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Opinioni e commenti
 

Ddl stabilità, Bersani contro Grilli: «Non ci risulta che il 99% dei contribuenti ci guadagni»
Pubblicato il 23-10-2012


A pochi giorni dall’approvazione del ddl stabilità, il segretario dei democratici Pier Luigi Bersani non ci sta e lo dice chiaro e tondo. Non ci sta ad “abbozzare” su una legge non condivisa e soprattutto a sorbirsi dal governo una “propaganda” che dipinge il provvedimento per quello che non è. “Non posso essere d’accordo, siamo interessati al confronto delle analisi perché a noi non risulta che il 99% dei contribuenti ci guadagni”, replica il segretario del Pd dopo che il ministro Vittorio Grilli ha esaltato gli effetti del ddl. Ma Bersani è in buona compagnia.

I DETRATTORI DEL DDL STABILITA’ – Tra i detrattori della legge il responsabile Economia del partito Stefano Fassina. La legge di stabilità, ha puntualizzato, “ha effetti regressivi” e il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, dovrebbe “evitare interventi propagandistici. L’effetto complessivo negativo – aggiunge Fassina – si articola in modo regressivo su 10 milioni di persone con reddito inferiore al minimo imponibile Irpef e su milioni di famiglie a reddito medio. Sarebbe auspicabile da parte del ministro evitare interventi propagandistici”. Buon sangue non scorre, almeno in queste ore, tra il Pd e il governo su alcuni punti critici dell ddl stabilità. A confermarlo l’incontro fissato per domani tra il presidente del consiglio Mario Monti e Bersani dopo il faccia a faccia avuto già ieri dal premier con il vicesegretario democratico Enrico Letta.

NON PIACE ALLA POLITICA, MA NEANCHE AI TECNICI – Non piace alla politica ma anche ai tecnici il ddl stabilità. Il primo affondo è arrivato dall’Istat. Secondo l’istituto di ricerca, l’economia italiana mostra i primi segnali di ripresa, i quali però potrebbero essere minati dalla manovra finanziaria varata dal governo. Critiche pesanti anche da Luigi Giampaolino della Corte dei Conti, che ipotizza un possibile rincaro dell’Imu e, soprattutto da Bankitalia secondo cui – addirittura – “sarebbe prudente prevedere contenute misure correttive in primavera”. A dare il via al dibattito a distanza durante le audizioni in Parlamento sulla Legge di Stabilità è stato proprio il presidente dell’Istat Federico Giovannini dando credito al governo e sottolineando come “dalla congiuntura emergevano alcuni primi, seppur timidi, segnali positivi che sono emersi anche nelle ultime settimane”.

Lucio Filipponio

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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