mercoledì, 15 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Di Pietro nel mirino di “Report”. In trasmissione si parla di unità immobiliari. Lui replica sul web: «Non sapevo di avere tutte queste proprietà»
Pubblicato il 30-10-2012


Questa volta a fare le domande non è stato lui. Ma qualcun altro. E lui senz’altro non è abituato a dover rispondere. Se lo fa, la difficoltà è evidente: gli occhi sbattono rapidamente e la voce è impastata. Ogni tanto inciampa in qualche “non ricordo”, espressione che non perdonava quando a porre le domande era lui. Questo l’inedito Antonio Di Pietro, intervistato da una giornalista della tramissione “Report”, nel corso della puntata del 28 ottobre dall’inequivocabile titolo “Gli insaziabili”. Il leader dell’Idv ha prontamente reagito alle contestazioni pesanti sulla gestione del patrimonio della sua famiglia, evidenziate dall’inchiesta. «Carte alla mano dimostriamo la nostra correttezza e trasparenza» ha promesso, annunciando anche la pubblicazione di «tutte le sentenze di condanna dei miei diffamatori e il relativo risarcimento in denaro a mio favore, disposto dai competenti Tribunali per ogni diffamazione subita. E ciò anche a dimostrazione della legittima provenienza del denaro di cui ho potuto disporre in questi anni» si legge nel suo blog.

LA DONAZIONE DELLA CONTESSA A DI PIETRO E PRODI – Nella puntata su Di Pietro e il suo partito, la storia parte da una donazione milionaria fatta dalla contessa Maria Virginia Borletti nel 1995, figlia del produttore milanese di macchine da cucire. La donna destinò parte della sua eredità a Di Pietro e Romano Prodi, poiché vedeva in loro l’espressione della nuova politica, proprio nel periodo in cui i due avevano un progetto politico comune che porterà poi Prodi a Palazzo Chigi e l’ex pm di Milano alla guida del ministero dei Lavori pubblici. La cifra della donazione era di circa 954 milioni di lire «una delle più ingenti donazioni a uomini politici della storia repubblica». Il leader Idv però non ricorda la cifra esatta, «250 milioni forse al massimo 500» e giura di averli utilizzati «per fare politica». Ma in una memoria consegnata al magistrato di Roma, è stato lo stesso Di Pietro a dichiarare che nel 2010 ha impiegato quella somma per l’acquisto di immobili».

GLI INTERROGATIVI SULLA “QUESTIONE MORALE” – Tra i vari interrogativi sollevati da “Report” sulla tanto decantata “questione morale” dell’Idv, vi sono anche la candidatura alle elezioni regionali del Molise del figlio Cristiano, la segnalazione di parenti collocati nei posti di maggiore responsabilità, fino ad arrivare alla vicenda delicata dei 56 immobili riconducibili all’ex pm. Dopo l’ex ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola ora tocca al leader molisano ritrovarsi in possesso di così tante abitazioni, a quanto pare anche nel suo caso a sua “insaputa”.

DI PIETRO REPLICA ALLE ACCUSE – Sul consistente numero di immobili scrive sul suo blog: «Fino a ieri sera non sapevo di essere, addirittura, proprietario di una cinquantina di case. Anche se, continuando con queste ripetute diffamazioni, prima o poi, a quel numero potrei anche arrivarci, grazie ai risarcimenti di coloro che mi hanno diffamato e continuano a diffamarmi tutti i giorni». «Stiamo parlando, infatti, di diversi milioni di euro – precisa Di Pietro parlando dei risarcimenti – alcuni peraltro già da me incassati, a cominciare da quell’importo di 400.000 milioni di lire (a cui ne seguirono molti altri di diversi soggetti) che, sin dal lontano 1997, mi consegnò la Società Europea di Edizioni di Paolo Berlusconi, come da copia dell’atto di transazione».

LE REAZIONI SUL WEB, UNA BRUTTA FIGURA – La débâcle nelle elezioni in Sicilia non si era ancora palesata, eppure numerosi militanti si sono scatenati nei commenti di protesta sul web sulla vicenda emersa dalla puntata di “Report”. “Non provo neppure più rabbia, ma solo tanta tristezza…” o “Di Pietro sembrava un cane ‘mazziato’, impacciato e nervoso come chi non sa cosa rispondere quando viene messo all’angolo davanti a prove certe”. E ancora: “Tonino, che delusione!”.

Silvia Sequi

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Commenti all'articolo
  1. Di Pietro imbarazzato? Due volte: la prima durante l’interrogatorio di Craxi; la seconda nel corso dell’intervista a Report. In tutti gli altri casi, anche davanti all’evidenza dei fatti che ne denunciavano il comportamento sospetto, la medesima sfrontata, contraddittoria, rozza sicumera dello zio di Avetrana.

  2. La cosa, francamente, non stupisce. Solo che poi, in Italia, si vota con la pancia e non con la testa: diciotto anni fa con Berlusconi e Bossi (lo ammetto, purtroppo, l’ ho fatto anch’ io), poi molti si sono buttati su Di Pietro ed oggi tanti ci ricascano con Grillo… ancora una volta siamo lontani dall’ Europa.

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