno il Centro Pio Manzù agli esperti che si daranno appuntamento dal 12 al 14 ottobre a Rimini per la 43a edizione delle Giornate di studio internazionali, che porta il titolo emblematico: “Italia. Osservatorio internazionale sul Bel Paese, incubatore della crisi sistemica”.

A RIMINI PER DISCUTERE DEL FUTURO DEL PAESE – Ad affrontare i problemi che ormai sentiamo quotidianamente in TV e leggiamo sui giornali saranno economisti, politici, giornalisti, imprenditori, storici e ricercatori, tecnici. Ognuno darà il proprio contributo per costruire l’Italia del domani. Più dello spread e del caro benzina fanno paura infatti l’immobilismo e la mancanza di prospettive occupazionali. Quali risorse e risposte concrete hanno i giovani per vivere in Italia? O è necessario per loro prendere la via dell’estero, come un tempo hanno fatto gli emigranti dal Sud d’Italia e da altre regioni, come il Veneto? E quelle storie possono ancora insegnare qualcosa? Se ne discuterà nel primo dei panel previsti, nella giornata di apertura, venerdì 12 ottobre, “Social netjob: emigrazione e immigrazione intellettuale. La fuga dal Bel Paese”.

DAL LAVORO ALLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE – Ma il tema del lavoro e dell’imprenditoria saranno al centro anche del secondo workshop proposto, dal titolo: “La spina dorsale: scenari e destini delle piccole e medie imprese italiane”. Un incontro di grandissimo interesse per tutti gli imprenditori, che potranno trarre indicazioni concrete per entrare nei mercati esteri come Stati Uniti, Cina e Brasile dove il prodotto italiano è altamente apprezzato. Di sicuro impatto anche il panel dedicato alla cooperazione fra Italia e mondo arabo, in programma sabato 13 ottobre, dal titolo “C’era una volta il Mediterraneo” al quale interverranno vari ministri dei Paesi arabi. “Per l’esperienza ormai quarantennale del Centro – afferma il segretario generale Gerardo Filiberto Dasi – posso affermare con certezza che l’Italia è ancora molto attrattiva per i Paesi del Medio Oriente che intendono investire qui, anche per un fattore non secondario, perché amano la nostra cultura, la nostra arte e la nostra moda”.

CULTURA COME VOLANO ECONOMICO – E proprio al fascino elevato che esercitano l’arte e la cultura italiana nel mondo è dedicato il workshop conclusivo delle Giornate, che si svolgerà domenica 14 ottobre, nel pomeriggio, per riflettere sui vantaggi che deriverebbero da un’adeguata valorizzazione del nostro straordinario patrimonio artistico e culturale, particolarmente in questa fase di debolezza economica del Paese. Ospite d’onore della 43° edizione delle Giornate Pio Manzù, il Principe di casa reale saudita Salman bin Abdulaziz bin Salman Al Saud, che riceverà la medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica domenica 14 ottobre alle ore 10 nel corso proprio della seduta plenaria. Oltre al giovane erede al trono saudita ci saranno anche Rafik Abdessalem, ministro degli Affari Esteri tunisino, Saad-Eddine El Othmani, ministro per la Cooperazione e gli Affari Esteri del Regno del Marocco, Walid Al Khobaizi, capo dipartimento per l’Europa del Ministero degli Affari Esteri del Kwait.

Carmine Castoro

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