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Opinioni e commenti
 

L’intervista – Damiano (Pd): “Mai voluto smontare la riforma Fornero, solo correggerla”
Pubblicato il 19-10-2012


Il ddl Damiano non passa, ma gli esodati restano. E’ di qualche giorno fa la sonora bocciatura – per mancata copertura economica – da parte della Ragioneria di Stato del ddl che proponeva l’introduzione di una serie di scalini che avrebbero permesso ai lavoratori di 58 anni di andare in pensione con 35 anni di contributi fino al 2017. Proprio ieri il presidente della commissione Lavoro alla Camera, Silvano Moffa (Pt) ha reso noti i dati trasmessi dal ministero del Lavoro, su numeri forniti dall’Inps. Secondo le elaborazioni raccolte dall’Istituto sono 8.900 le persone da salvaguardare per il prossimo biennio, il 2013-2014. Dopo la proposta di legge bipartisan a prima firma di Cesare Damiano, cassata dalla Ragioneria dello Stato per i costi eccessivi, la soluzione trovata sembrerebbe un emendamento al ddl Stabilità che copra appunto gli esodati per il 2013-2014. Secondo l’Inps la cifra necessaria è di 440 milioni di euro. Punto per punto Cesare Damiano, esponente del Pd alla Camera dei deputati nonché ex ministro del Lavoro del governo Prodi, con l’Avanti! smonta le critiche sollevate contro la proposta a sua firma evidenziando quanto siano paradossali rispetto a quanto dichiarato ufficialmente in aula dal ministro del Lavoro Fornero. Damiano poi denuncia con forza le tare di una riforma del lavoro fatta in tutta fretta e soprattutto senza ascoltare le parti sociali e cosa ancora più grave avendo tutti gli elementi per sapere e prevedere che sarebbero rimasti fuori molti “accordi” e quindi decine di migliaia di esodati. Premia infine la Carta d’Intenti sottoscritta da Pd, Psi e Sel che mette tra i suoi punti programmatici il lavoro e il sociale.

Chiariamo una volta per tutte il ddl che lei ha proposto non intende smontare la riforma del ministro Fornero quanto fare delle correzioni, addolcire il salto.

Mai inteso smontare la riforma bensì correggerla, c’è un cortocircuito mediatico voluto e di disinformazione. Il 20 giugno scorso in aula alla Camera il ministro Fornero ha dichiarato: “Si potrebbe considerare di ricorrere ad una norma per estendere il contributivo retroattivo anche per gli uomini – ricordo che tale norma è già in vigore per le donne”. Io aggiungo cioè le donne possono andare in pensione oggi con 57 anni di età e 35 di contributi. Poi ha continuato: “Come opzione di scelta da demandare al lavoratore e azienda”. Sentite queste parole del ministro risulta paradossale che sia lo stesso ad accusarci di voler smontare la sua riforma reintroducendo le pensioni di anzianità quando questo consiglio arriva da lei. La commissione lavoro unanimemente ha già deciso di accantonare questo articolo.

Quindi, si esaurisce qui il dibattito?

Veramente, c’è n’è un altro di paradosso: l’altro giorno il ministro sulle pagine del Sole 24 Ore a chi le chiedeva se avesse abbandonato l’impiego di questa norma ha risposto: “In questo nuovo contesto non ci pare utile utilizzare questa norma impiegata tra l’altro da pochissime donne e quindi saranno pochissimi anche gli uomini ai quali potrebbe servire”. Io mi domando come mai questa proposta del ministro sia stata quantificata dalla Ragioneria dello Stato in termini miliardari, valutata in costo di 17 miliardi quando lo stesso ministro ha detto che nessuno la usa. Mi pare che pur di non tutelare chi sia rimasto senza reddito si voglia attaccare ideologicamente la proposta falsandola.

Bersani ha chiesto che si prendano provvedimenti tampone per non abbandonare a loro stessi gli esodati.

Noi abbiamo già affrontato il problema in Commissione Lavoro e abbiamo detto che il nostro obiettivo è quello di salvare alcune famiglie di lavoratori: esodati; coloro che proseguono volontariamente il versamento dei contributi pensionistici; i lavoratori che hanno sottoscritto accordi di mobilità a livello territoriale; coloro che sono stati licenziati unilateralmente dalle aziende soprattutto dalle piccole, i cosiddetti lavoratoti invisibili; i macchinisti del settore marittimo e delle ferrovie; i lavoratori della scuola. Temporalmente vorremmo avere una copertura fino al 2014 in modo tale che nei prossimi anni non ci sia qualcuno senza reddito.

