sabato, 23 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Hollande, il peggio è finito ma ci vuole una nuova governance
Pubblicato il 17-10-2012


Alla vigilia del vertice europeo di Bruxelles, il presidente della Repubblica francese, Francois Hollande, riceve all’Eliseo sei tra i più prestigiosi quotidiani europei per lanciare un messaggio di speranza e un richiamo all’impegno: «Il peggio, vale a dire la paura dell’esplosione della zona euro, sì, è passato. Ma il meglio ancora non c’è. Tocca a noi costruirlo». Un appello che Hollande lancia alla agli stati d’Europa sottolineando che senza la crescita il rigore non serve. «Nell’interesse di tutti, non è possibile infliggere una condanna a vita a nazioni che hanno già fatto sacrifici considerevoli se, a un certo punto, i popoli non vedono i risultati dei loro sforzi. È compito della Francia convincere i nostri partner che l’austerità non è una fatalità». Per questo a Bruxelles, domani e venerdì, la Francia chiederà di applicare più rapidamente possibile le decisioni già prese: «tutto il Consiglio europeo del 28 giugno, nient’altro che il Consiglio europeo del 28 giugno». Per Hollande, «non è ammissibile che, nello stesso spazio monetario, ci siano Paesi che si finanziano all’un per cento a dieci anni e altri al sette. La Francia è il tramite fra l’Europa del Nord e quella del Sud», ha ribadito il Presidente «io rifiuto la divisione».

L’IDEA DI HOLLANDE, L’EUROPA DELLA COOPERAZIONE PASSA PER GLI EUROBOND – «L’unione di bilancio deve essere perfezionata da una mutualizzazione parziale dei debiti: attraverso gli eurobond» ha detto François Hollande che, riferendosi alla Germania, ha detto: «Cessiamo di pensare che ci sarà un solo paese che pagherà per tutti. È falso. In compenso mi rendo conto della sensibilità dei nostri amici tedeschi al problema della sorveglianza. Chi paga deve controllare, chi paga deve sanzionare».

UNA NUOVA GOVERNANCE PER UNA EUROPA, MENO FINANZA E PIU’ POLITICA –  È chiaro e non lascia spazio a dubbi il capo dell’Eliseo. Serve una «nuova governance» per la zona euro e il presidente francese Hollande propone «un Eurogruppo rafforzato con mandato chiaro e sufficientemente lungo». Il presidente ha precisato di essere «favorevole a una riunione mensile dei capi di stato e di governo» dell’eurozona: «finiamola con questi pretesi vertici dell’ultima chance che si concludono soltanto con successi effimeri. I mercati ci sono ogni giorno, le decisioni sulle imprese bisogna prendere all’istante! L’Europa non può più essere in ritardo». Poi, superata definitivamente l`emergenza, si potrà pensare al futuro, precisa Hollande: «La mia idea è un’Europa che avanza a più velocità, con cerchi diversi. Abbiamo una zona euro che ha un patrimonio, la moneta unica e richiede un nuovo governo. Questa eurozona deve prendere una dimensione politica. L`unione politica sarà la tappa che seguirà l`unione di bilancio, l`unione bancaria e l`unione sociale». I tempi? «Dopo le elezioni europee del 2014». Gli europei sono a un bivio. «La più grande minaccia che pesa sull`Europa è di non essere amata. Di essere vista nel migliore dei casi come un austero sportello bancario e nel peggiore come un riformatorio. E tuttavia, l`Europa resta la più bella avventura del nostro continente. È la prima potenza economica del mondo, uno spazio politico di riferimento, un modello sociale e culturale. Merita un guizzo per riprendere speranza».

SCUDO ANTISPREAD E UNIONE DI BILANCIO, «LA FRANCIA E’ PRONTA» – Parla anche di speculazione e scudo anti-spread il presidente francese, uno dei punti sul tavolo al vertice di domani. «La banca centrale arrivano in appoggio alle decisioni prese in seno all’Esm. Che cos’è l’Esm se non un insieme di stati? La Bce non creerà moneta quando andrà in soccorso dei paesi indebitati. Essa renderà più efficace la politica monetaria. Ho egualmente considerato gli argomenti democratici avanzati dall’altra parte del Reno. Sono perfettamente d’accordo che i parlamentari debbano poter autorizzare gli impegni chiesti agli stati, sia nel quadro dell’unione di bilancio che dell’unione bancaria, ma non c’è tempo da perdere. La Francia è pronta».

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