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Opinioni e commenti
 

Corsa alla Casa Bianca: nel primo duello tv “stoccata” di Romney al presidente uscente
Pubblicato il 04-10-2012


«Vede presidente, io sono stato nel business per vent’anni e non ho mai visto qualcosa del genere». È un Romney aggressivo quello che si è presentato di fronte al Presidente Obama per il primo faccia a faccia televisivo nella corsa alla Casa Bianca. E si sa, gli Stati Uniti sono un grande Paese ma, in fatto di politica sono figli del pensiero debole che, sui contenuti, fa spesso prevalere le forme. E allora sicuramente il Presidente uscente non era in forma smagliante e: se Romney doveva riuscire a dimostrare di essere all’altezza della situazione e di poter interloquire con l’avversario, il candidato repubblicano lo ha fatto.

L’AFFONDO DI ROMNEY – L’ex governatore del Massachussetts fin dalle prime battute si è lanciato all’attacco costringendo Obama alle corde sul tema della difficile situazione economica che vivono gli Usa e, in particolare, della classe media americana. L’affondo di Romney è proseguito sul problema della riduzione del deficit e dei conti pubblici su cui gravano le spese per le politiche sociali e soprattutto l’Obamacare, la riforma sanitaria messa in atto da Obama nel suo primo mandato. «Guarda all’evidenza degli ultimi quattro anni. E’ straordinario», ha ironizzato lo sfidante, «abbiamo 24 milioni di persone senza lavoro o che hanno addirittura smesso di cercarlo, una crescita economica quest’anno inferiore all’anno scorso e l’anno scorso ancora più debole di quello precedente. Non credo che lo status quo vada bene agli americani che oggi stanno lottando».

LA DIFESA DI OBAMA – Ma Obama, chiuso in guardia, si difende bene, affondando qualche colpo e ricordando le difficoltà e i problemi ereditati dall’amministrazione Bush che ha saputo fronteggiare conseguendo risultati importanti nonostante la crisi economica globale. «Quando sono arrivato nello Studio Ovale ho trovato mille miliardi di deficit e tutti sappiamo da dove venivano: due guerre pagate con carta di credito, due tagli fiscali e un sacco di programmi di spesa senza coperture e poi una massiccia crisi economica». Obama spiega la complessità delle scelte affermando «Dovevamo prendere misure d’emergenza per non ricadere in una Grande Depressione e, nonostante tutto, l’abbiamo fatto».

IL NODO DELLA CLASSE MEDIA – Dopo questo “riscaldamento” il gioco si è fatto duro sul “thick of things”, il nocciolo della questione. Gli scambi più duri tra i due, infatti, sono stati quelli sulla ricetta economica per risollevare il Paese e sul problematico declino della classe media americana. Per il programma del democratico, aumentarne il benessere è una priorità perché, come ha tenuto a ripetere il presidente uscente, «l’America sta bene quando la sua “middle class” sta bene» ed è arrivato il momento di «promuovere un nuovo patriottismo» per quest’ultima. Secca la risposta di Romney: secondo l’ex governatore, «le politiche economiche degli ultimi anni l’hanno schiacciata». E allora Romney comincia a snocciolare dati: «il prezzo della benzina è raddoppiato sotto questa presidenza, i costi dell’elettricità’, degli alimenti e della sanità anche». La cura? Per l’ex governatore una ricetta tutta di stampo reaganiano che prevede tagli fiscali, privatizzazioni e decentramento agli stati, alla quale si oppone la ricetta di Obama per un ruolo attivo del governo federale capace di correggere le distorsioni del mercato. E su questo punto Obama contrattacca: «Il tuo approccio è quello già sperimentato nel 2001 e nel 2003», ribatte allo sfidante il Presidente uscente criticando il piano da 5mila miliardi di tagli fiscali per le classi più abbienti proposto dall’avversario.

L’OBAMACARE – Come nel corso dell’accesa campagna elettorale, Romney, se eletto, ha annunciato che eliminerà l’Obamacare «perché contribuisce ad uccidere posti di lavoro» ribadendolo nel corso del dibattito. A suo avviso infatti, «il governo non è efficiente nel ridurre i costi di qualsiasi cosa». Non la pensa ovviamente così Obama, che rivendica invece il valore e la portata della sua riforma: «quando sarà a regime saremo in grado di dimostrare che i costi diminuiranno». Insomma sembra che per il momneto Romney abbia registrato un 1 a 0 per lui. I prossimi duelli sono previsti per il 16 ottobre alla Hofstra University di New York e il 22 ottobre a Boca Raton in Florida.

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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