martedì, 21 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Discorso con il giovane Mini K
Pubblicato il 01-10-2012


Mini K è giovane e talentuoso. Belloccio anche se in prossimità dei quaranta, Mini è un pò l’emblema di una generazione di giovani artisti che, nonostante siano eccellenti musicisti, trovano difficoltà a sfondare nella discografia dei grandi numeri. Timido all’apparenza, riesco ad avvicinarlo al bancone di un bar centrale di Roma mentre sorseggia da solo un ghiacciato Jagermeister. “Mini K, sei solo perchè stai componendo?”. “In un certo senso sì”, annuisce volgendomi lo sguardo. “Perché è anche quando sono solo che riesco ad osservare quello che mi circonda e quindi traggo le mie conclusioni e poi scrivo una canzone”.

Ammaliato da tali profonde osservazioni, ordino anche io una birra ghiacciata e provo a convincerlo ad instaurare una conversazione per conoscere al meglio quest’anima così sensibile e ribelle. Nella sua apparente calma, scorgo l’angoscia nei suoi occhi e provo a dissuaderlo a raccontarmi cosa lo turba. “Esistono quattro elementi, acqua, terra, aria e fuoco”, incalza subito lui, “come Talete ci ricorda, e noi siamo l’unione di questi quattro in preda al destino misto al nostro presente”. La birra prende subito un gusto diverso, e mi rendo conto di trovarmi di fronte non ad un semplice musicista, ma ad un anima profonda ed irrequieta che molto ha da insegnarmi.

Mini K per precisare calca i palchi della movida romana da oltre dieci anni con svariate apparizioni anche televisive e oltre Po. All’attivo con la sua band, i Mini K Bros., vanta due album in studio e svariati riconoscimenti grazie alla sua musica e alla sua fenomenale band, impreziosita da talentuosi musicisti quali Mastro, Aliosha, Frenetik Beat e il sempreverde Vieri Baiocchi alla batteria. “La bravura dei Mini K è assodata oramai da anni, lo dimostrano le ottime vendite, i numerosi concerti e l’affetto dei fan. Quindi caro Mini cos’è esattamente che ti turba? Cosa poter fare per rendere giustizia ai numerosi musicisti validi che non riescono a trovare il vero successo su scala nazionale?”.

Attendo trepidante forse lunghi centoventi secondi per ricevere risposta, i suoi occhi affondano nell’ormai semi vuoto bicchiere di Jagermeister, come a guardare l’infinito, o gli occhi gentili di una madre col proprio bambino. “Inizierei con l’organizzare un concerto di beneficenza per tutti questi artsti, noi inclusi. Se fai un censimento di tutte le band italiane non basterebbero molti elenchi telefonici. Oggi emergere e farsi notare è sempre più complicato e l’idea di passare per la televisione fa paura perché rischia di bruciarti rapidamente (penso si riferisca ai reality show). Quindi preferisco fare poco ma bene, stando nella mia nicchia”.

“Cosa consiglieresti dunque ai giovanissimi che decidono di intraprendere questa carriera?”: “Il buon Talete da vita migliore ama sempre ricordarci ‘L’acqua è l’ Arche’, l’elemento primordiale, origine di tutte le cose’, così il musicista deve essere egocentrico e pensare solo a quello, se davvero è il suo obiettivo”. E’ difficile trovare spazio in questo nuovo mondo, sovrapopolato da arrivisti e gente senza scrupoli. Un mondo dove la purezza è d’intralcio, e i veri illuminati devono condividere il loro dono solo con se stessi. Mini K non leva lo sguardo dal suo bicchiere ormai vuoto. Restiamo per un pò in silenzio, poi indietreggio, e con riverenza mi mescolo con la folla per poi scomparire per le vie di una Roma troppo affollata. Senza dire una parola, senza aggiungere altro, solo con il dono di aver trascorso alcuni minuti con un grande artista e visionario del nostro tempo.

Paco Cianci

Scrittore - InterRail: italiani prove di fuga!

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Commenti all'articolo
  1. Articolo bellissimo e che fa molto riflettere sulla società odierna, che come visto non è sempre aperta a tutti e a tutto.
    Purtroppo molta gente si accontenta del mediocre e chi ha uno spessore, una testa con cui pensare, oltre ad avere solo una bella voce non viene compreso.
    In ogni caso io tifo per i Mini K Bros e i tanti altri talenti che girano in tutti i palchi e palchetti d’Italia.

    • Ma si. Le classifiche di musica oggi sono popolate da androidi figli della tv. Le grandi majors acquistano loro stesse migliaia di copie per far entrare in classifica i loro pupilli. Le classifiche non corrispondono e rispecchiano assolutamente quello che in realta’ e’ il gradimento del pubblico. E come in molte altre cose in Italia, se non conosci o non sei raccomandato non vai da nessuna parte. Grande Petro

  2. Non esiste successo senza un po’ di merito e non esiste merito senza un po’ di sacrificio.
    Il successo,la fama,sono cose che ti attribuisce il pubblico.
    Non esiste ricompensa più grande di sentire canticchiare da uno sconosciuto un tuo pezzo in qualche baretto sperduto della penisola…. e perchè no,anche dell’Europa.
    Il vero successo è arrivare al cuore delle persone e restare li più a lungo possibile.
    Bella Mini!

  3. poi le tv e i reality hanno creato dei mostri …. fenomeni da baraccone pronti a tutto pur di apparire anche solo 30 secondi ….
    d’altronde l idea di un lavoro normale fa schifo ai più e l idea di vincere al superenalotto attraverso la musica fa si che anche chi non ha mai fatto la gavetta poi si presenta ai provini di x factor ad esempio …

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