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Opinioni e commenti
 

Fuori Di Pietro dentro Casini
Pubblicato il 16-10-2012


Non si può parlare di Monti dando giudizi come se fossimo ad un concorso di bellezza. Noi dobbiamo dare un giudizio su cose fatte e definire le priorità per il bene dell’Italia per i prossimi mesi. Di Monti dobbiamo prendere sobrietà ed europeismo e al contempo dobbiamo superare un eccesso di rigore senza “premialità” (penso a Regioni ed Enti Locali tutti  valutati allo stesso modo) e che non sostiene il merito, dalle imprese che esportano a quanti combattono ogni giorno per rendere l’Italia migliore. Per sua stessa ammissione, alcuni mesi fa Di Pietro sostenne di non essere mai stato un uomo di sinistra.

La collocazione in quel campo era figlia dell’anomalia italiana dovuta alla presenza di Berlusconi. Ora che Berlusconi è ai margini, Di Pietro può serenamente scegliere di tornare dove cuore e ragione lo chiamano. Non c’è motivo per aprirgli la porta, con la sinistra riformista non ha nulla a che fare. Sarebbe un errore rifiutare il confronto con i partiti cattolici che hanno contribuito ad aprire una pagina nuova in questa Italia. Di Pietro non è in questa alleanza, non bisogna escludere che domani Casini possa farne parte.

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Commenti all'articolo
  1. Caro segretario spero che nel tuo editoriale stessi scherzando. Francamente non riesco più a capire quale sia il tuo pensiero. Da vecchia militante del partito (ho 57 anni e prendo la tessera da quando ne avevo 18) sono confusa leggendo che ” i partiti cattolici hanno contribuito ad aprire una nuova pagina in questo paese…” ,magari una pagina piena di oscurantismo , doppiezza e opportunismo. Se Di Pietro non c’azzecca nulla con la sinistra riformista, cosa abbiamo da condividere con Casini???? Io sono stanca di sperare che il partito ritorni ad essere bene portante per il paese ma piuttosto che saperlo alleato con i cattolici ,preferisco rimanga un partito di pochi ma buoni .

    • Perfettamente d’accordo con Maria Teresa. L’alleanza va fatta solo tra i partiti che in tutto o in parte si rifanno al PSE, quindi PD, SEL, PSI. Cosa c’entrano i democristiani? In tutta Europa, anzi in tutto il mondo, da una parte stanno i socialisti (o socialdemocratici o laburisti o democratici) e dall’altra i democristiani (o popolari o conservatori o repubblicani). Perchè in Italia la sinistra si deve sempre rifugiare sotto le gonnelle del Vaticano e della Confindustria? Anzi, io auspico piuttosto che se ne vadano dal PD i vari Fioroni che sono in parlamento coi voti degli elettori di sinistra e fanno gli interessi della CEI e dei poteri forti.

  2. Anch’io non sono contento in un possibile accordo con l’Udc. Però attenzione, la politica è l’arte del dialogo e della diplomazia. Il principio “pochi ma buoni” , chiudersi ci porterà a scomparire dalla politica attiva. Poi c’è chi non ne vuole sapere di accordi con SEL. Anch’io non ho apprezzato la decisione di sostenere Bersani e non un nostro candidato del PSI. Ora adistanza di pochi giorni considero la scelta del C.Naz.le la più corretta. Abbiamo la possibilità di impegnarci tutti per uno scopo comune, far crescere il consenso del PSI per ritornare ad essere un partito vivo nella politica nazionale. Non sprechiamo questo momento con particolarismi, con distinzioni e divisioni personalistiche . Cerchiamo di essere si pochi , ma uniti. E’ l’unico modo per ottenere dei risultati positivi.

  3. Da socialista convintamente di sinistra e da cattolico praticante (niente di strano, vedi il nostro Gennaro Acquaviva) condivido pienamente la linea attuale del partito. Ma a parte la mia personale opinione, va ricordato che le migliori stagioni in Italia sono state quelle dell’ incontro tra socialisti e cattolici democratici (e non ho detto “cattocomunisti”). L’ Italia non ha purtroppo (e sottolineo purtroppo) una grande sinistra socialista o socialdemocratica come altri paesi e come più volte è accaduto, senza il centro, non solo non si vince, ma difficilmente si governa. Condivido comunque il discorso di lasciare da parte i nostri troppi particolarismi e speriamo in una bella alleanza per sfidare la destra (che sia Pdl o Lega o perchè no anche Di Pietro) e vedere tornare insieme, come diceva il grande Pertini “libertà e giustizia sociale”.

