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Costa Concordia, al via il processo. Il comandante Schettino “ci mette la faccia”
Pubblicato il 15-10-2012


Al via la maxiudienza sul caso del naufragio della nave da crociera Costa “Concordia” al teatro Moderno di Grosseto. Come annunciato, il comandante Schettino, principale imputato, «ci ha messo la faccia». Certo forse Schettino non era stato informato che, in qualità di accusato, se non ci avesse “messo la faccia”, sarebbe stato contumace. Ma del resto non è un particolare importante. Quello che è importante, invece, è che il gip Valeria Montesarchio ha respinto tutte le richieste e tutte le eccezioni avanzate dai legali delle parti. La decisione è arrivata dopo l’analisi di nuovi e più precisi documenti che riguardano le comunicazioni interne alla nave, prima e dopo la collisione con gli scogli che ha aperto la falla che ha determinato il naufragio.

RESPINTA LA RICHIESTA DI SCHETTINO – Il gip Montesarchio ha respinto la richiesta dell’avvocato Bruno Leporatti, difensore di Francesco Schettino, di inserire anche il timoniere indonesiano della Costa Concordia nell’incidente probatorio. Per il gip non ci sono motivi di aggiungere il timoniere alle altre parti coinvolte perchè, ad oggi, non risulta indagato da parte della procura di Grosseto come riportato da alcuni quotidiani nelle settimane scorse. Il timoniere, secondo indiscrezioni circa la lettura della scatola nera, avrebbe confuso un ordine di Schettino durante la manovra di avvicinamento al Giglio, contribuendo all’incidente.

IL SOPRAVVISSUTO CHE GLI HA STRETTO LA MANO: «ERA IMBARAZZATO» – Ma Schettino non ha rinunciato a giocare la parte della vittima. «Sì, la verità deve essere appurata», ha detto infatti l’ex comandante della Costa Concordia rivolgendosi a uno dei naufraghi del 13 gennaio scorso, il quale si era alzato per stringergli la mano, dicendogli «speriamo che la verità sia accertata». Il superstite, che si era imbarcato a Civitavecchia la sera del disastro e che diventa il primo dei superstiti incontrati direttamente da Schettino in 9 mesi dalla tragedia, è andato a salutare Schettino sul palco del Teatro Moderno, nella parte riservata agli indagati. «Il comandante Schettino si è alzato in piedi e mi ha stretto la mano in maniera cordiale, anche se in evidente imbarazzo», ha raccontato.

L’ALLARME DI LEGAMBIENTE – Intanto, lontano dal circo mediatico che segue gli sviluppi del processo contro il comandante più “chiacchierato” d’Italia, Legambiente lancia l’allarme. L’organizzazione, infatti, teme che «lo spettacolo mediatico creato intorno all’udienza di Schettino finisca per mettere in secondo piano i lavori di messa in sicurezza della nave che sono già slittati di due mesi rispetto alla prima scadenza del 31 agosto». Secondo l’associazione ambientalista i riflettori devono essere tenuti «ben accesi sui problemi riscontrati anche dalla Protezione civile sul fondale sottostante la Concordia e sui ritardi della messa in sicurezza che si sono accumulati rispetto al programma previsto».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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