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Opinioni e commenti
 

Formigoni vuole elezioni entro 90 giorni. Labellarte (Psi): «Le istituzioni hanno bisogno di essere governate»
Pubblicato il 15-10-2012


Lo aveva già annunciato, lo ha ribadito poco fa: «Se la Lega conferma la sua posizione, non intendo andare avanti. Al voto nei tempi più rapidi possibili». Così si è espresso Roberto Formigoni in conferenza stampa a Milano. Dopo l’azzeramento della Giunta regionale, decisa dopo l’arresto dell’assessore Domenico Zambetti, incastrato da intercettazioni su presunti voti di scambio pagati alla ‘ndrangheta, il governatore della Lombardia conferma la sua intenzione di accelerare i tempi per andare al voto, «tra 45-90 giorni» ha promesso. La Lega, dopo l’incontro di giovedì scorso, con il segretario Pdl Angelino Alfano e Formigoni stesso aveva reso noto di non voler arrivare a fine mandato, ma tornare alle urne la prossima primavera. Sulla tensione tra Pdl e Lega in Lombardia e sui possibili scenari, Avanti! ha fatto il punto con Gerardo Labellarte, responsabile nazionale Enti Locali del Psi.

Cosa pensa della decisione di azzerare la Giunta regionale da parte di Formigoni?

È stato un gesto tardivo. Ormai da parecchio tempo la Giunta regionale e la maggioranza che la sostiene avevano dimostrato pesanti difficoltà. L’atto di azzerare la Giunta arriva alla fine di un lungo processo di deterioramento dei rapporti politici in Lombardia. Noi socialisti da tempo chiedevamo l’avvio del procedimento elettorale.

Perché il governatore Formigoni intende accelerare i tempi ora. Si tratta di opportunismo politico o di lotta agli sprechi come sostiene lui stesso?

Non entro nel merito dei motivi. Ma è necessario correre rapidamente, le Istituzioni hanno bisogno di essere governate. I costi delle Istituzioni sono una scusa. Il problema non sono i soldi per le elezioni. Anche per il Lazio auspico elezioni in tempi rapidi. La situazione è talmente deteriorata che perdere 3-4 mesi sarebbe un ulteriore danno alla collettività.

La bozza sulla legge elettorale è passata grazie ai voti dell’ex centrodestra. Questa tensione tra Lega e Pdl è dunque reale o no?

In Lombardia la tensione è reale, nonché enorme. A livello nazionale è mediata. Il punto del contendere era l’atteggiamento sul governo Monti, ma questo tema è destinato a esaurirsi. In Lombardia questo evento fa allontanare le posizioni. Credo in una possibile alleanza tra Pdl e Lega. Il comportamento di Alfano di restringere è un segnale del fatto che entrambe le parti non sono interessate a separarsi definitivamente.

Secondo lei è plausibile che la Lega intenda mettere le mani anche sul Pirellone?

Credo sia uno degli obiettivi fondanti della Lega. Ritengo sia normale che lo provi a fare. Difficile che un movimento in crisi di consensi, governi in accordo con il Pdl che avrebbe la funzione di ascaro. Molto difficile lo possa fare col Pdl, ma può anche provarci da sola.

Formigoni ha dichiarato che la candidatura dell’ex sindaco Gabriele Albertini sarebbe un’ottima candidatura.

Attiene alle vicende del centrodestra. Magari sono convinti di questo, ma sarà difficile che la Lega possa appoggiare un’eventuale candidatura di Albertini.

Il governatore ha reso noto di non voler lasciare incarico di commissario dell’Expo’ 2015.

Quando sarà eletto il nuovo presidente della Lombardia, Formigoni credo dovrà lasciare anche questo incarico. Fino a quel momento nulla quaestio.

Silvia Sequi

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