  4. Sono pienamente d’accordo con il segretario Nencini. Forse saranno passati troppi anni, forse è cambiato tutto, forse con ” l’uomo solo al comando” abbiamo perso la passione, l’entusiasmo, la voglia di partecipare a quelle riunioni notturne nelle sezioni/ federazioni, dove l’unica, VERA, lamentela era l’impossibilità di respirare da parte dei non fumatori. C’erano i Lombardiani, io fra questi, i Demartiniani, gli autonomisti di Nenni. La discussione si protraeva fino a notte fonda e poi si votava. L’esito del voto era impegnativo per tutti. Da quelle riunioni sono uscite le decisioni, forse le più importanti dal dopo guerra ad oggi, della partecipazione al centro-sinitra ( DC-PSI-PRI-PSDI- ed a volte PLI). Governi che, come dicono instabili, ma che hanno prodotto fatti importanti come la nazionalizzazione dell’Enel, la riforma sanitaria, LO STATUTO DEI LAVORATORI che oggi sembra avere tanti nuovi padri, e non ultime le leggi sull’aborto ed il divorzio ( per la precisione i referendum erano per abrogare leggi già esistenti). Il tutto è stato realizzato governando insieme alla DC, ma soprattutto era il frutto di studio e proposta, di sapiente mediazione consci che nel Paese Italia la maggioranza è quantomeno tradizionalista se non conservatrice. Se fossi io a scegliere, anche per quanto detto sopra, preferirei una alleanza con gli eredi della DC che con gli eredi del PCI-SEL .

  5. La laicità e’ uno dei nostri marchi di fabbrica. Sarà già difficile portarla avanti contro una parte del PD. Ma se si aggiungono Casini, Buttiglione, Binetti, ecc. Ecc., che speranze avremo? Bene Bersani. Bene la visibilità che l’alleanza ci offre. Speriamo non vinca Renzi. Attenzione a coloro che rientrerebbero, o che lo farebbero volentieri, dopo aver puntellato Berlusconi in tutti questi anni passati ed aver comodamente e sfacciatamente attraversato il deserto. Saluti.

  6. Il governo Monti ha salvato il paese, ma a spese dei soliti , ha mostrato rigore e sobrieta’ ma non equita’. La crescita la stiamo aspettando. Si comperano i cacciabombardieri e si taglia la sanita’, si tagliano le pensioni ma non si fa l’accordo con la Svizzera per le tasse o l’asta per le frequenze. Basta, con le elezioni va mandato a casa con Casini a fargli compagnia

  7. Sono d’accordo con quanti sollevano dubbi su questo abbraccio, che può essere mortale, verso l’UDC di Casini. Non dimentichiamoci che ormai spesso dirigenti dell’UDC vengono arrestati e denunciati per vari reati. Inoltre la nostra caratterizzazione Laica, già fa fatica a superare gli sbarramenti della Bindi e Fioroni, figuriamoci di Casini, anche perchè sempre di più la divaricazione politica dipenderà dalle scelte Europee e noi con il PSE stiamo da una parte e l’UDC sta con il PPE insieme alla Merkel. Non ho nulla di particolare verso Bersani, che comunque dichiara che il PD non è di Sinistra, mentre noi dobbiamo rivendicare e sostenere posizioni contarie al neo-liberismo che tanti danni ha fatto. Per ancorare la barra più a Sinistra dovremmo fare una battaglia a sostegno di Vendola, chiedendogli di fare un passo coraggioso verso l’adesione al PSE, visto che assume Holland e il suo programma come suo principale riferimento.

  8. Un movimento socialista che rimanga ancorato ai trasformismi all’italiana in funzione solo elettorale alla ricerca di alleanze scontate non va da nessuna parte. Occorre a mio avviso rompere con i vecchi schemi e ricostruire il movimento socialista partendo dalla base. E’ necessario ricostruire nuovi quadri dirigenti, prepararsi ad un Congresso, stabilire una linea politica autonoma che ricalchi i vecchi valori e principi morali del socialismo italiano da Andrea Costa in poi, ma con innovazioni sul piano socio-culturale nell’ottica dei tempi in cui viviamo. Inoltre, occorre attrarre i giovani ricominciando quasi da zero, ridando al movimento socialista quell’impronta anarco-libertaria tradizionale per attrarre le masse, sviluppando una idea che prenda spunto dal pensiero dei grandi leaders di sinistra del passato (italiani e stranieri) Ernesto Che Guevara, Andrea Costa, Treves, Labriola, Sandro Pertini, Bruno Misefari ecc., dai quali poi trarne una sintesi per agire in concreto sul piano politico e strategico. Internet, i social network, il contatto con la gente, le manifestazioni culturali, il cinema, la musica e l’arte in generale, sono fattori importanti per stimolare i giovani all’azione politica, accantonando momentanemente i tatticismi per scopi prettamente elettorali.

  9. Non escludere il dialogo con le forze moderate è secondo me giusto, in generale. Ma l’UDC attuale, secondo me, è un partito molto distante dai valori cattolici veri. Dovrà esserci un bel ricambio anche lì (come c’è stato nel PSI e come, spero, ci sarà nel PD), prima di parlare di alleanze. Penso che alleanze credibili siano fatte da persone credibili, non da slogan.

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