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Opinioni e commenti
 

Esodati salvi: contributo di “solidarietà” dai redditi superiori ai 150mila euro
Pubblicato il 25-10-2012


Sembrerebbe che un piccolo spiraglio si apra anche per gli esodati. E invece no. La commissione lavoro della Camera ha approvato ieri all’unanimità, fatta eccezione per il deputato del Pdl Giuliano Cazzola che non ha partecipato, un emendamento alla Legge di Stabilità che amplia le garanzie per quelle centinaia di migliaia di cittadini che hanno lasciato il lavoro immaginando di potere andare in pensione con le «vecchie» regole e che ora, entrate in vigore le nuove norme, si ritrovano in una situazione di «limbo», senza occupazione e senza pensione. Sulla proposta il governo è andato ko, dicendosi contrario per assenza anche questa volta di copertura finanziaria.

SOLIDARIETA’ A CHI? – Dopo la commissione Lavoro, la proposta dovrà essere esaminata dalla commissione Bilancio di Montecitorio. A far ben sperare, ad una prima analisi, sembrerebbe anche la scelta di prevedere tra le coperture dell’ampliamento della platea degli esodati “salvaguardati” anche un contributo di “solidarietà” del 3% per la parte di reddito che supera i 150mila euro. Non una patrimoniale, quanto un primo ed episodico passo avanti verso l’equità. Insomma, qualcuno dirà, finalmente a pagare saranno i ricchi.

AUMENTERANNO LE ACCISE – E invece no. Le misure riguardano gli anni 2013 e 2014 e secondo delle stime informali avrebbero bisogno di circa 3 miliardi di coperture. Dove si andranno a recuperare le risorse mancanti? Presto detto: dalle tasche degli italiani, esodati e non, ricchi e poveri. I deputati hanno previsto infatti anche una clausola di salvaguardia. Vale a dire l’aumento delle accise sulle sigarette già potenzialmente previsto dal Salva-Italia, qualora le risorse previste risultassero insufficienti. Ecco che il governo, se dovesse essere approvata la norma così com’è, preleverebbe contemporaneamente risorse sia ai redditi più elevati sia alla classe media e ai più bisognosi. Tutti, nessuno escluso. Una equità millantata, mascherata, inadatta ad affrontare la recessione che non smette di erodere il potere d’acquisto di pensionati, precari e indigenti.

MOFFA, IL GOVERNO CI RIPENSI E NON INASPRISCA RAPPORTO CON IL PARLAMENTO – Moffa ha spiegato che: «Il lavoro svolto dalla Commissione è stato estremamente responsabile nell’individuare in maniera unitaria soluzioni praticabili, augurandosi che «da parte del Governo, che pure in Commissione ha espresso parere contrario per motivi di copertura, ci possa essere un ripensamento onde evitare un inasprimento del confronto con il Parlamento». A conferma della sua esortazione il presidente della Commissione ha anche voluto sottolineare che «il Governo si è sempre detto, soprattutto per intervento diretto del presidente del Consiglio, assolutamente impegnato a trovare soluzione al problema esodati».

DAMIANO (PD), SPERO CHE MODIFICA VADA A BUON FINE – «Confido che questo emendamento vada a buon fine». Così il deputato del Pd Cesare Damiano commenta il via libera bipartisan alla proposta di modifica approvata in commissione Lavoro alla Camera che amplia le garanzie per gli esodati. Grazie alle nuove norme, dice Damiano, «vengono salvaguardati tutti i lavoratori licenziati nel 2011 e quindi spero che questo tema sia inserito tra le priorità della discussione sulla Legge di Stabilità».

Lucio Filipponio

 

Lucio Filipponio

@LucioFilipponio

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Commenti all'articolo
  1. Buon Giorno a Tutte/ti
    I romani , in presenza momenti gravi nominavano un dittatore ma, per 6 mesi.
    Volendo essere buoni, diciamo che i 6 mesi e l’utilita di Monti sono finiti ma, dovendo restare in carica fino alle elezioni,è pregato di fare meno danni possibili..
    La storia degli esodati ,in tempi seri , un governo sarebbe stato cacciato con ignominia ma, l’Italia ormai è abituata a tutto, però bisogna assolutamente porvi rimedio.
    Ma il rimedio non può essere ancora una volta l’Irpef, anche se fatta gravare su alti imponibili.
    Chi paga l’Irpef è già abbondantemente gravato di imposte , la dichierazione dei redditi l’ha compiulata, cosa si vuole ancora ?.
    Abbiamo un senatore , presentiamo un emendamento che introduca finalmente LA PATRIMONIALE , vi sono redditi che pagano aliquote fisse alla fonte , non subiscono altra imposizione in dichierazione, vedi gli interessi su depositi e titoli di stato, oltre che alla elusione fiscle. in genere
    E’ venuto il momento di assogettare ad imposta i patrimoni, per trovare risorse senza ridurre le detrazioni , togliere la vergona degli esodati. e forse avviare una parvenza di politica per l’occupazione
    ma farlo con decisione , la storia della l’assogettare ad ulteriore imposizione fiscale dei capitali rientrati, dall’estero penso non abbia dato neanche una lira, non si possono assogettare ad imposta cespiti già gravati di imposta in virtu di condono.
    Forza e coraggio , una presenza socialista in parlamento si impone , PER AMORE DELL’ITALIA.
    Fraterni saluti
    Compagno Maurizio Molinari Fed. di Torino

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