Tra punti programmatici della Carta d’Intenti della coalizione di centrosinistra Pd-Sel-Psi c’è quello di ridare dignità al lavoro e al lavoratore. Questo è proprio uno di quei casi.

La Carta di Bersani, Nencini e Vendola ha fatto un passo avanti importante mettendo tra i suoi punti cardine i temi del lavoro e sociale. E’ un indirizzo che condivido a pieno.

La relazione tecnica che accompagna la legge di stabilità conferma lo stanziamento di 100 milioni di euro per gli esodati. E’ un primo passo avanti che però non risolve il problema della mancata copertura economica?

L’istituzione di un fondo è un passo avanti, ma non deve essere una soluzione assistenziale. Cento milioni sono risorse inadeguate, anche se in quanto fondo andrebbe rifinanziato di anno in anno. Il problema è il cambiamento delle normative per consentire a quelle famiglie di lavoratori rimaste senza reddito di accedere alle vecchie regole pensionistiche.

Ieri il ministro Fornero ha rilanciato la proposta a prima firma del senatore e giuslavorista Pd Pietro Ichino che prevede la possibilità di una riduzione dell’orario di lavoro per coloro che sono a cinque anni dalla pensione e l’assunzione di giovani.

L’avevamo già lanciata al tempo del governo Prodi. È rimasta inerte anche a causa della difficoltà delle imprese di recepire norme del genere. Però il problema è che dovremmo dare risposte oggi a  chi è senza reddito.

La Fornero lo scorso 13 ottobre ha “ammesso” una qualche responsabilità rispetto alla vicenda esodati affermando: “Il governo non era al corrente dei numeri sugli accordi collettivi o individuali che sono obiettivamente molto difficili da monitorare per cui ci siamo trovati davanti a un fenomeno molto ampio e diffuso”.

Noi già dal dicembre scorso la abbiamo messa in guardia ma siamo stati inascoltati. Dicendo attenta che rimangono fuori molti accordi. Il ministro aveva tutti gli elementi per sapere. Capisco che una riforma fatta in 21 giorni può non essere perfetta, ma la si poteva fare in 31 e ascoltando le parti sociali. Noi dobbiamo fare una altro passo avanti nella legge di stabilità altrimenti diventa indigesta.

Lucio Filipponio


Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Occorre riportare il più presto possibile al centro del dibattito il tema del lavoro, con particolare riguardo alla tutela ed alla dignità dei lavoratori. Auguriamoci che Damiano, che da sempre si è battuto a favore dei lavoratori, non sia rottamato e nella prossima legislatura sia ancora lì a darci una mano.

  2. On. Damiano,
    ma se davvero ritenete che la relazione della Ragioneria di Stato non sia veritiera perchè, come dice Lei, all’unanimità la commissione lavoro decide di accantonare l’art. 1 della PDL5103, che invece, a mio parere, è il più importante, ai fini sociali, rispetto alle questioni legate agli esodati ( in sede di accordi comunque questi ultimi hanno percepito laute indennità) pur esse, comunque, degne di attenzione da parte vostra, mentre per gente come me, licenziata per fallimento dell’azienda a quasi 57 anni di età con oltre 35 di contributi e con zero speranze di trovare un altro lavoro (LA CRISI) pur sapendo che questo tipo di pensionamento (interamente con il metodo contributivo) determinerebbe un reddito inferiore di oltre il 30 % rispetto al retributivo ma che comunque mi consentirebbe di sopravvivere.
    Onorevole, non battete in ritirata ma lottate perchè questa legge venga approvata così com’è.
    Tutti i lavoratori (EX) se ne ricorderanno il prossimo Aprile 2013.
    Cordiali saluti.

