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Dimissioni Polverini. Il ministro Cancellieri: «Si rispettino i 90 giorni»
Pubblicato il 01-10-2012


Dopo le dimissioni dell’ex presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, travolta dallo scandalo sull’utilizzo dei fondi pubblici ribattezzato “Laziogate”, sembra ancora incerta la data del prossimo pronunciamento elettorale. Sulla questione è intervenuta, da Piacenza dove era ospite al festival del Diritto, il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. «Abbiamo fatto approfondimenti tecnici – ha detto la Cancellieri – l’indicazione è quella di rispettare il termine dei 90 giorni. Ci sono conflitti tra le norme nazionali e lo statuto della Regione, c’è il precedente delle scorse elezioni. Tuttavia il parere dell’avvocatura dello Stato ci fa intendere che tutto deve avvenire entro il terzo mese». Il ministro ha ribadito che si tratta di una scelta che spetta alla Regione Lazio e non al ministero.

IL DIFFICILE INCASTRO – L’intervento del ministro nasce da alcune esternazioni della Polverini che avevano lasciato trapelare che la sua intenzione fosse quella di indire le nuove elezioni per il periodo primaverile piuttosto che a dicembre. Il decreto in materia, del resto, stando all’interpretazione corrente della norma, può proiettare in avanti la data delle urne a discrezione del governatore uscente, ovviamente, fatti salvi opportunità e prassi. Diversa l’interpretazione del ministro che ha ribadito che anche la data delle elezioni dovrebbe ricadere nei 90 giorni così come avviene per i Comuni anche perché, a differenza di questi, le Regioni non possono essere commissariate. I tre mesi scadono il 28 dicembre. Ma dato che Polverini deve far passare per forza almeno 45 giorni tra il decreto e la data del voto, ecco che la governatrice dimissionaria ha poco tempo a disposizione per stabilire il giorno elezioni. Il problema risiede anche nella sovrapposizione con le numerose festività del periodo di fine anno.

LA CANCELLIERI, RICUCIRE LO STRAPPO – L’esigenza di votare entro dicembre, secondo il ministro dell’Interno, non è però soltanto un modo per osservare le norme. Si tratta anche di rispondere «ad un’esigenza di tipo operativo, prima si va alle elezioni e meglio è, anche perché per le regioni non è previsto il commissariamento». Votare in dicembre, inoltre, è importante per cercare di scongiurare un pericolo come quello di dare alla disaffezione fra gli italiani e la loro classe politica una nuova arma per autoalimentarsi. Ciò che sta emergendo dalle inchieste in alcune Regioni allarma la Cancellieri: «Bisogna mettere strumenti di controllo e verifica più stringenti ed efficaci – ha detto il ministro – poi farsi tutti carico di una grande attenzione su quello che accade, ma non bisogna generalizzare. Sono avvenute cose gravi ma c’è anche la gran parte della società civile che è corretta. Sono perfettamente d’accordo con quello che ha detto Napolitano». L’attacco frontale alle Regioni rischia di travolgere anche le cose buone che negli enti locali esistono e, soprattutto «accentuare ancora di più il distacco tra i cittadini e la classe politica, il nostro impegno è invece quello di recuperare questo rapporto che è fondamentale».

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

Roberto Capocelli

@robbocap

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