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Opinioni e commenti
 

A Cuba “cambia todo cambia”: addio ai permessi per l’espatrio
Pubblicato il 16-10-2012


“Cambia todo cambia” diceva la popolare cantante argentina Mercedes Sosa quando, dall’esilio, auspicava il ritorno della libertà nell’Argentina soffocata dalla dittatura dei generali. Per i cubani oggi è una giornata di cambiamento. Dopo 50 anni, infatti, una riforma varata dal governo di Raul Castro, fratello del Raul Castro, della rivoluzione Fidel, permetterà ai cubani di viaggiare all’estero semplicemente con un passaporto e un visto. Gli abitanti dell’isola caraibica non avranno più bisogno del famigerato “permesso di uscita” e della “lettera d’invito” per andare all’estero. L’annuncio è arrivato dal ministero degli Esteri e la misura è solo l’ultima di una serie di riforme varate dal governo di Raul Castro, che sta eliminando numerosi divieti in vigore da decenni. La riforma delle leggi che regolano i viaggi all’estero era molto attesa a Cuba dopo una serie di riforme economiche che nel 2011 hanno introdotto una certa dose di economia di mercato nel sistema centralizzato comunista.

LE NUOVE REGOLE – La legge, secondo quanto annunciato sul quotidiano ufficiale “Granma”, allunga anche i tempi del soggiorno all’estero che passerà da 11 a 24 mesi. La nuova normativa entrerà in vigore a 90 giorni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale di Cuba di oggi. Secondo quanto riferito dal governo attraverso gli organi ufficiali la riforma della politica migratoria è stata resa necessaria dalla necessità di «aggiornarsi alle condizioni del presente e al futuro prevedibile». A partire dal 14 gennaio dunque, un cubano che vorrà andare all’estero dovrà presentare solo il passaporto e il visto del Paese che intende visitare. Negli ultimi cinquant’anni, i cubani che desideravano lasciare l’isola dovevano chiedere un ‘permesso d’uscita’ dal territorio alle autorità, che lo rilasciavano a discrezione, senza necessariamente giustificare il diniego. Essi inoltre erano tenuti a presentare una “lettera d’invito” all’estero e non potevano rimanervi più di undici mesi, a rischio di vedere i proprio beni confiscati ed essere definitivamente considerati espatriati, generalmente senza più possibilità di ritorno.

UNA RIFORMA ANNUNCIATA – La riforma “radicale” del sistema di emigrazione cubano era stata annunciata lo scorso aprile dal presidente del Parlamento, Ricardo Alarcon: «Sarà radicale e profonda e la metteremo in atto nei prossimi mesi», aveva assicurato l’esponente politico, sottolineando, come aveva fatto Raul Castro nel 2011 che per la prima volta paventava questa possibilità, che i colpevoli delle restrizioni imposte dalla vecchia legge «sono gli Usa che, fin dal 1959, utilizzano la questione migratoria per destabilizzarci». Fino ad oggi, il permesso per uscire dal Paese era, in genere, negato ai cittadini meno abbienti, soprattutto alla luce dei 150 dollari necessari ad ottenere il lasciapassare di uscita. Una volta ottenuta l’autorizzazione si doveva rientrare a Cuba, pena la perdita dei beni sull’isola, entro 11 mesi.

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Commenti all'articolo
  1. Una notizia come questa è sempre ben ricevuta, anche se trovo che è eccessivamente tardi , perché ho sempre trovato assurdo che un cittadino deva chiedere il permesso per entrare o uscire del suo proprio paese, però attenzione, ciò non vuol dire che non si deva chiedere permesso per entrare a un paese straniero. Leggo nel web che tanti cubani festeggiano con euforia tale misura, e con il mio commentario non vorrei deludere nessuno, però c’è da dire che il problema reale non è Cuba. L’ambasciate faranno ancora più difficile l’ingresso ai loro territori, le persone che faranno l’inviti ai cubani saranno sottoposti a un maggiore numero di requisiti .
    Ovviamente molti festeggeranno questa misura, perché in una società immobile come quella cubana, qualsiasi tentativo di movimento è un passo gigantesco per coloro che attendono disperatamente qualcosa di nuovo ; il governo è consapevole di questo e usa queste strategie per cullare un popolo addormentato e guadagnare tempo, non so esattamente per cosa, però guadagnare tempo.

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