  3. …Tengo a precisare, per evitare che qualche dirigente disonesto tenti di cavalcare il cavallo contro la mia tesi semplicemente reclamando il merito di tutta la categoria per l’eccellenza di molte aziende italiane che effettivamente lo sono, che quanto affermo accade in quelle dove intermedia una trafila di individui tra la proprietà e i dipendenti di base.. sembrano masserie senza padrone. A differenza di tante piccole aziende dove responsabili e maestranze vengono quotidianamente sottoposti individualmente a continui test di professionalità e capacità produttive in modo diretto dal padrone stesso, e se esse soffrono, malgrado la passione e il costante impegno, è perché devono sostenere tutto il carico dell’imbarazzante “sistema Italia”.
    Presidente Squinzi, La informo che non ho mai avuto riscontro a questa stessa lettera dal suo predecessore Emma Marcegaglia, probabilmente perché ha qualche schettino nell’armadio. Ministro Fornero, Lei piange.. come se fosse pagata per piangere il morto e non per resuscitarlo… Continua: http://www.montemesolaonline.it/Lettera_Aperta_direttori-stupidi.htm

  4. …C’è assolutamente bisogno di derattizzare gli ambienti di lavoro e di investire nei cervelli d’opera e nella mano d’opera e non negli abiti del monaco come si è sempre fatto e si continua ancora a fare. Se “fannulloni e ladri fanno storia” le ultime parole famose di Marcegaglia, è perché sono remissivi i capi stupidi altrimenti non starebbero oltre il terzo giorno sui luoghi di lavoro. Se, come dice ancora Marcegaglia, è colpa dei giudici che reintegrano fannulloni e ladri, si potrebbe indurli alle proprie responsabilità, Berlusconi contro di loro ha già infranto un tabù, e non solo i giudici ma anche i medici dalla certificazione facile.
    Sempre più spesso sentiamo parlare di meritocrazia, anche se è più un ritornello che un reale progetto, ma condivido solo in parte poiché un concetto veramente doc dovrebbe includere la stupidocrazia, premiare il merito si.. ma anche penalizzare gli imbecilli… Continua: http://www.montemesolaonline.it/Lettera_Aperta_direttori-stupidi.htm

  5. a Elsa Fornero ministro del lavoro e Giorgio Squinzi presidente di confindustria
    oggetto: Agenzia delle Entrate annuncia Agevolazioni fiscali per il rimpatrio dei “cervelli”
    Alla Vostra cortese attenzione,
    non ci sono posti vacanti per il rientro in patria dei cervelli perché non c’è nessuna disposizione per l’esilio degl’imbecilli.
    Un dibattito sulla stupidità, forse è meglio per ovvie ragioni di etichetta definirla improduttività dei dirigenti, non è mai stato affrontato politicamente e considerato il particolare momento di crisi economica, le polemiche sulla flessibilità, produttività e il confronto concorrenziale dei costi nella globalizzazione sfavorevole per l’Italia, poiché direttori e quadri portano troppo in alto l’indice del costo del lavoro.. (gli imprenditori anziché chiedersi quanto costa un operaio utile, dovrebbero chiedersi quanto costa un dirigente inutile).. penso pertanto che non sia affatto un tabù discuterne nelle sedi opportune affinché si avvii al più presto un disciplinamento in merito.
    Molto spesso nelle aziende, ma anche nella pubblica amministrazione e nel mondo politico, i capi non sono affatto operativi, sono sterili di idee e si limitano esclusivamente al comodo ruolo di rappresentanza interna tra i vari livelli delle maestranze e più delle volte rappresentano se stessi facendo uso del linguaggio del corpo… Continua: http://www.montemesolaonline.it/Lettera_Aperta_direttori-stupidi.htm

  6. On. Damiano mi dispiace, ma dovevate pensarci prima di votare la riforma Fornero che ha’ gettato nella disperazione migliia di persone (esodati) e allungato ulteriormente l’accesso alla pensione.Ora cercate in tutti i modi di correggere gli errori fatti sapendo benissimo che la 5103 e” un contentino inaccettabile.O forse pensate che 40 ANNI di lavoro non siano sufficenti per la meritata pensione(voi ne avete diritto dopo 5).Vi ho’ sempre sostenuto(e votato) ora non vi riconosco piu’ mi sento avvilito e deluso dal vostro comportamento specialmente su decisioni che ERANO i capisaldi di equita’ e giustizia sociale da voi continuamente sventolato.A quanto pare solo a parole,o forse non vi siete resi conto che votando la riforma delle pensioni e del lavoro non facevate proprio una bella figura.Ve ne accorgerete a vostre spese alle prossime elezioni.AUGURI.

