domenica, 20 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Fino Mornasco, specchio di quella Lombardia in odore di mafia
Pubblicato il 16-10-2012


L’arresto dell’assessore alla Casa della Regione Lombardia Domenico Zambetti per la compravendita di voti elettorali nel 2010 è solo la punta dell’iceberg dell’infiltrazione mafiosa o, per meglio dire, ndranghetista nel nord Italia. Di estrema gravità sono le vicende che negli ultimi mesi si stanno verificando a Fino Mornasco, un paesino del comasco al di sotto dei 10mila abitanti. Nei primi anni Novanta nel paese, tra i centri maggiormente indagati durante l’operazione “Fiori di San Vito”, vennero arrestati importanti esponenti della ndrangheta “industriale” (e non solo) lariana.

QUELL’ESPLOSIVO CHE INDIGNA – Sembra però che la determinazione della giunta comunale, facente capo alla lista Progetto per Fino e al sindaco Giuseppe Napoli, nel combattere la criminalità organizzata sul territorio abbia scaturito un sentimento di rivalsa da parte dei boss locali. Il 18 maggio scorso i carabinieri di Fino scoprono in Piazza  Fabrizio De Andrè, nel giorno di mercato, un ordigno esplosivo, di fattura artigianale sotto una foto dell’attuale primo cittadino. La forte indignazione, il sostegno del Prefetto e di altre personalità della zona inducono la giunta ad approvare, dopo un controverso Consiglio comunale, l’intervento dell’organizzazione “Progetto San Francesco contro le mafie”. Decisione a quanto pare poco gradita dal raket paesano che da allora si palesa ai cittadini con inaudite soprusi e violenze.

DI PIZZO SI VIVE E SI MUORE – Di questi giorni sono le notizie di due auto di consiglierei date alle fiamme, minacce e intimidazioni, gomme tagliate oltre alla più prospera e longeva attività di “pizzo” che da ormai troppo tempo si abbatte sulle attività commerciali locali provocando la morte di un altissimo numero di esercizi. Due negozi hanno cessato la loro attività nelle ultime settimane e altri cinque sono i negozi che hanno annunciato di chiudere i battenti entro la fine dell’anno. Chi si rifiuta di pagare il suo tributo alla mafia ne paga il prezzo: vetrine crivellate nella notte sembrano ormai essere una quotidianità. Raccapricciante risulta soprattutto l’atteggiamento di alcuni esponenti dell’opposizione che accusano Napoli di gettare fango sul buon nome del paese e di dare troppo peso a queste “manifestazioni di disappunto”. A queste accuse il sindaco risponde con fermezza invocando il dovere di ogni cittadino di combattere tutto ciò che si dissocia da ciò che è la civiltà, da ciò che è la democrazia.

L’IMPEGNO SOCIALISTA CONTRO LE MAFIE – Tra la paura e l’indifferenza nascono però anche importanti moti di solidarietà espressa in particolar modo dai giovani. Nelle prossime settimane il Comune si farà promotore di importanti iniziative antimafia, alcune delle quali supportate anche dal partito socialista regionale e dalla componente giovanile della FGS comasca, nella speranza che si riesca ad arginare almeno in parte un fenomeno che sta sconvolgendo non solo il paese in questione ma l’intera regione Lombardia.

Rossella Pera

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Commenti all'articolo
  1. Buona ogni iniziativa contro la criminalità organizzata. Sensibilizzare i giovani al rifiuto e al disprezzo assoluto della mafia e di tutte le associazioni malavitose, deve essere un impegno forte del PSI.

  2. Il Gruppo Progetto per Fino sostiene l’Amministrazione Comunale nel suo percorso improntato alla legalità ed alla trasparenza. Siamo disponibili
    alla collaborazione con ogni iniziativa di educazione alla legalità e contrasto alle mafie che possa essere organizzata nel nostro Comune.

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