martedì, 22 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Bollette del gas: 200 euro di differenza tra Nord e Sud. A decidere sono le Regioni
Pubblicato il 05-10-2012


La crisi economico-finanziaria che ha colpito il nostro Paese è feroce, gli effetti devastanti. E allora perché i cittadini devono ritrovarsi a pagare la bolletta del gas, di per sé già cara, in modo diverso a seconda della regione in cui vivono? “SuperMoney” – il portale per il confronto delle tariffe, sui costi in bolletta in ogni regione – ha stilato una classifica dettagliata, da quelle che pagano la tariffa più cara a quelle che la onorano con prezzi più contenuti. I dati hanno rilevato che la bolletta del gas in Calabria arriva a costare 200 euro in più rispetto a quella che pagano i cittadini del Trentino Alto-Adige.

LA CLASSIFICA DELLE TARIFFE DEL GAS – L’analisi prende in considerazione il costo stimato del gas, con la tariffa di maggior tutela attuale, per un consumatore che utilizzi 1.400 metri cubi di gas all’anno: in media, la spesa degli italiani è di circa 1.334 euro all’anno. Nella classifica stilata da “SuperMoney”, al primo posto si trova la Calabria che sostiene una spesa per bolletta e riscaldamento pari a 1.455 euro annui, oltre 100 euro in più rispetto alla media. Al secondo posto troviamo i cittadini del Lazio che pagano una tariffa di 1.427 euro per acqua calda e riscaldamento. Le regioni che hanno i prezzi più bassi sono il Trentino Alto-Adige, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, gas e riscaldamento costano infatti 1.260 euro all’anno, 200 euro in meno rispetto ai calabresi.

COSA FA OSCILLARE IL PREZZO DEL GAS – Il prezzo del gas è suddiviso in diverse componenti: i servizi di vendita, i servizi di rete e le imposte. I servizi di vendita fanno riferimento al prezzo del gas consumato mentre i servizi di rete sono quelli per il trasporto, lo stoccaggio, la distribuzione e la gestione del contatore. E sono questi a far oscillare il prezzo del gas. Le imposte invece comprendono: l’imposta sul consumo (accisa) che viene stabilita a livello nazionale e varia in base a sei macro aree; le addizionali regionali vengono stabilite dalle singole Regioni e la loro incidenza varia notevolmente: dagli 0 euro in Lombardia, Basilicata, Val D’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Sicilia, ai 107 euro della Liguria. L’Iva, l’imposta sul valore aggiunto è invece uguale per tutte le regioni.

Silvia Sequi

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Commenti all'articolo
  1. Il P.S.I. deve esaminare la possibilità di fare una battaglia politica per l’eliminazione del titolo V ignominiosamente messo in Costituzione per soddisfare gli appetiti della lega lombarda che in questi anni ha fatto soltanto danni al paese. Oltre all’eliminazione delle Regioni vanno eliminate tutte le Province e i municipi nelle grandi. Oggi con l’informatica i servizi possono essere inseriti nella rete con un controllo serio da parte della magistratura. In questo modo si può ridurre il numero di galoppini elettorali che hanno distrutto il paese e la politica.

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