  7. On.Damiano,
    Senza volere entrare nel merito della riforma Fornero che in realta’ non è una riforma bensi un mero taglio x fare cassa , in quanto per esempio non ha accennato minimamente a differenziati i LAVORI assimilando il carpentiere al professore o l’autista di autobus/autotreni (ai quali dopo 60 anni non viene rinnovata la patente) con il farmacista età. Etc.
    La cosa a questo punto importante e’ sapere con chiarezza cosa fate e come intendete andare avanti su questo tema di vitale importanza x migliaia di lavoratori e se per le prossime elezioni la situazione e’ rimasta così come e’ oggi , nel vostro programma elettorale /di governo dovrà essere indicato MOLTO CHIARAMENTE perché non vorremmo che questo aggiustamento proposto oggi sia solo strumentale……

  8. Coloro che sono stati collocati in mobilità e/o licenziati e non si sono più ricollocati al lavoro, dovrebbero conservare i parametri pensionistici in vigore al momento dell’avvenuto licenziamento o fine della mobilità (riportati in tabella). L’applicazione di nuovi parametri e nuove regole dovrebbero riguardare solo COLORO la cui attività lavorativa è regolarmente proseguita. E’ INCONCEPIBILE allungare l’età pensionabile a chi non ha più lavoro.

    Inoltre licenziati e Mobilitati che hanno raggiunto il requisito dell’età anagrafica occorrente al pensionamento ma non quella contributiva, dovrebbero avere la possibilità di effettuare versamenti volontari, (ad importi agevolati), per raggiungere la quota degli anni di contribuzione necessari per accedere alla pensione, a condizione che ne abbiano maturato il diritto, avendo raggiunto il tetto dei 20 anni di contributi. Oltre i 57 anni di età anagrafica ( …spesso in tale età si diventa nonni..) è inimmaginabile pensare ad un eventuale ricollocamento al lavoro, così come è inimmaginabile dover raggiungere i requisiti di anzianità che diventano 66, poi 67, poi 68…
    Di contro poi c’è chi matura il diritto a 27 anni di età, ed altri che percepiscono pensioni che superano i 90.000 Euro AL MESE. (Sembra che le superpensioni siano in Italia circa 100.000…).
    Poi ci vengono a dire che non c’è la copertura economica per le categorie di cui sopra…

    PARAMETRI IN VIGORE DAL 2000 al 2008
    ANNO ———–ETA’ +ANZ. CONTRIB.——-SOLO ANZ CONTRIB.

    2000—————55+35————–37
    2001————-56+35—————-37
    2002————–57+35—————37
    2003————–57+35—————37
    2004—————57+35—————38
    2005————–57+35—————38
    2006—————57+35—————39
    2007—————57+35————–39
    2008————-57+35—————40

  9. La pagherete cara alle prossime elezioni .Ho votato sempre per il pd perche’ credevo nell’equita’ ma dopo che vi siete venduti al governo tecnico spero di mandarvi tutti a casa come hanno fatto con me che a 60 anni non ho piu’ lavoro ne pensione grazie alla grande idea della Fornero che ha messo in poverta’ migliaia di persone come me.

  10. On. Damiano,
    Penso che dopo 40anni di contributi un lavoratore debba andare in pensione.Se la Ragioneria di Stato non trova fondi,si facciano provvedimenti per stanare i 120miliardi annui di evasione fiscale più i capitali imboscati all’estero.L’ho sempre votata spero che anche stavolta si impegnerà per modificare la legge imbroglio fornero!!

  11. Ed eccoci qui a meno di un mese dalle elezioni. Pian piano sta scomparendo dalle agende dei partiti il problema della riforma pensionistica della FORNERO. Non ho più sentito sbraitare i leghisti, non ho visto nell’agenda PD alcuna proposta sulla materia, che invece alla fine dell’anno 2012 era sempre sulla bocca di Bersani. Non ci resta che votare Ingroia o Grillo, che se si aggregassero insieme a Sel avrebbero il 30% dei voti.
    Pd e Lega battete un colpo su questa materia!

  12. provo sempre più schifo e disgusto per tutti i politici e per le loro proposte indecenti,prima hanno preso per il c… le donne con il contributivo adesso cesar vuole fregare anche i maschietti? ma che vadano a fare ……

  13. purtroppo in un secondo la fornero ci ha uccisi,senza possibilita ‘di resuscitare,le pensioni che erano un diritto di chi ha lavorato onestamente e pagato i contributi,si vede detto,,,, perche’ dobbiamo mandare in pensione i lavoratori,,, perche si deve fare tutta la vita lo stesso lavoro,come se fosse facile trovarne uno .forza grillo siamo con te ,l’unico che fara’ tremare tutti i signori politici incollati alle loro plotrone.

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