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Opinioni e commenti
 

Corruzione, maglia nera all’Italia. Monti: «La lotta al fenomeno è priorità del governo»
Pubblicato il 22-10-2012


Costi enormi, riduzione dei tassi di crescita delle imprese. E il collocamento al sessantanovesimo posto, pari merito con Macedonia e Ghana, tra gli ultimi in Europa. Questi i preoccupanti dati relativi alla corruzione in Italia, contenuti nelle quattrocento pagine del Libro Bianco, il Rapporto sulla corruzione elaborato dalla Commissione sulla prevenzione del fenomeno corruttivo, e presentato oggi a Palazzo Chigi. Il malcostume diffuso dei politici, degli amministratori e dei governi provoca la perdita della competitività del Paese – con circa 60 miliardi di euro all’anno quelli diretti, calcolati dalla Corte dei Conti – e determina lo spreco del sedici per cento degli investimenti all’estero e la riduzione dei tassi di crescita delle imprese, dal 25 al 40%.

LA CORRUZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Il Libro Bianco è stato elaborato dalla Commissione, coordinata da Roberto Garofoli. Il Rapporto ha elaborato «diverse proposte volte a promuovere meccanismi di prevenzione del fenomeno corruttivo, in larga parte recepite dal disegno di legge all’esame delle Camere». Lo scopo viene perseguito predisponendo e attuando le seguenti azioni: imporre elevati livelli di trasparenza “totale”; irrobustire “l’integrità” dei funzionari pubblici (oltre che degli attori del sistema imprenditoriale); rivitalizzare il sistema della responsabilità disciplinare; favorire la collaborazione dei dipendenti onesti, garantendoli allorchè “denunciano” fatti di corruzione di cui siano venuti in buona fede a conoscenza; introdurre modelli di organizzazione amministrazione con specifica funzione di prevenzione delle illegalità.

LA SODDISFAZIONE DI MONTI – Dopo aver ricordato che: «La lotta alla corruzione è stata assunta come una priorità del governo», il premier Monti si è detto grato nei confronti dei ministri Cancellieri, Patroni Griffi e Severino, rispettivamente responsabili dei dicasteri dell’Interno, della Pubblica amministrazione e della Giustizia. Monti ha elogiato il loro «impegno profuso in questi mesi nel seguire l’iter del disegno di legge recante misure di contrasto alla corruzione che passa per una strategia di tipo “integrato”, essendo necessario elaborare ed attuare un’organica politica che miri al tempo stesso alla prevenzione ed alla repressione del fenomeno». Il capo del governo ha inoltre ricordato l’importanza che assume «la politica di prevenzione volta ad incidere sulle ragioni ed occasioni della corruzione, con misure di tipo principalmente amministrativo».

PATRONI GRIFFI, CORRUZIONE CAUSA DI INGENTI COSTI ANCHE SOCIALI –  Secondo il ministro della Pubblica amminitrazione Patroni Griffi la corruzione «è una delle principali cause dell’inefficienza dei servizi destinati alla collettività, del dissesto delle finanze pubbliche, come pure della disaffezione dei cittadini nei confronti delle istituzioni democratiche». La corruzione, infatti, rappresenta la «causa di ingenti costi economici, ma anche sociali, perché determina la compromissione del principio di uguaglianza, minando le pari opportunità dei cittadini, così da rivelarsi uno dei fattori di disgregazione sociale» ha concluso il ministro.

Silvia Sequi

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