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Opinioni e commenti
 

Con la sentenza de L’Aquila si è varcato il confine dell’assurdo
Pubblicato il 23-10-2012


Aspettiamo di leggere le motivazione della sentenza, ma già oggi possiamo dire che la condanna per omicidio colposo degli scienziati della Commissione Grandi rischi ha varcato il confine dell’assurdo. Con un’aggravante: la creazione di un precedente pericoloso, capace di inibire in futuro valutazioni su eventi di questo genere. Gli scienziati condannati dalla sentenza di ieri, si sono limitati a definire la probabilità di un rischio e lo hanno fatto in base ad una certezza scientifica: l’impossibilità di fare previsioni esatte nel campo della sismologia.

Come hanno rilevato gli scienziati americani, solidali con i colleghi e indignati per la sentenza sarebbe come condannare un meteorologo per non aver previsto l’esatta rotta di un tornado o un biologo perché non è stato in grado di prevedere l’attacco di un orso. Il terremoto de L’Aquila è stato un evento tragico e imprevedibile, che ha ferito duramente una comunità straordinaria e capace di reagire con orgoglio e dignità. Questa sentenza non aiuta a riportare fiducia tra la popolazione né a far luce su eventuali e vere responsabilità.

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Commenti all'articolo
  1. Non sono del tutto d’accordo. Certo che non si possono fare previsioni esatte nel campo della sismologia, ma il grave è che i tecnici della commissione hanno tranquilizzato la popolazione che non ci sarebbero stati rischi di grosse scosse da provocare crolli.

  2. I fenomeni premonitori c’erano, ma è acclarato che ancora oggi è impossibile fare delle previsioni precise e quindi definire delle indicazioni operative per il controllo degli eventi sismici. Tutt’altra cosa è rasscicurare la popolazione interessata. Nelle circostanze suddette dovrebbe essere consigliata la massima allerta, anzi dovrebbe scattare la massima allerta. Non si tratta di “leggerezza “, degli addetti, anche se inopportuna, ma di mancata prevenzione, di un errore perseguibile. Italia Vitiello Izzo

  3. Riflettendo su quanto a suo tempo accaduto e ricostruito dal Tribunale, emerge chiaramente che la Commissione Grandi Rischi si sia prestata a favorire uno Spot di “rassicurazione” per gli abitanti dell’Aquila. Non dimentichiamoci che gli Studenti usciti quella sera dall’edificio furono fatti rientrare e poi morirono proprio sulla base di quanto dichiarato dalla Commissione.
    Ognuno ha diritto di difendersi di fronte alle accuse e continueranno a farlo in sede di Appello, ma personalemnte ho trovato giusta e coraggiosa la Sentenza sulla base delle mie sensazioni, salvo leggere il contenuto e le motivazioni della Sentenza.

  4. I terremoti non sono prevedibili, ma rassicurare la popolazione come fece la commissione è sbagliato. Ritengo che la sentenza condanni il modo contradditorio ed inadeguato della commissione e non la scienza come da più parti erroniamente è stato detto.

    • Io invece sono totalmente d’accordo con Riccardo Nencini.
      Si sarebbe potuta tacciare di grave inadeguatezza il comportamento dei componenti della Commissione grandi Rischi nei confronti delle previsioni di pericolosità della situazione all’Aquila e si sarebbero potuti prendere provvedimenti di carattere tecnico-amministrativo a carico dei componenti stessi, già duramente colpiti da un punto di vista mediatico nel prestigio personale e professionale, come la revoca degli incarichi istituzionali accompagnata eventualmente da azioni risarcitorie di carattere civile, ma arrivare ad ipotizzare “omicidio colposo” con 6 anni di carcere!
      Roba da repubblica giudiziaria da terzo mondo che cerca di scaricare le responsabilità generali del sistema su qualche malcapitato capro espiatorio da dare in pasto all’indignazione dell’opinione pubblica.

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