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Energia, il governo investe 180 miliardi fino al 2020 tra green e tradizionali
Pubblicato il 19-10-2012


Ad oltre venti anni dall’ultimo piano energetico nazionale, è stato presentato dal ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera un nuovo documento che delinea la strategia energetica dell’Italia di qui al 2020. Il settore energetico ha un ruolo fondamentale nell’economia dell’Italia, visto che il Belpaese è una realtà manifatturiera di trasformazione e l’energia è uno dei principali fattori produttivi. Un costo dell’energia più alto rispetto alla concorrenza europea rende le nostre imprese, a parità di altri fattori, meno competitive.

GLI INVESTIMENTI? 180 MILIARDI – Il settore energetico è anche fondamentale per l’economia del nostro Paese per gli ingenti investimenti previsti che possono rappresentare una grande opportunità per la filiera industriale italiana dell’energia: a livello mondiale si stimano investimenti, sia nella green economy che nei comparti tradizionali, per oltre 38 mila miliardi, mentre in Italia di qui al 2020 dovrebbero essere investiti oltre 180 miliardi di euro.

I QUATTRO PRINCIPALI OBIETTIVI – I principali obiettivi che la nuova strategia energetica nazionale si pone sono quattro: primo, ridurre il costo dell’energia per imprese e famiglie, che attualmente pagano una bolletta energetica fino al 25 percento più salata rispetto agli altri utenti europei. Secondo, centrare i target ambientali del pacchetto climatico europeo, il cosiddetto “20-20-20”, che prevedono entro il 2020 la riduzione delle emissioni di gas serra, una maggiore efficienza energetica ed un maggior ricorso alle fonti rinnovabili. Terzo obiettivo della nuova strategia italiana è quello di migliorare la sicurezza di approvvigionamento degli idrocarburi, ed in particolare del gas naturale che importiamo in larga misura da Algeria, Libia e Russia, riducendo al contempo il costo di approvvigionamento dell’energia, che ogni anno incide sulle nostre tasche per oltre 60 miliardi di Euro. Quarto obiettivo, favorire lo sviluppo della filiera industriale italiana impegnata nel settore energetico.

STRATEGIE E RISULTATI ATTESI – Per raggiungere questi quattro obiettivi il Governo suggerisce alcune linee di azione prioritarie, quali la promozione dell’efficienza energetica, ad esempio nell’edilizia, la creazione nel nostro Paese di un hub del gas, lo sviluppo delle energie rinnovabili, la crescita della quota di produzione nazionale di idrocarburi, la ristrutturazione dei sistemi di raffinazione e della rete di distribuzione dei carburanti. Notevoli poi i risultati che il Governo si attende dalla definizione ed implementazione di questa strategia. Le rinnovabili dovrebbero divenire la prima fonte di produzione elettrica, al pari o superando di poco il gas naturale, e rappresentare così circa il 38 percento dei consumi, rispetto al 23 percento del 2010. Grazie all’aumento della produzione da energie rinnovabili, alla maggiore efficienza energetica ed all’aumento di produzione di idrocarburi sul territorio italiano, l’Italia ridurrebbe la dipendenza energetica dall’estero dall’84 al 67 percento, con un risparmio sulla fattura energetica estera di circa 14 miliardi di Euro l’anno. Infine, riducendo nel complesso la produzione da fonti fossili, dovremmo essere in grado di ridurre le emissioni di gas serra di circa il 19 percento rispetto al 2005, superando così l’obiettivo del 18 percento che ci è stato assegnato dall’Europa. Il documento in cui è delineata la strategia energetica nazionale è ora oggetto di una consultazione pubblica con i principali attori del mercato, e l’obiettivo è quello di arrivare, nell’arco di un paio di mesi, all’approvazione di scelte di fondo, obiettivi ed azioni il più possibile condivisi.

L’ITALIA DEL NINMBY – Ma oltre ad arricchire una strategia, che ha il pregio di mettere nero su bianco obiettivi, mezzi ed aspettative, fondamentale sarà l’implementazione della stessa. E l’implementazione sarà condizionata dagli investimenti che i privati saranno in grado di mettere in campo, investimenti per i quali risulta fondamentale costruire una cornice di certezza e rispetto delle regole e dei tempi. La bontà della strategia non potrà che essere dunque giudicata dalla sua effettiva attuazione, dall’effettivo passaggio dalla teoria alla pratica. Ma per questo dovremo aspettare il 2020.

Alfonso Siano

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