martedì, 11 dicembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Continua il braccio di ferro tra Pdl e Carroccio. Formigoni: «Se la Lega non cambia idea al voto molto presto»
Pubblicato il 15-10-2012


Cambiare la legge elettorale, ritornare alle urne entro gennaio e, nel frattempo, ricevere i nomi degli assessori della Lega. Queste le richieste imminenti avanzate dal governatore lombardo, Roberto Formigoni, dopo aver incassato la sfiducia del Carroccio in seguito all’arresto dell’assessore alla Casa della Regione Lombardia, Domenico Zambetti, incastrato da intercettazioni su presunti voti di scambio pagati alla ‘ndrangheta. Per la Lega la presunta presenza dell’associazione mafiosa dentro l’Istituzione, «è insopportabile». Il leghisti avevano fatto capire chiaramente che le elezioni regionali sono sempre più vicine, previste per la prossima primavera. Domenica il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, dopo aver confermato l’intento di elezioni regionali per il prossimo aprile, ha invocato anche le primarie. Sconcerto da parte del governatore lombardo che ha accusato il Carroccio di avere un’anima «inaffidabile e ribaltonista».

LA REPLICA DI SALVINI – Il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini difende il suo partito, dichiarando che il Carroccio non si è «rimangiato un bel niente». Se Formigoni intende anticipare ulteriormente la data del voto, alla Lega «sta bene». Sui candidati Salvini spiega: «Sarà la nostra gente a decidere. Nel week end ai nostri gazebo ci sarà anche una scheda in cui i militanti possono scrivere il nome del loro candidato alla presidenza della Regione. Vediamo cosa ci diranno». Sulla nuova Giunta, che Formigoni si appresta a formare, il segretario federale ha fatto sapere che il Carroccio valuterà «se e con quanti uomini entrare a farne parte, per fare alcune cose nei pochi mesi che rimangono».

MARTINA (PD), TORNARE SUBITO ALLE URNE – Oggi, in Consiglio regionale «la maggioranza deve fare chiarezza e dire qual è il punto finale di questa vicenda». Così Maurizio Martina, segretario regionale lombardo e consigliere regionale. Secondo l’esponente democratico è necessario andare «subito a votare e che Pdl, Lega Nord e Formigoni facciano un gesto di responsabilità – ha sottolineato – perchè la maggioranza non c’è più e questo gioco del cerino puzza di bruciato». Sull’ipotesi avanzata dal governatore lombardo di abolire il listino bloccato, Martina avvisa: «Non accetteremo abbagli sulla legge elettorale».

CASINI, LA DATA DEL VOTO POCO CONTA – Per il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini «votare a gennaio o a marzo è la stessa cosa. Non credo – ha proseguito – che dobbiamo fare la corsa ad ostacoli. Il problema non è votare due mesi prima o dopo, ma che non si presentino coalizioni arlecchino».

Silvia Sequi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento